Pronostici sulle NTC. Norme Tecniche all’orizzonte

Data: 20/11/2012 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica / Commenti: 23

Sono ormai mesi che circolano voci in merito ad un’imminente uscita delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni e sui presunti cambiamenti che interesseranno diverse aree.

Usciranno, non usciranno? Un alone quasi di mistero aleggia su questo argomento “scottante” perché atteso da tutti.

La redazione di Dario Flaccovio Editore ha deciso di ascoltare alcune voci del mondo delle costruzioni, per cercare di fare maggiore chiarezza sulle Nuove NTC. Abbiamo colto l’occasione per scoprire cosa bolle in pentola anche su altri fronti.

 

Angelo Biondi ingegnere strutturista, sviluppatore software per S.T.S.

Michele Vinci Ingegnere strutturista, sviluppatore software per STACEC

Aurelio Ghersi Professore ordinario di Tecnica delle costruzioni e Costruzioni II

Carlo Sigmund Ingegnere civile e ambientale, libero professionista

 

 

Angelo Biondi

IL PUSHOVER E IL FUTURO DEL CALCOLO STRUTTURALE


Per quando è prevista l’uscita delle nuove NTC?

Normalmente i decreti ministeriali contenenti normative tecniche per la progettazione strutturale vengono pubblicati nel mese di gennaio, pertanto immagino che sarà lo stesso per le prossime NTC.

 

Qualche mese fa l’editore Dario Flaccovio sentì dire che il pushover (calcolo non lineare) sarebbe diventato obbligatorio. Così le è stato commissionato il titolo “Pushover”.

Sarà obbligatorio e quali saranno le sorti del calcolo “non lineare” alla luce delle nuove NTC?

L’analisi push-over e l’analisi lineare in generale saranno il futuro della progettazione strutturale. Le nuove norme estenderanno sempre più l’impiego di questo tipo di analisi sia per il progetto di nuovi fabbricati che per la verifica di quelli esistenti, cercando di portare gradualmente i professionisti verso questo nuovo modo di valutazione del comportamento strutturale.

 

Quanto e in cosa le NTC influenzeranno il software? 

L’effetto delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni non influenzerà il software in maniera sostanziale, dato che le modifiche proposte prevedono fondamentalmente “aggiustamenti” delle norme 2008, ma non ne stravolgono il contenuto, come è invece successo nel passaggio dal D.M. 31 marzo 1998, n.112 all’Ordinanza 3274 del 2003.

 

Come sta muovendosi STS su questo fronte?

La STS è contatto costante con alcuni docenti universitari che si sono occupati della revisione delle norme, quindi lo sviluppo software è programmato anche in funzione di quelle che saranno le novità introdotte dal nuovo approccio normativo. Ovviamente tutti i software prodotti saranno tempestivamente aggiornati non appena la nuova norma diventerà cogente.

 

 

Michele Vinci

DISASTRI AMBIENTALI, CARBURANTE PER LE NORMATIVE TECNICHE


Circolano diverse voci sulle NTC, a partire dalla loro presunta uscita.

Secondo lei per quando è prevista? 2012 o 2013?

La pubblicazione definitiva delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni era prevista più o meno per lo scorso luglio. In effetti verso fine giugno era stata diffusa una prima bozza, che doveva essere visionata dalle parti interessate come conclusione della fase di aggiornamento. Nel periodo immediatamente successivo alla suddetta diffusione, però, se ne è parlato poco e la cosa ancor più preoccupante è che oggi se ne parla ancora di meno, per cui abbiamo motivo di ritenere che la pubblicazione ufficiale non avverrà prima del giugno 2013.

Inoltre, pare che le problematiche per le quali è stata posticipata la pubblicazione delle NTC siano legate alla stesura della Circolare (equivalente della 617/2009) che dovrebbe  essere anch’essa pubblicata in contemporanea alle Norme Tecniche per le Costruzioni.

Fondamentalmente, l’entrata in vigore delle normative tecniche raramente (leggasi mai) rispetta le date previste. In effetti, per legge, le  Norme Tecniche per le Costruzioni dovrebbero essere aggiornate ogni due anni.

Per esempio le NTC/2008 sono entrate in vigore a seguito al terremoto in Abruzzo (fine 2009). Sono passati già tre anni e ancora non è stata pubblicata la versione definitiva.

L’entrata in vigore di una normativa, purtroppo, è sempre legata ad un evento sismico catastrofico. Per esempio, l’Ordinanza 3274 e successive modifiche (Ordinanza 3431) sono state pubblicate e mai entrate in vigore nel 2003 (pare, se non ricordo male, che la nuova norma dovesse essere utilizzata obbligatoriamente solo per le opere pubbliche) in seguito all’evento sismico verificatosi a San Giuliano di Puglia nel 2002.

Successivamente sono state pubblicate le Norme Tecniche per le costruzioni del 2005 e mai entrate in vigore. Ancora dopo sono state pubblicate le NTC del 2008  ed entrate in vigore nel 2009, in seguito all’evento sismico dell’Abruzzo.

Ci auguriamo che la prossima entrata in vigore delle nuove norme non avvenga in seguito ad un nuovo evento sismico.

 

Il suo libro, Metodi di calcolo e tecniche di consolidamento per edifici in muratura, sarà influenzato dalle nuove NTC?

Per quanto riguarda gli edifici in muratura, e secondo la prima bozza diffusa a giugno 2012, non ci saranno grossi stravolgimenti. Ci saranno piccole modifiche da apportare, ma non eclatanti.

I metodi di calcolo rimangono fondamentalmente uguali. Naturalmente, poiché il testo ha un taglio pratico, è fortemente legato alle prescrizioni di normativa del D.M. 14/01/2008 e della Circolare 617/2009, per cui sarà necessario cambiare quantomeno i riferimenti ai punti della normativa stessa.

Per quanto riguarda la parte legata alla Circolare, non possiamo esprimere pareri, in quanto, a differenza delle Norme Tecniche per le Costruzioni, non è stata pubblicata neanche una bozza.

 

Ci è giunta voce che le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni colpiranno molto i software? La STACEC è pronta al colpo? E come pensa di muoversi?

I software di calcolo strutturale, come ogni altra cosa legata a prescrizioni di normativa, sono soggetti ad aggiornamenti. La STACEC naturalmente è pronta ad affrontare le modifiche previste dalle nuove normative. Naturalmente, ciò potrebbe sottrarre un po’ di forza lavoro ad eventuali novità previste.

 

Avete nuovi titoli in pentola con la Dario Flaccovio Editore?

Personalmente ho alcuni articoli quasi pronti. Naturalmente, il problema dei dubbi sull’uscita delle normative complicano anche la pubblicazione di testi legati alla normativa stessa. Per cui è da valutare insieme alla casa editrice se sia opportuno pubblicare in questo periodo i titoli o se aspettare qualche altro mese.

 

 

Aurelio Ghersi

NUOVE NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI PREVISTE ENTRO META’ 2013

 

Secondo lei per quando è prevista l’uscita delle Nuove NTC? 2012 o 2013?

Il Consiglio dei LL.PP. potrebbe anche mandare indietro la norma per modifiche, e questo allungherebbe i tempi. Non credo però che questo avvenga, perché tutte le modifiche sono sostanzialmente in linea con gli Eurocodici. È quindi probabile che la nuova norma esca nella prima metà del 2013.

 

Cosa pensa che cambierà? Quali sono le modifiche a cui auspica?

Dal punto di vista sostanziale non può cambiare niente, perché il riferimento devono essere gli Eurocodici e le modifiche proposte si avvicinano ancora di più a questi. Vi sono però piccole modifiche, soprattutto formali e solo in qualche caso più rilevanti, di cui tenere conto.

 

Quali suoi titoli pubblicati con la DF saranno influenzati?

Nessuna variazione per Il cemento armato e credo (da verificare) per Edifici in muratura. Per Edifici antisismici qualche modifica da fare c’è (se non altro perché cambiano alcuni termini frequentemente utilizzati) e questa può essere l’occasione per farne una nuova edizione.

 

Un’ultima domanda. Pensa che stiamo andando nella direzione giusta?

Sì.

 

 

Carlo Sigmund

LE NORME “PRESTAZIONALI” PER STRUTTURE COMUNI SONO PRESCRITTIVE


Infine il parere di uno dei tanti giovani professionisti in merito ad uno dei possibili “effetti collaterali” delle Norme Tecniche per le costruzioni: il pericolo di un uso esageratamente intenso e indiscriminato dei codici di calcolo.

È oramai chiaro a tutti che le Norme Tecniche per le Costruzioni sono e saranno sempre più inapplicabili senza l’ausilio di programmi di calcolo automatico (alludo anche alla “pushover”). L’analisi sismica da condurre per una palazzina di 3 piani per civile abitazione di importanza normale non differisce da quella di strutture decisamente più semplici e di più “largo consumo” quale potrebbe essere ad esempio una semplice copertura in legno per ripararsi dal sole o dalla pioggia che preveda normali affollamenti (sperando che non sia suscettibile anche di un “accumulo per neve”).

Personalmente ritengo, in buon accordo anche con tanti altri colleghi (architetti, geometri, periti, ingegneri), che le norme “prestazionali” così tanto attese hanno invece dimostrato marcatamente per strutture comuni la pecca di un carattere estremamente prescrittivo.

Credo sia capitato a chiunque del settore di verificare in automatico una semplice villetta in cemento armato e di ritrovarsi armato un pilastro 25 x 25 sempre con il minino 4f16 di norma. Pilastro che, se la struttura non è estremamente particolare, potrebbe tranquillamente progettarsi come si faceva una volta: a pressoflessione, vincolo isostatico a mensola con tagliante sismico di competenza e relativo incremento del 30% per effetti torcenti; senza vedersi costretti a considerare sistematicamente: 16 combinazioni di carico SLV, 20 combinazioni di carico SLU, 11 combinazioni SLE e via proseguendo…

Chiudo questo intervento, che gentilmente mi è stato proposto dalla Dario Flaccovio Editore, mettendo in chiaro che sono estremamente a favore dei software di calcolo ma, al contempo, credo opportuno che la Norma ne debba ragionevolmente ridimensionare in futuro l’utilizzo, almeno per tipologie strutturali più elementari.

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  • Raf

    E’ stato dimostrato che i crolli avvenuti durante gli ultimi terremoti, sono stati causati da imprecisioni e/o lacune esecutive.
    La risposta quale è stata ? una inutile complicazione nei calcoli delle strutture che porterà in futuro i tecnici a non; “capire” più niente di strutture. Si affideranno solo al dio computer.
    Sarebbe stato più utile prevedere norme pratiche esecutive più efficienti, controlli reali sui cantieri e miglioramenti delle metodologie di calcolo usate fino al 2008.

  • Gino63

    Si continua a rimaneggiare le Norme, seguite dalle modifiche dei software di calcolo, ma non si fa nulla per individuare le competenze specifiche in materia. Tutti sappiamo che molti ingegneri, architetti, geometri ecc. non hanno mai seguito un corso di Ingegneria Sismica, però gli è consentito calcolare una struttura antisismica con analisi dinamica, push-over ecc. Tutto ciò è vergognoso, basti solo pensare che per una certificazione energetica o una verifica acustica, fra un pò ci vorrà un’altra laurea.

  • Omegaomega

    Sarebbe obbligatorio sapere quanto costa questa operazione

  • Gaepa

    ok anche a questa continua rivisitazione delle norme ed all’applicazione dei software. Mi chiedo, però, perché nessuno si preoccupa per la commericalizzazione di software certificati ? Oggi e credo anche dopo le future modifiche i programmi continueranno ad avere costi rilevanti ed il professionista dovrà fare sempre una dichiarazione di accettabilità dei risultati che credo, per un comune mortale professionista, sono incontrollabili?

  • http://www.cityrailways.it/ Andrea Spinosa

    Articolo interessante, ottima e doverosa la chiosa di Sigmund.

    E’ chiaro che l’appesantimento della normativa tecnica abbia come effetto – nemmeno tanto collaterale – quello di non saper leggere più una struttura in maniera chiara.
    E’ opportuno un parallelo con il campo ambientale: in termini di contaminazioni è ancora più complessa la percezione degli effetti, perché gli agenti hanno dimensioni di due o tre ordini di grandezza più piccoli del nostro e perché estremamente dilazionati nel tempo e nello spazio.
    Alla maggiore sensibilità ambientale l’apparato normativo risponde sì con un appesantimento delle verifiche ma anche fornendo strumenti predittivi di semplice costruzione e chiara interpretazione.
    Gli esiti possibili sono due: un mercato che si fonda sulla compilazione meccanica di modelli diffusionali (sempre più costosi e graficamente elaborati) e sul loro vaticino come si faceva con gli oracoli; enti che rispondono proponendo codici chiari (essenziali e spartani) implementati in modo aperto e distribuiti gratuitamente (come l’EPA, Ente per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti). In questo caso si accompagna il valutatore e si offre la possibilità di discutere il singolo caso senza imporre alcuna miope fissità procedurale.
    Si tenga presente, ingegneristicamente parlando, che le contaminazioni ambientali sono causa del 70% delle patologie e del 45% dei decessi; a fronte del 3% delle morti attribuibili a crolli o cedimenti strutturali di edifici o impianti.

    Appesantire l’apparato normativo attraverso irrigidimento delle procedure sulla reiterazione meccanica di decine di verifiche a prescindere dallo specifico caso non può che allontanare sempre di più i numeri dalla realtà, facendo dimenticare che la teoria alla base del tutto è sempre la meccanica del continuo che non è cambiata dai tempi di Cauchy.

    Si può migliorare e perfezionare il dito indice e tutta la mano, ma la luna che si indica è sempre la stessa.

    Per quanto riguarda l’introduzione della pushover sulle verifiche, seppure più che giusta e doverosa anche in conseguenza di una maggiore conoscenza delle dinamiche geosismiche; forse sarà il caso di non procrastinare più il da farsi circa la vetustà del parco edilizio nato col boom del secondo Novecento. Il Legislatore non può più permettersi di rimandare oltre.

    Imporre di verificare un comportamento elasto-plastico che già si sa non essere rispettato da oltre il 50% del parco edilizio, in un momento di grave crisi finanziaria, senza fornire strumenti economici di sostegno a famiglie e condomini e sapendo che il sistema Paese su quel boom ha costruito buona parte dell’ancora ventilata “ricchezza delle familie italiane” è a dir poco rischioso.

    Perché quando si moltiplicheranno i casi di impossibilità di provvedere – anche perché non sempre economicamente accettabile – a “ri”stabilire una sicurezza statica ultima alle azioni orizzontali si rischia di innescare un’incontrollabile deflazione del parco edilizio e quindi della stabilità ultima (finanziaria) del sistema Paese.

  • Francesco Casalotti

    Sono completamente d’acordo. L’importante è la cura dei dettagli ( ad es. posizione dei ferri) ed una attenta verifica dell’esecuzione in cantiere da parte dei tecnici preposti (a partire dal direttore dei lavori). E’ inutile fare grandi teorie che poi costringono i progettisti ad affidarsi ai programmi di calcolo.

  • http://www.facebook.com/landoumberto.pacini Lando Umberto Pacini

    un problema che toglie molto alla capacità discrezionale del professionista, rimandando ad uno standard di lavoro che non sempre risponde pienamente alle condizioni di sito, è l’applicazione delle categorie di suolo A B C D E. queste, come dice lo stesso D.M., afferiscono a categorie semplificate, con stratificazioni pianoparallele e morfologie di pianura sufficientemente ampia e non articolate. meglio sarebbe condizionare tutti i software a dover vedere imputati il Tb Tc Td ag0 e F0 se non addirittura tutta la curva derivante da una Risposta Sismica Locale. E questa sarebbe bene che fosse prodotta in ambito 2D o 3D e non solo con codice Shake in 1D. Ma qui si entra in un discorso dove bisogna fare le cose per bene… ed essendo in Italia non è nè ammesso nè concesso. Volete discutere di questi aspetti e verificare al meglio le possibilità progettuali date da questa “non semplificazione”? mandatemi una mail appoggiolando@katamail.com

  • Alessandra

    Complimenti per l’articolo!

  • Anonimo

    Quanto prima il nostro autore Carlo Sigmund sarà lieto di rispondere ai vostri commenti!

  • Anonimo

    Carlo Sigmund sarà lieto di rispondere non appena possibile ai commenti!

  • Maxromi

    Per completare la panoramica per quale motivo il Ministero o il CNR od una commissione ad hoc non ci comunica quali siano i “SOFTWARE DI CALCOLO AFFIDABILI” da poter prendere seriamente in considerazione perché noi, oltre a non avere più il controllo diretto di quella che è la progettazione, dobbiamo sottostare a scelte di software di calcolo di cui non conosciamo il grado di affidabilità, se non solo dopo averli comprati (e non te li regalano mica).
    Chi ci dice che la STS sia meglio della Acca o che la STACEC sia meglio CONCRETE ecc….

  • Piero Giorgi

    E’ vero! Basterebbe che la Direzione Lavori fosse veramente un lavoro a tempo pieno e non soltanto quando l’impresa ti chiama ed è già tutto fatto…!!! Anche perchè se si diffonde la nomea che sei un pignolo, che fai rifare le armature etc. etc. non lavori più (in Italia paese di m…da)!!

  • http://www.facebook.com/pippo.pippis.52 Pippo Pippis

    ancora una revisione (inutile) di norme già inutilmente complicate… non ci manca che la pushover per villette in muratura e due piani…. L’unica via di fuga sono gli eurocodici, per i quali penso che l’Italia si già in procedura di infrazione da un pezzo.
    Non è comunque possibile un ricorso a procedure e formule complicatissime che fanno perdere del tutto di vista l’oggeto pratico: una COSTRUZIONE. Norme che dal calcolo danno staffature a passo 3.50 o 4.0 cm non solo sono inutili, sono DANNOSE e controproducenti.

  • Carlo Sigmund

    Grazie per il suo contributo. Sono assolutamente d’accordo con te.

  • Carlo Sigmund

    In qualità di ing. ambientale sono assolutamente allineato con il suo pensiero.

  • Carlo Sigmund

    In linea generale potrebbe essere vero, ma a mio modesto avviso il vero problema non è il particolare campo di applicazione, quanto la serietà che si dedica nell’approccio a qualsiasi lavoro che si svolge.

  • Carlo Sigmund

    E’ proprio per questo motivo che tutti noi professionisti dovremmo aumentare il nostro livello di conoscenza per capire noi stessi quali sono i software più adatti alle nostre esigenze documentandoci e prendendo autonomamente la scelta. Potrebbe essere un’invito a non essere passivi di fronte alle normative.

  • Carlo Sigmund

    Assolutamente d’accordo con te. A mio modesto avviso in qualità di professionista come tanti, visto che gli eurocodici esistono da oltre 20 anni, sarebbe – penso – anche ora di allinearsi alla Comunità Europea, anche per essere competitivi rispetto agli altri Paesi.

  • Antonino Gullotta

    Speriamo che le nuove norme siano meno onerose in termini di prove ed indagini sperimentali sulle strutture. A causa di questa cosa, voluta dalla lobby dei laboratori probabilmente, oggi l’edilizia ha subito un rallentamento. Non è sempre vero che facendo le prove si è piu’ sicuri sul materiale, inoltre non si capisce perchè si debbano fare prove su materiali che dovrebbero essere ampiamente certificati all’origine, all’importazione, alla vendita, durante il trasporto e sino all’arrivo in cantiere (v. profilati e barre d’acciaio) le cui caratteristiche chimico-fisiche non variano poi sostanzialmente con la posa in opera….diverso è il discorso per materiali semilavorati come il cls….ma anche qui…..ritengo personalmente che almeno per i livelli di conoscienza piu’ bassi si potrebbero ridurre le prove da fare.
    Antonino Gullotta

  • Landopacini

    Al Dott. Ing. Vinci: il D.M. 2005 E’ entrato in vigore. non solo. è ripreso ed integrato nel D.M. 2008 alla medesima specie dei D.M. dell’88 e quello del 1996. Il periodo di efficacia è stato ridotto a qualche mese in quanto non fu rinnovato il regime transitorio.

    sarebbe il caso che facesse una rettifica di merito.

    altra cosa, anche se queste inserzioni sono pressochè limitate nel tempo e quindi trasparenti ai lettori nuovi o che hanno già postato:
    nel D.M.2005 era richiamata anche la possibilità di collaudi “dinamici” che, difatto, afferivano alla bontà della realizzazione dell’opera. Tanti problemi sarebbero risolti se gli ingegneri sapessero fare il loro lavoro, al di là dei codici di calcolo disponibili, e le Direzione Lavori sapessero imporre la legge che ciò che è mal costruito si smonta e si ricostruice.

    in ultimo, da geologo:
    la modellazione delle categorie di suolo semplificate (A,B,C,D,E) è , come dice la dizione “semplificata”. sarebbe sempre opportuno (per risparmiare materiale quale acciaio e quindi CO2) svolgere delle RIsposte Sismiche Locali. SEMPRE. Ma è ovvio che la modellazione semplificata fà comodo agli ingegneri che NON vogliono impegnarsi nella progettazione…

  • MicheleVinci

    Confermo che effettivamente il D.M. 2005 è entrato in vigore solo per qualche mese. Dire che è entrato in vigore solo per qualche mese, però, vuol dire in pratica, secondo il mio parere, che non è mai entrato in vigore (per intenderci, il D.M. 1996 è rimasto in vigore per circa 10 anni)!
    Innanzi tutto il D.M. 2005 si poteva utilizzare in concomitanza con la vecchia normativa (D.M. 1996), per cui in quel clima di grande confusione, quasi la totalità dei tecnici preferivano continuare ad utilizzare “la certezza” della vecchia (chi va ad impantanarsi in cose poco conosciute?). In definitiva, moltissimi tecnici, dell’entrata in vigore del D.M. 2005 non se ne sono neanche accorti!
    Inoltre, è chiaro che i contenuti del D.M. 2008 sono simili a quelle del D.M. 2005 in quanto sono tutte (compresa l’Ordinanza 3274) ispirate agli Eurocodici.

  • Carmelo

    concordo pienamente, a me è capitato di essere stato definito pignolo……l’importante, anche se si lavora di meno perdendo qualche impresa SUPERFICIALE nel cammino della nostra professione, è essere a posto con la propria coscienza.

  • Tony104

    Nell’intervento di Angelo Biondi: “L’analisi push-over e l’analisi NON lineare in generale saranno il futuro della progettazione strutturale”. Credo che ci sia un errore o sbaglio?