Adeguamento sismico di edifici in cemento armato: la chiave è nell’analisi

Data: 18/03/2015 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica / Commenti: 0
adeguamento-sismico-edifici-in-cemento-armato Ogni mattina appena sveglia non riesco a fare a meno di dare un’occhiata a Google News. Davanti a una buona tazzina di caffè e a una sana colazione, smanetto col mio tablet per restare aggiornata sulle notizie del momento e… purtroppo, sempre più spesso mi ritrovo a leggere di un nuovo terremoto che ha colpito una parte del mondo in cui viviamo. Ed è questo di cui ti voglio parlare oggi, dell’importanza della verifica e adeguamento sismico di edifici in cemento armato (ovvero i più comuni) che permettono di realizzare strutture che garantiscano – si spera – la salvaguardia delle vite umane in seguito a un disastro naturale di questo genere. È questo un argomento che ci interessa particolarmente, non trovi?

La scelta degli interventi da mettere in atto su un edificio esistente per ottenere un livello di protezione sismica confrontabile con quello degli edifici di nuova costruzione è molto complessa. Il professionista deve infatti confrontarsi anche con le caratteristiche specifiche di quella singola costruzione e con la “pratica progettuale” dell’epoca di edificazione.

La valutazione della sicurezza di un fabbricato in presenza di azioni sismiche passa attraverso l’individuazione delle criticità del fabbricato e quindi della sua vulnerabilità sismica. Solo dopo aver verificato lo stato della struttura e aver identificato le sue principali carenze strutturali potrai infatti comprendere appieno qual è il tipo di intervento ideale da attuare per proteggerlo al meglio dai terremoti. Capirai dunque perché il miglior strumento che hai a disposizione per la valutazione della sua vulnerabilità sismica – e conseguente adeguamento – è un’accurata conoscenza dello stato del fabbricato. Ma come ci si deve organizzare?

Adeguamento sismico edifici in cemento armato: cosa occorre?

Per iniziare a lavorare sull’adeguamento sismico di un edificio esistente in c a dovrai prima verificarne la sua vulnerabilità quindi:

  • conoscere lo stato di fatto del fabbricato e stimare il relativo livello di conoscenza
  • valutare le azioni agenti
  • effettuare un’analisi strutturale del fabbricato e verificarne la sicurezza, ai sensi delle prescrizioni delle attuali Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC)
  • individuare i principali elementi di criticità/vulnerabilità e ipotesi di intervento.

Mi soffermo sulla necessità di conoscere accuratamente il fabbricato: valide informazioni sulla sua geometria, sulla disposizione degli elementi resistenti, sulle loro dimensioni e sui dettagli costruttivi sono necessarie per elaborare un modello numerico rappresentativo del comportamento strutturale. Secondo le ultime NTC e la normativa Circolare, la conoscenza dello stato di fatto del fabbricato è organizzata a sua volta in diverse fasi, che provo a esplicare qui di seguito.

Analisi storico-critica

È l’insieme delle operazioni necessarie a reperire le informazioni sulla storia del fabbricato, le modifiche subite nel corso del tempo e gli eventuali eventi sismici a cui è stato soggetto, nonché l’analisi dei danni a essi conseguenti e le relative riparazioni effettuate. È un’analisi utile a individuare gli schemi statici e i carichi impiegati in fase di progetto.

Rilievo geometrico e strutturale

Questa fase prevede l’individuazione degli effettivi dettagli costruttivi del fabbricato (dimensioni degli elementi strutturali e il loro posizionamento, armature presenti nelle sezioni significative di travi e pilastri) e dei nodi trave-colonna, se possibile. Comprende anche l’analisi di elementi non strutturali significativi al fine di valutarne il contributo alla risposta sismica dell’edificio considerato.

Caratterizzazione meccanica dei materiali

La caratterizzazione meccanica del materiale comprende tutte le operazioni necessarie a individuare i valori delle resistenze dei materiali da impiegare in sede di verifica. Occhio che nel caso di edifici esistenti in cemento armato dovrai effettuare prove sul calcestruzzo e sulle barre di armatura, finalizzate alla valutazione della resistenza media a trazione, del limite di snervamento e dell’allungamento a carico massimo.

Chiedo a te se ho dimenticato qualche altro punto fondamentale nell’analisi dello stato di fatto di un fabbricato, in modo tale da fornire eventuali altre importanti informazioni ai colleghi che, come te, sono al lavoro (o stanno studiando) sull’adeguamento sismico di edifici in cemento armato. Inoltre mi piacerebbe avere un tuo parere su questo aspetto: quali tecniche di protezione innovative useresti durante gli interventi di adeguamento? Controventi dissipativi in acciaio (per approfondire) o isolamento sismico alla base? A te la risposta, sono curiosa.
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