Edilizia scolastica. Basteranno i 2 miliardi di euro di Renzi?

Data: 14/05/2014 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica / Commenti: 0

Qualche mese fa, una mia amica maestra mi raccontava che nella sua scuola i riscaldamenti non funzionano e i bimbi da anni durante l’inverno sono costretti a fare lezione con i cappottini indosso. Una situazione inconcepibile, veramente. A marzo scorso a Cinisiello Balsamo (Milano) una ragazzina del Liceo Giulio Casiraghi mentre seguiva la lezione è stata colpita da uno dei calcinacci che si sono staccati dal soffitto. Si è sfiorata la tragedia, perché la ragazza se l’è cavata con qualche contusione e graffio. Questo episodio non è affatto isolato.



pdf dedicato all’Edilizia Scolastica



Ma basta fare un giretto tra i titoli di giornale e ci accogliamo che l’edilizia scolastica è un vero colabrodo, fa acqua da tutte le parti. Da Nord a Sud la situazione delle scuole italiane è disastrosa: mancanza di sicurezza, edifici inadatti ad accogliere alunni, edifici spesso fatiscenti.

Perché l’edilizia scolastica ha bisogno di interventi immediati


A Palermo il 13 febbraio in una scuola elementare e dell’infanzia era crollato un pezzo di soffitto, appena subito prima della campanella: anche lì, è andata bene. Due gemelline hanno rimediato qualche graffio, ma un grande spavento per gli alunni e i genitori. Pare che la scuola desse segni di cedimento e da mesi i piccoli venivano spostati da un’area all’altra perché i muri presentavano delle crepe importanti e peri i continui lavori di manutenzione. Alle proteste dei genitori la risposta delle autorità scolastiche è stata una: mancanza di fondi. I miei amici sia del Sud che del Nord che lavorano a scuola mi dicono che ogni anno i comuni chiedono se ci sono lavori da fare, ma puntualmente questi aggiustamenti non vengono fatti. Le situazioni critiche vengono tamponate, magari si sistemano le tapparelle che non vanno e le prese della corrente non funzionanti. La storia è sempre la stessa.

La caduta calcinacci dal soffitto sembra essere un classico: è successo anche in un istituto onnicomprensivo della provincia di Gorizia. Per fortuna i pezzi di intonaco sono caduti non sui banchi, ma davanti alla lavagna. Ma se ci fosse stato qualcuno lì? L’insegnante che spiegava o un alunno interrogato? Cosa sarebbe successo?

Ma si tratta di una storia bella che vecchia al nostro bel Paese. E purtroppo questi episodi diventano vere tragedie. Come nel 2008, quando Vito Scafidi, che aveva soltanto 17 anni, ha perso la vita per il contro-soffitto del Liceo ‘Darwin’ di Rivoli, in provincia di Torino e un compagno, Andrea Macrì, è rimasto paralizzato per sempre. I ragazzi sono stati schiacciati da un tubo di ghisa che – “dimenticato” all’interno del contro-soffitto costruito più di  vent’anni prima – ha causato il crollo del soffitto.

Nel 2012 Cittadinanzattiva ha preso in esame un campione di 111 istituti italiani, sia del Nord sia del Sud. Dal Rapporto su sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici, sapete cosa è uscito fuori? Un panorama agghiacciante, se pensiamo che i nostri figli passano la maggior parte del loro tempo lì: una scuola su 5 non è sicura.

I dati che emergono da questo rapporto mi hanno lasciato senza parole:

  • il 20,7% delle scuole non sono sicure
  • il 36% rasentano appena la sufficienza
  • Il 59% sono a rischio sismico
  • il 23% hanno accessi comunicanti direttamente con la strada
  • il 78%  sono sprovvste di porte antipanico
  • il 54% sono senza ascensore
  • solo il 24% è in regola con le certificazioni di sicurezza

Vetri rotti, fatiscenza, riscaldamenti non funzionanti, muffe, topi e altri animali infestanti. E barriere architettoniche a gogo. In pratica dei letamai, permettetemelo. Detto sinceramente, io non manderei i miei figli, magari treenni in una di queste scuole. Starei con l’ansia a mille, aspettando un telefonata che annuncia catastrofe. No, grazie.

Per fortuna qualcosa pare che si stia facendo per tamponare questa situazione. Il mese scorso il presidente del consiglio Renzi ha annunciato lo stanziamento di 2 miliardi di euro per  all’emergenza dell’edilizia scolastica. Basteranno davvero? Secondo il Codacons, no. Non può tamponare la situazione disastrosa in cui verte l’edilizia scolastica. Non può compensare lo stato di abbandono e i mancati investimenti che ormai sono decenni.

Io ho paura che sia la solita vecchia storia che quando c’è un’emergenza, si corre ai ripari con una sorta di contentino. Ma spero di sbagliarmi e che lo Stato mi metta a disposizione scuole sicure per quando metterò al mondo dei bambini. Nonostante questo panorama per niente incoraggiante, io voglio credere che verrà un giorno in cui le scuole saranno a misura di bambino e a impatto ambientale zero.

Verrà questo giorno?

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