Il dossier sul Collaudo Statico e la dichiarazione di regolare esecuzione

Data: 25/07/2017 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica / Commenti: 0
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Il Decreto Legislativo 222/2016, cosiddetto “Decreto Scia 2”, in vigore dall’11/12/2016, modifica e integra il DPR 380/2001 con efficacia nella Regione Sicilia per i disposti che la L.R.16/2016 ha dinamicamente recepito, tra i quali l’art.67 rubricato “Collaudo Statico“.

Alla stregua della normativa vigente è previsto, in luogo del Collaudo, il Certificato di regolare esecuzione reso dal direttore dei lavori ai sensi dell’art.67 comma 8 bis DPR380/2001, nei casi di interventi minori e in particolare per quelli di riparazione e locali sulle costruzioni esistenti, resta, quindi, obbligatorio il Collaudo Statico per tutte le costruzioni in conglomerato cementizio armato e/o a struttura metallica, come definite dall’art. 53 del TUE, la cui sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumità.

Di rilevanza l’operato del D.L.222/2016 che integra il c.7 dell’art.67 DPR 380/2001 secondo cui il deposito del Certificato di Collaudo Statico equivale al certificato di rispondenza dell’opera alle Norme Tecniche per le Costruzioni previsto dall’art. 62 del TUE e rilasciato dal Genio Civile competente con il fine di attestare la perfetta rispondenza dell’opera eseguita alle norme per le costruzioni in zone sismiche.

Collaudo Statico – nozioni generali

Il Collaudo dal latino “cum-laude” ossia “a regola d’arte”, viene redatto da ingegnere o architetto iscritto all’albo professionale da almeno dieci anni e che non sia intervenuto in alcun modo nella progettazione, direzione, esecuzione dell’opera; egli è individuato e scelto dal committente e il relativo atto di nomina viene trasmesso dal D.L. al momento della denuncia di cui all’art.65 del T.U.E. allo sportello unico, atto che dovrà essere corredato dalla dichiarazione di accettazione dell’incarico da parte del collaudatore. Se il costruttore realizza in proprio, invece, provvede, prima della denuncia di inizio dei lavori, a richiedere una terna di nominativi all’Ordine provinciale degli ingegneri o degli architetti ed è tra i tre soggetti che sceglie la figura del collaudatore.

Il collaudo deve essere effettuato nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione del D.L. allo Sportello Unico per l’Edilizia di ultimazione delle opere strutturali ovvero il completamento dell’organismo con la copertura dell’edificio, va redatto in triplice copia da trasmettere, rispettivamente, al Genio Civile, al committente e allo sportello unico.

Collaudo Statico – Modus operandi

Il collaudo statico accerta e conferma che il calcolo delle strutture sia avvenuto in funzione delle norme tecniche sulle costruzioni e delle tensioni ammissibili: nella parte introduttiva il tecnico inserisce i propri dati, il numero di iscrizione all’ordine professionale di appartenenza e il domicilio professionale, riporta, sinteticamente, i lavori di che trattasi, indicando ubicazione e identificativi catastali dell’immobile, quindi, i dati del committente, del progettista, del calcolista, del direttore dei lavori e della impresa edile esecutrice. Trascrive gli estremi del progetto depositato ai sensi dell’art.93 DPR380/2001, recepito dall’art.1 L.R.16/2016 (art.17 L.64/74 e art.4 L.1086/71), con le modalità di cui all’art.32 L.R.7/2003, e, quindi, i dati della Autorizzazione conseguita dal Genio Civile ai sensi dell’art.16 L.R.16/2016, indica il deposito della Relazione a Struttura Ultimata resa dal Direttore dei Lavori, comma 6 art. 65 DPR380/2001 (art.6 L.1086/71) e, se intervenuta variante ne cita gli estremi.

Conclusa la parte introduttiva il collaudatore redige la Relazione e Certificato di Collaudo Statico, ai sensi dell’art. 67 c.7 DPR 380/2001 (art. 7 L.1086/1971), delle strutture in c.a. o in acciaio, egli, che, preventivamente acquisisce tutti gli elementi necessari ed esamina la relazione a struttura ultimata, in particolare la data di inizio e fine lavori delle opere strutturali, conferma che le opere siano state eseguite in conformità al progetto depositato e conseguente autorizzazione al loro inizio, a tal uopo, riporta se intervenute modifiche rientranti nella discrezionalità del direttore dei lavori, e procede, indicando le prove di laboratorio sui materiali impiegati ed i rispettivi esiti in relazione alle previsioni progettuali.

Il collaudo fin qui riguarda, sommariamente, la rivisitazione dei documenti già in possesso della ditta, pertanto, il tecnico effettua sopralluogo in sito, e sulla scorta di quanto pre-analizzato e il suo raffronto con lo stato di fatto, esegue i propri rilievi riferendoli sia alle elevazioni fuori terra del fabbricato, alla eventuale presenza di piani interrati, seminterrati, sottotetto, torrini scala e tipo di copertura, sia al tipo di fondazioni dirette o indirette con indicazione delle dimensioni più significative, sia alla descrizione della struttura indicando se ha intelaiatura in c.a. con travi e pilastri formanti maglie chiuse sia in direzione longitudinale che trasversale o altro e la tipologia dei solai.

Da esame della relazione di calcolo, dei disegni esecutivi e della relazione sulle caratteristiche dei materiali il collaudatore esegue il controllo di sollecitazioni, carichi e sovraccarichi che il progettista ha considerato in fase di dimensionamento delle strutture e, quindi, ne accerta la conformità alle norme tecniche vigenti, indicando la verifica della conformità dell’opera alle norme per le costruzioni in zona sismica, in seno al dimensionamento delle strutture ed il coefficiente di intensità sismica.

Basandosi sulle prove sui materiali e loro certificati il collaudatore predispone opportune prove sclerometriche che diano riscontro ai principi forniti dal direttore dei lavori, nello specifico individua quattro elementi strutturali tra i più sollecitati quali travi e pilastri, ad esempio due al primo livello, e due al secondo livello, numerando il pilastro e la trave prescelti e, per ognuno di essi, riporta l’esito della prova e le coordinate geometriche che per ogni pilastro corrispondono all’altezza dallo spiccato delle fondazioni, e per ogni trave all’intradosso – estradosso e distanza dall’incastro. Trattasi di dati che vanno ad avvalorare e confermare gli esiti favorevoli delle prove sui calcestruzzi allegati alla relazione a struttura ultimata, mediante i quali il collaudatore rileva importanti condizioni tra cui la presa del conglomerato cementizio impiegato, le caratteristiche geometriche delle strutture, e/o la modifica alle condizioni statiche del fabbricato e, avuta contezza dei risultati, dello stato delle strutture e delle loro caratteristiche geometriche, rassegna il Certificato di Collaudo, il quale si conclude con data e sottoscrizione del collaudatore e della ditta committente per presa visione.

Certificato di Regolare Esecuzione – nozioni generali

Introdotto dal D.L.222/2016 al comma 8 bis dell’art.67 del DPR 380/2001 è reso dal Direttore dei Lavori, è efficace solo se le opere realizzate ed i materiali impiegati con funzione strutturale/portante non sono subordinati a preventiva denuncia ai sensi dell’art. 65 del T.U.E., se correttamente dimensionate e calcolate e staticamente idonee all’uso cui preposte.

Certificato di Regolare Esecuzione – Modus Operandi

Il Direttore dei Lavori introduce il certificato con i propri dati, l’ordine professionale di appartenenza e il numero di matricola, segue descrizione sintetica delle opere realizzate, ubicazione e dati catastali dell’immobile, data di inizio e di fine lavori, dati del committente, del progettista, del calcolista e dell’ impresa esecutrice.

Il tecnico attesta che le strutture, portanti e non, sono state dimensionate e calcolate staticamente secondo metodi di calcolo e verifiche di cui alle norme tecniche per le costruzioni vigenti tenuto conto della classificazione sismica del sito, assicurandone la perfetta stabilità, ancoraggio e sicurezza delle stesse onde evitare qualsiasi pericolo per la pubblica incolumità, e, quindi, che i lavori sono stati realizzati a perfetta regola d’arte. Nel contempo attesta di avere eseguito i necessari accertamenti e sopralluoghi in sito, il rispetto delle prescrizioni di cui al titolo abilitativo ed elaborati grafici ad esso allegati, valuta lo stato di conservazione e manutenzione del bene alla data dell’accertamento.

Certifica, su propria personale responsabilità, di avere effettuato ricognizione generale delle opere, eseguito i rilievi necessari, verificato eventuali segni di dissesto e, in relazione al fabbricato ne attesta il possesso di fondazioni in grado di sopportare carichi e sovraccarichi in relazione alle caratteristiche fisiche e meccaniche del terreno, lo stesso dicasi per le strutture in elevazione e per gli orizzontamenti, pertanto dichiara la regolare esecuzione dei lavori in ordine alla sicurezza statica e strutturale.

La dichiarazione di regolare esecuzione potrà essere corredata, per la trasmissione allo sportello unico, dal Certificato di Collaudo Statico, dal Certificato attestante la conformità delle opere eseguite nelle zone dichiarate sismiche alle disposizioni di cui al Capo IV Parte II D.P.R.380/2001, dalla dichiarazione in materia di barriere architettoniche, dal parere o nulla osta della ASP competente o dall’autodichiarazione resa da tecnico abilitato, dalla conformità degli impianti installati resa sotto forma di dichiarazione della impresa installatrice o dal certificato di collaudo degli impianti stessi o certificazione di conformità prevista dal D.M. 37/2008. In relazione all’aspetto catastale è prevista l’osservanza dell’art.25, comma 5-bis, lett. a) e b) D.P.R.380/2001, in dipendenza del fattore che le opere abbiano comportato modifica della classe e/o della consistenza catastale, si potrà allegare l’istanza per la denuncia di variazione catastale da parte del S.U.E. all’Ufficio del Territorio, o, la ricevuta attestante l’avvenuta presentazione all’Ufficio del Territorio, o il documento probante la nuova rendita catastale attribuita all’immobile interessato dai lavori, e nei casi in cui non occorre eseguire variazione catastale l’opportuna dichiarazione.

Il modus – operandi sopra riportato per la redazione del Certificato di Collaudo e del Certificato Regolare Esecuzione può, ulteriormente essere arricchito dal professionista con citeriori dati ed informazioni da egli ritenuti opportuni.

Certificato di regolare esecuzione – in quali casi è possibile in luogo del certificato di collaudo

Il Certificato di Regolare Esecuzione a firma del Direttore dei Lavori deve riguardare interventi realizzati su immobile esistente di cui al punto 8.4.3 delle N.T.C. in vigore, nello specifico per interventi di riparazione o locali, per opere che, quindi, dovranno riguardare singole parti o elementi della struttura, o porzioni limitate della costruzione, che non prevedano sostanziali modifiche al comportamento della struttura o parti di essa nell’insieme e che apportino miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti. Trattasi di interventi di modesta entità, privi di funzione portante e che non interessino la sicurezza dell’opera e della pubblica incolumità. L’emissione del Certificato di Regolare Esecuzione dovrà attestare la perfetta rispondenza dell’opera eseguita a mente di quanto previsto dal comma 8 bis art. 67 T.U.E., sotto forma di dichiarazione resa dal Direttore dei Lavori o dal professionista abilitato, attestazione che riguarderà, specificatamente, la conformità dell’intervento edilizio attuato al progetto presentato in allegato alla DIA, SCIA o PDC e la conseguente trasmissione della Segnalazione Certificata di Agibilità.

Il deposito del Collaudo Statico e del Certificato di Regolare Esecuzione ai fini della Agibilità

È il Dipartimento Tecnico Regionale che con la diffusione della Circolare prot. 46767/DRT del 28/02/2017 dispone che, in seno alle modifiche del Decreto Scia 2, il deposito del collaudo statico, o, nei casi in cui previsto il certificato di regolare esecuzione, sia equivalente al certificato di rispondenza dell’opera alle norme tecniche per le costruzioni di cui all’art. 28 della L. 64/74 ed art. 62 del D.P.R.380/2001, di conseguenza correda la Segnalazione Certificata di Agibilità (S.C.A.).

Ed è su tale base che gli Uffici Provinciali del Genio Civile non rilasciano il certificato di cui all’art.28 L.64/74, ciò nonostante resta immutata la procedura per il deposito del collaudo statico, ora estesa anche al deposito della dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori. In relazione ai procedimenti edilizi in corso, invece, si procede secondo regime previgente, eccezione nei casi di immediata applicabilità delle innovazioni.

Art.67 (L, comma 1, 2, 4 e 8; R, commi 3, 5, 6 e 7) – Collaudo statico D.P.R.380/2001

Torna utile al lettore il raffronto tra il testo previgente ed il testo aggiornato dell’art.67 DPR380/2001, mediante il quale è semplice desumere il nuovo ed attuale di esso regime.

 

Testo previgente

Testo aggiornatoevidenziate le modifiche e le integrazioni operate dal D.L.222/2016 cd “Decreto Scia 2”

1. Tutte le costruzioni di cui all’articolo 53, comma 1, la cui sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumità devono essere sottoposte a collaudo statico.

 

 

2. Il collaudo deve essere eseguito da un ingegnere o da un architetto, iscritto all’albo da almeno dieci anni, che non sia intervenuto in alcun modo nella progettazione, direzione, esecuzione dell’opera.

 

3. Contestualmente alla denuncia prevista dall’articolo 65, il direttore dei lavori è tenuto a presentare presso lo sportello unico l’atto di nomina del collaudatore scelto dal committente e la contestuale dichiarazione di accettazione dell’incarico, corredati da certificazione attestante le condizioni di cui al comma 2.

 

4. Quando non esiste il committente ed il costruttore esegue in proprio, è fatto obbligo al costruttore di chiedere, anteriormente alla presentazione della denuncia di inizio dei lavori, all’ordine provinciale degli ingegneri o a quello degli architetti, la designazione di una terna di nominativi fra i quali sceglie il collaudatore.

 

5. Completata la struttura con la copertura dell’edificio, il direttore dei lavori ne dà comunicazione allo sportello unico e al collaudatore che ha 60 giorni di tempo per effettuare il collaudo.

 

6. In corso d’opera possono essere eseguiti collaudi parziali motivati da difficoltà tecniche e da complessità esecutive dell’opera, fatto salvo quanto previsto da specifiche disposizioni.

 

7. Il collaudatore redige, sotto la propria responsabilità, il certificato di collaudo in tre copie che invia al competente ufficio tecnico regionale e al committente, dandone contestuale comunicazione allo sportello unico.

 

 

 

 

8. Per il rilascio di licenza d’uso o di agibilità, se prescritte, occorre presentare all’amministrazione comunale una copia del certificato di collaudo.

 

1. Tutte le costruzioni di cui all’articolo 53, comma 1, la cui sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumità devono essere sottoposte a collaudo statico, fatto salvo quanto previsto dal comma 8-bis.

 

2. Il collaudo deve essere eseguito da un ingegnere o da un architetto, iscritto all’albo da almeno dieci anni, che non sia intervenuto in alcun modo nella progettazione, direzione, esecuzione dell’opera.

 

3. Contestualmente alla denuncia prevista dall’articolo 65, il direttore dei lavori è tenuto a presentare presso lo sportello unico l’atto di nomina del collaudatore scelto dal committente e la contestuale dichiarazione di accettazione dell’incarico, corredati da certificazione attestante le condizioni di cui al comma 2.

 

4. Quando non esiste il committente ed il costruttore esegue in proprio, è fatto obbligo al costruttore di chiedere, anteriormente alla presentazione della denuncia di inizio dei lavori, all’ordine provinciale degli ingegneri o a quello degli architetti, la designazione di una terna di nominativi fra i quali sceglie il collaudatore.

 

5. Completata la struttura con la copertura dell’edificio, il direttore dei lavori ne dà comunicazione allo sportello unico e al collaudatore che ha 60 giorni di tempo per effettuare il collaudo.

 

6. In corso d’opera possono essere eseguiti collaudi parziali motivati da difficoltà tecniche e da complessità esecutive dell’opera, fatto salvo quanto previsto da specifiche disposizioni.

 

7. Il collaudatore redige, sotto la propria responsabilità, il certificato di collaudo in tre copie che invia al competente ufficio tecnico regionale e al committente, dandone contestuale comunicazione allo sportello unico. Il deposito del certificato di collaudo statico equivale al certificato di rispondenza dell’opera alle norme tecniche per le costruzioni previsto dall’articolo 62.

 

8. La segnalazione certificata è corredata da una copia del certificato di collaudo.

 

 

 

8-bis. Per gli interventi di riparazione e per gli interventi locali sulle costruzioni esistenti, come definiti dalla normativa tecnica, il certificato di collaudo è sostituito dalla dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori.

 

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