Vecchie trivellazioni e prove di iniettività a Mirandola

Data: 24/05/2014 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica / Commenti: 13

Assicurano che le “prove di iniettività” sul pozzo di reiniezione Cavone 14, vicino a Mirandola, sono monitorabili dai cittadini su un sito internet per verificare se le scosse sismiche sono provocate dalla ricerca. Questa sperimentazione è stata voluta dopo la pubblicazione del rapporto Ichese che ipotizza vi siano possibili correlazioni tra le trivellazioni di quella zona e il catastrofico terremoto del 2012.

 

La notizia era evidente recente e m’era sfuggita. Ieri pomeriggio Alessandro Pozzetti, noto Social Media Marketing Manager di Mirandola, ha postato questa pagina di giornale su Facebook, citando il sindaco mirandolese Maino Benatti e denotando non poca preoccupazione.


Grazie ad Alessandro mi sono allertato. Nelle ore successive ho monitorato il rinomato Gruppo Geologi.it di Egidio Grasso e poco dopo ho visto apparire la stessa pagina di giornale, postata da Paolo Balocchi il quale ha commentato però che il titolo del giornale è fuorviante, peché non è partita alcuna trivellazione. Ho continuato a cercare.

 

Intanto, zoommando, ho letto tutto l’articolo e vi riporto qui le ultime righe:

 

Da venerdì scorso, e fino a questa settimana, saranno realizzate “prove di strato e prove di pozzo sui pozzi produttori”. Subito dopo, a fine mese, saranno eseguite le prime “prove di iniettività” sul pozzo 14 sarà reimmessa l’acqua di giacimento per un periodo di tempo “più esteso del normale” e sarà monitorato l’andamento sia della pressione e sia della temperatura all’interno del giacimento. Dal 28 aprile ad oggi sono state cinque le scosse rilevate nella zona, di cui dal 1 maggio ben tre nelle immediate vicinanze dei pozzi.

 

Non ho fatto una ricerca abbondante ma ho trovato tutto quello che mi serve per affermare che questa operazione è una follia. Il sito labcavone.it grazie al quale i cittadini potranno verificare se le trivellazioni stanno o meno provocando eventi sismici, contiene tutti documenti in bella vista, tra cui questo. Si tratta di prove che servono a dimostrare che le estrazioni non provocano terremoti.

 

Poi ho beccato diversi articoli dell’anno scorso che fanno rientrare Mirandola e altri siti dell’Emilia Romagna in un’area in cui la Exploenergy di Milano vuole attuare la ricerca dello shale gas, nonostante il recente terremoto apocalittico, ma a quanto pare le autorizzazioni non sono state date per rischio sismico. Di questa notizia sono felice, anche perché il mercato dello shale gas sta rinomatamente facendo buchi nell’acqua ovunque nel mondo, perché i pozzi si esauriscono velocemente e occorrono repentine trivellazioni. I costi sono troppi. Quanto i danni.

 

Mi viene spontaneo, da cittadino, elencare i seguenti quesiti:

 

  • Perché trivellare e iniettare per lo shale gas è rischioso mentre per la ricerca di petrolio no?
  • Perché provare che il terremoto non è stato incentivato dalle estrazioni petrolifere? Vogliono trivellare ancora?
  • A cosa può servire un sito per monitorare se i terremoti sono provocati dalle estrazioni petrolifere se negli ultimi mesi ci sono state cinque scosse?
  • Che benefici ne può trarre Mirandola e l’Italia da questo monitoraggio?

 

Mi piacerebbe che il sindaco di Mirandola rispondesse o qualunque esperto. Qui non si tratta di ambientalismo o di deturpazione del paesaggio. Sono il primo a sostenere che in Italia siamo dei pecoroni lumaconi e che potremmo costruire ponti, infrastrutture e molto altro. Qui si tratta di accendere le candeline di una torta per festeggiare dentro a un magazzino di giochi pirotecnici.

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  • Alessandro Pozzetti

    Esattamente Enrico! Perché andare a stuzzicare il cane che dorme?

    Abbiamo perso 28 persone, tra il 20 ed il 29 maggio 2012, centinaia di feriti, migliaia di case andate distrutte, centinaia di aziende delocalizzate e/o costrette a chiudere.
    Il denaro per la ricostruzione c’è (si dice..), molti lavori sono stati eseguiti, altri sono in esecuzione e molti altri sono ancora sotto forma di carta, perché la burocrazia italiana non aiuta.
    Io stesso, per fortuna o purtroppo, persi il lavoro e cominciai ad investire su quello che faccio ora. Lasciai questo territorio per 3 lunghi mesi, per mettere al sicuro la mia famiglia, rifugiandoci in trentino, rientrando solo ad inizio settembre.

    Il sindaco di Mirandola, Maino Benatti, ha lavorato benissimo in questi due anni, non si può dire il contrario e te lo sta dicendo uno che non l’ha votato, alle elezioni comunali.
    L’ho visto scendere in piazza, tra le persone, più e più volte. Proprio per questo mi sono voluto rivolgere direttamente a lui, perché sento che potrei fidarmi di ciò che dice, perché la sua famiglia, come la mia, calpesta questa terra, con lo stesso rischio.

    Detto questo, se le operazioni “test” si stanno veramente svolgendo, ad oggi, io, non ho mai rilevato alcuna scossa (di quelle 5 citate nell’articolo) e credimi se ti dico che il fondoschiena dei mirandolesi è molto fine, a questi avvenimenti :)
    Non ho mai rilevato scosse su INGV ovviamente, perché non ho strumenti specifici per monitorarle, non essendo un geologo. Settimanalmente però, da maggio 2012, è una tappa fissa per me, grazie allo stupro psicologico causato dal terremoto e, ad oggi, ripeto, non le ho mai viste riportate nelle cronologie (quelle 5 scosse evidenziate).

    Grazie ancora Enrico per l’evidenza che hai dato alla questione che ho sollevato ieri e per le tue ricerche.

    Ciao!

  • Enrico Flaccovio

    Grazie a te, rimaniamo in linea ad aspettare un cenno

  • Arcangelo Guastafierro

    Voglio sperare che non si faccia. I danni sono stati tanti, ancora si discute sul fracking come concausa dei terremoti di due anni fa!
    Senza parlare di come questo sistema possa essere effettivamente dannoso, penso si possa dire con matematica certezza che i soldi investiti così sono buttati via! Perchè non spenderli meglio producendo energie rinnovabili e decisamente meno dannosi sia nella produzione sia nell’utilizzo

  • Enrico Flaccovio

    Arcangelo, in questo caso non si parla di gas (fracking) ma di petrolio. In entrambe i casi è provato scientificamente che trivellare incrementi i fenomeni sismici. Il Washington Post ne parlava proprio qualche giorno fa.

    http://www.washingtonpost.com/blogs/govbeat/wp/2014/05/07/earthquake-swarm-causes-concerns-over-oklahoma-oil-and-gas-drilling/

  • Lorenzo Papani

    Scusate, ma da geologo (libero professionista, e lavoro
    anche per compagnie petrolifere) ve lo
    devo dire: scrivere “si discute del fracking come causa del terremoto” è una
    cosa priva di senso: in Italia NON CI SONO le rocce in cui si può fare il
    fracking che, quindi, non si è mai fatto e, presumo, non si farà mai. Punto. Se
    si discute del fracking in Italia, appunto, lo si fa senza essere a conoscenza
    dei fatti.

    Quanto al legame tra ricerca petrolifera e terremoti, la
    Commissione ICHESE (http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/geologia/notizie/notizie-2014/commissione-ichese-on-line-il-rapporto-integrale)
    ha detto che non si può escludere (e non
    che è provato), ma altri esperti autorevoli sostengono, invece, che non c’è
    alcun legame, nel caso del terremoto emiliano (http://www.goccediverita.it/trivelle-petrolio-il-vero-terremoto-e-nellinformazione/)
    . E l’intervistato è un luminare della geologia, ci tengo a sottolinearlo.

    In compenso, mi chiedo: dal momento che la classificazione sismica
    del territorio nazionale è stata completata nel 2004, perchè gli amministratori
    hanno continuato a rilasciare permessi edilizi (case e capannoni) come se il Modenese
    fosse zona senza pericolo di terremoti? Credo che almeno i capannoni, se fatti
    nel modo giusto, non sarebbero crollati. Altro discorso, ovviamente, per le
    costruzioni vecchie o, addirittura, antiche.

    Bisognerebbe riflettere anche su questo, secondo me.
    Pubblicamente, magari.

    Oltre tutto, Dario, parli di trivellazioni che riprendono:
    non è vero! le trivellazioni nel campo di Cavone sono state fatte da 10 a 30
    anni fa, ora stanno facendo le prove di re-iniezione dell’acqua di giacimento
    nel terreno. Di che si tratta? il petrolio (o il gas) molto spesso sono
    contenuti in rocce porose insieme a acqua (detta acqua di giacimento); quando
    si estrae il petrolio viene sù anche l’acqua che poi, siccome fà schifo (è
    stata per milioni di anni insieme al petrolio…) viene ri-pompata nella roccia
    da cui è stata estratta. Tutto lì. Con queste prove si vuol verificare se
    pompare quest’acqua sollecita il terreno fino al punto di provocare un sisma.
    Sottolineo che queste operazioni si fanno praticamente sempre, in tutti i pozzi
    che estraggono anche acqua, e non mi pare che diano luogo a chissà che
    fenomeni.

    perché trivellare e iniettare per lo shale gas è rischioso mentre per
    la ricerca di petrolio no?

    Il discorso non è quello: tutto ciò che l’uomo fà è
    potenzialmente dannoso, dipende da come lo si fà. I filmati sul fracking (“Gasland”)
    mostrano le operazioni negli Stati Uniti, con situazioni molto diverse dall’Italia.
    Da noi non si potrebbe operare in quel modo, ti arresterebbero subito! La
    nostra legislazione ambientale è molto più avanzata, in questo caso, tanto che alcuni
    suoi aspetti vengono presi a modello dalla UE per norme europee. E, comunque,
    non ci sono gas shales in Italia, per cui no fracking!

    perché provare che il terremoto non è stato incentivato dalle
    trivellazioni? Vogliono trivellare ancora?

    Sicuramente: il nord Italia è ricco di idrocarburi,
    per cui ci saranno sempre richieste di concessioni per la ricerca di
    idrocarburi. E se ci fossero rischi è bene saperlo, mi pare. Ma avete idea di
    quanti pozzi sono stati perforati negli ultimi 50 anni in Emilia? oltre 1700, e
    in nessun caso è venuto in mente a qualcuno di associare esplorazione
    petrolifera e terremoti. Se alcuni blog e organi di informazione non avessero
    iniziato a spargere falsità, ora non ci sarebbe questa isteria collettiva su
    fracking, petrolio, etc. Vi allego un documento del Servizio Geologico dell’Emilia
    Romagna su questo argomento (http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/primo-piano/2013/terremoti-emiliani-2012-tra-certezze-storiche-e-indagini-scientifiche)
    che potrebbe fare un po’ di chiarezza e tranquillizzare gli animi.

    a cosa può servire un sito per monitorare se i terremoti sono
    provocati dalle estrazioni petrolifere se negli ultimi mesi ci sono state
    cinque scosse?

    Chi è geologo sa che ogni giorno, in Italia, si
    verificano molte scosse, a volte decine, per lo più di bassa intensità, di cui
    nessuno si accorge. INGV ha classificato, in Aprile 2014, 2581 terremoti, cioè
    86 al giorno (http://ingvterremoti.wordpress.com/2014/05/13/italia-sismica-i-terremoti-di-aprile-2014/).
    Direi che 5 scosse in alcuni mesi non
    sono nulla di anomalo: quando c’è una sequenza sismica in una zona, lì ci sono
    decine di scosse al giorno! Per esempio, la sequenza sismica dell’Emilia da 20 Maggio
    a 20 Luglio 2012 è stata formata da oltre 2300 eventi, cioè 38.3 al giorno:
    vedete, dunque che 5 scosse in alcuni mesi hanno poco significato, se non nullo.

    Che benefici ne può trarre Mirandola e l’Italia da questo
    monitoraggio?

    Secondo me, i benefici sono essenzialmente per la
    classe politica che così dimostra di aver a cuore “il bene del popolo”, invece
    di ammettere che non hanno vigilato su tipo e qualità delle costruzioni. Da
    geologi sappiamo bene che fatica è convincere le persone (sia i privati che gli
    amministratori) a costruire spendendo di più, perchè col terremoto non si
    scherza.

    Io non sono addentro al mondo dell’edilizia, ma credo
    che sarebbe interessante indagare su questo tema.

  • pierluigi

    Enrico, non capisco cosa vuoi dire con “gas (fracking)”: NON esiste alcun legame fra gas e fracking: il gas può essere prodotto senza fracking e il fracking può servire anche per olio. Ma NON in Italia. E l’uso della semplice parole “fracking” può essere esportato anche per pozzi ad acqua, per bonifiche di versante, per le cave, …

  • Enrico Flaccovio

    Grazie per la precisazione e scusa per la gaffe

  • Enrico Flaccovio

    Ciao Lorenzo, questo è il tipo di risposta che cercavo e di cui avevo bisogno. Ti chiederei di inviare a marilisa@darioflaccovio.it tutto quello che hai scritto qui, epurato e migliorato e approfondendo il punto finale, per farne un articolo. Sempre che non ti dispiaccia.

    Da giorni non ricevo altro che correzioni e lezioni ma nessuna risposta. Noi pubblichiamo libri tecnici, siamo molto bravi a scovare argomenti, a crederci e a pubblicarli ma non siamo tecnici. Capisci? E in questo senso noi siamo il popolo. Vai al supermercato e chiedi alla cassiera se sa cosa è il fracking. Magari ti prendere per maniaco ;)

    Sarei davvero felice di pubblicare in forma d’articolo la tua visione della Mirandola e le tue ipotesi finali.

    Grazie ancora per tutte le tue preziosissime parole

  • Stefano Rossi

    Enrico, ti devo correggere: non è proprioo provato un bel niente. Innazitutto siamo tecnici e vergognamoci del limnguaggio che gira. la “trivella” è il “vitone” per mettere i paletti dell’orto. Se un impianto da 15 milioni di euro di meccaniza sofisticata ed elettronica lo chiamiamo trivella, non ci capiamopiù. Sono sonde, e siperfora tantoper cominciare. Chiarito questo, non è la perforazione ma sono attività di reiniezione di acque usate per la fratturazione a grande scala (questo è il fracking) disposte come rifiuto iniettandole in pozzi normalmente vecchi, mal fatti e abbastanza poco conosciuti. Il tutto con volumi enromi. Tutte le attività oil & gas senza dubbio correlate amanifestazioni sismiche riguardano campi ed attività di produzione/iniezione di un paio di ordini di grandezza più grandi di quelle italiane. Il fatto che un paio di mentecatti in campagna elettoraleriescano a disintegrare 30 di tentativi di creare una cultura della prevenzione sismica non giustifica noi tecnici dall’esimerci di considerare che esiste un problema di scala dimensionale, punto. perchè al di là delle reiniezioni in strati non depletati di decine di migliaia di metri cubi di acqua, i casi di sismicità, in prevalenza strumentale, sono meno di una settantina su 65000 campi prodotti anche in zone ad altissima intensità sismica. Poi va bene monitorare e studiare che è tutto lavoro per la nostra categoria, ma sono letteralmente disgustato da questo allarmismo isterico basato sul nulla. E poi, non mi stancherò mai di ripeterlo, NON E’ POSSIBILE COMPARARE LA SITUAZIONE STATUNITENSE A QUELLA ITALIANA POICHE’ ABBIAMO MODALITA’ LAVORATIVE, AUTORIZZATIVE E LEGISLAZIONI COMPLETAMENTE DIVERSE.

  • Stefano Rossi

    Se i somari che hanno approvato i piani regolatori avessero obbligato a costruire i capannoni con un minimo di decenza antisismica in accordo alle nuove carte di rischio già diffuse, come avviene qua in Lombardia, quei morti non ci sarebbero stati. Comodo trovare la strega da mettere al rogo.

  • Enrico Flaccovio

    Ciao Stefano, ripeto anche qui, grazie per ogni parola spesa, sei stato davvero anche tu fondamentale a fare chiarezza su un tema di cui si trova ben poco e che la gente dovrebbe conoscere meglio. Faremo un articolo riparatore per far luce su quanto detto da voi saggi geologi.
    Ancora tanti sincerissimi grazie

  • Lorenzo Papani

    Caro Enrico, mi sa che non ho il tempo per fare ciò che chiedi. Soprattutto perchè bisognerebbe dedicare del tempo a fare ricerche accurate sul problema del ritardo della legislazione nel recepire il concetto del modenese come zona sismica. Come scrivevo nel post, non è il mio campo, per cui dovrei documentarmi molto meglio. Però potrei vedere se tra i miei colleghi ci fosse qualcuno interessato.

  • http://asilorepublic.com lore68

    in che senso “la legislazione ambientale in italia è più avanzata e la UE la prende a modello per le sue norme????? guarda che è l’esatto contrario, la legislazione ambientale in italia è basata esclusivamente da direttive emesse dalla UE in perfetta autonomia, che devono da noi essere recepite pari pari pena sanzioni economiche, altro che avanguardia ispiratrice.
    Entri in una discussione come questa e parli a vanvera in questo modo, e dulcis in fundo quando ti viene chiesto un contributo per un articolo confessi candidamente che non è il tuo campo.
    Come fai ad aver dato un contributo? sei su un piano peggiore di quelli che tu stesso piano di quelli che intendi contraddire
    Questo sei tu, questa è l’italia: un paese di frequentatori del bar sport.

    Peccato aver letto questo commento in ritardo.