Esame di Stato Architettura 2017 e iscrizione all’Ordine: tra il dire e il fare c’è di mezzo Inarcassa

Data: 05/10/2017 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica / Commenti: 0


Per accedere alla professione di Architetto, in Italia, è richiesto uno specifico percorso formativo che contempla in primis il conseguimento della laurea in architettura oppure in ingegneria edile.

Inserito il primo tassello del puzzle, è necessario il proficuo superamento dell’esame per l’abilitazione professionale che consentirà, infine, l’iscrizione all’Albo degli Architetti.

 

Quest’ultimo, è suddiviso in due sezioni, la prima delle quali consente di conferire il titolo di architetto senior, paesaggista, pianificatore territoriale, conservatore dei beni architettonici e ambientali. La seconda sezione, invece, fornisce i titoli di architetto junior e pianificatore junior.

 

Non è per niente infrequente, per i giovani laureati in Architettura, intraprendere anche carriere di diversa natura, come il designer, lo scenografo, lo specialista dell’illuminazione o magari il video game designer. E la lista potrebbe continuare!

In questa sede, ci soffermiamo sul percorso canonico che va intrapreso quando si decide di diventare un architetto e quindi di iscriversi all’Ordine di appartenenza.

 

Iscrizione Ordine degli Architetti e documenti utili

Per poter ottenere l’iscrizione all’Ordine degli Architetti, è necessaria la presentazione di un’apposita domanda che va inoltrata in carta bollata alla presidenza dell’Ordine presente nel luogo di residenza del soggetto richiedente. Unitamente a quanto elencato, occorre allegare il certificato di nascita, il certificato attestante la cittadinanza italiana, quello che attesta l’avvenuto superamento dell’esame di Stato e un’autodichiarazione in cui si afferma di non aver presentato domanda in una provincia differente.

Decorsi tre mesi dalla presentazione della domanda, sarà il Consiglio dell’Ordine a fornire un riscontro motivato.

 

Apertura della partita Iva

 

Da quando si ottiene l’iscrizione all’Ordine è necessario procedere con l’apertura della Partita Iva, ed è proprio questa circostanza ad indurre molti professionisti abilitati a posticipare il più possibile l’iscrizione all’albo professionale, forse nell’auspicio di una totale abrogazione dell’Ordine, in futuro, argomento già trattato in un articolo che è possibile visionare cliccando qui.

 

Effettuata l’iscrizione all’Ordine e dal momento in cui si comincia a percepire reddito, infatti, si è tenuti all’iscrizione all’Inarcassa, la cassa previdenziale di appartenenza per architetti e ingegneri, che prevede il versamento di un contributo minimo indipendentemente dal reddito professionale, il cui ammontare varia annualmente in base all’indice annuale ISTAT e che per il 2017 è pari a € 2.280,00.


Una spesa evidentemente poco sostenibile per molti professionisti chiamati a fare i conti con sostanziosi ritardi nei pagamenti da parte dei propri smemorati clienti. L’insolvenza a carico dei clienti, in particolare, costituisce un problema che è stato aggravato dalla crisi, ma grazie all’emissione della fattura è possibile mettersi al sicuro.

 

La sua valenza probatoria, infatti, consente al professionista di rivendicare il suo credito, purché nei termini di legge, fissati in tre anni. Trascorso questo termine, il cliente potrebbe anche rifiutarsi di adempiere. È molto importante, quindi, conoscere i propri diritti e il modo per agire sempre nell’ottica di una tutela esaustiva della propria professione.

 

Indipendentemente dai rischi del mestiere, c’è da dire che l’iscrizione alla cassa di previdenza è obbligatoria e avviene mediante la presentazione, da parte dell’interessato, della comunicazione di iscrivibilità. L’esonero è previsto solo se il professionista è dipendente di un’azienda privata e la sua attività prevalente è proprio quella professionale, circostanza che rende l’iscrizione ad Inarcassa incompatibile con altre forme di previdenza obbligatoria.

 

I debiti verso Inarcassa

 

Per quanto riguarda quei professionisti che non hanno procrastinato l’iscrizione all’albo professionale per il timore della famigerata Inarcassa, va tenuta in considerazione la situazione fiscale di coloro che si sono ritrovati in una condizione debitoria verso la cassa di previdenza cui appartengono.

 

 La Corte dei Conti, infatti, ha evidenziato la sussistenza di ingenti debiti a carico di architetti ed ingegneri nei confronti della loro Cassa di previdenza, ragione che in un primo momento aveva condotto alla concessione di proroghe, ma che oggi si traduce nella trasformazione di queste ultime in veri e propri debiti per gli iscritti.

 

Il tutto si riconduce alla circostanza ben nota del poco lavoro svolto da molti professionisti nel settore, spesso costretti a svolgere lavori saltuari o tirocini con rimborsi che, in molti casi, a stento consentono loro di sostenere le spese per la mera sussistenza e per l’affitto, laddove fuori sede.

 

Libri esame di stato architettura

 

L’onere di un architetto è proprio quello di conoscere bene i pro e contro di un mestiere affascinante e creativo, ma soprattutto, sapere come fronteggiare le prime prove che questa stimolante professione prevede lungo il cammino, a partire dalla corretta preparazione per superare brillantemente l’esame di abilitazione.


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“Il bello di essere architetto è che puoi camminare nei tuoi sogni”

Harold Wagoner

 

 

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