10 domande al fotografo Paolo Araldi, autore di “Trasiti”

Data: 21/11/2017 / Inserito da: / Categorie: Mondi e Culture / Commenti: 0

“Trasìti” è il nuovo libro fotografico di Paolo Araldi, pubblicato da Dario Flaccovio Editore e disponibile in tutte le librerie dal 16 novembre.

 

L’autore ci fa entrare nelle case di 20 palermitani – nativi o d’adozione – svelando i retroscena della loro intima dimensione attraverso la sua fotografia, capace di narrare il quotidiano e gli stati d’animo dei protagonisti con scatti dalla potente carica emotiva.

 

In queste 10 domande al fotografo Paolo Araldi, scopriamo ulteriori retroscena, curiosità, indiscrezioni e pensieri dell’autore, nonché del suo nuovo, affascinante, reportage fotografico.

 

1 – Com’è nata l’idea del libro “Trasìti”? Com’è avvenuta a Palermo la scelta delle persone e delle case da fotografare?

 

L’idea è nata a New York. Ero da un’amica che abita ad Harlem, per strada la salutavano tutti, personaggi meravigliosi, e così mi sono chiesto come si poteva conoscerli meglio, entrare nelle loro case, fare amicizia. A Palermo mi sono affidato alle persone che conoscevo e poi il passaparola ha fatto il resto.

 

2 – Cosa ha spinto te, fotografo ligure che vive e lavora a Milano, a “esplorare” Palermo?

 

Come sempre il caso è primario, ma anche il desiderio di cambiare orizzonti, conoscere nuove persone, per me è fonte di vita.

 

3 – Entrando da “nordico” nelle abitazioni palermitane, che idea ti sei fatto della città e dei palermitani che hai incontrato?

 

La risposta richiederebbe un libro, ma in breve ciò che mi è rimasto inpresso è stato nello scorgere ancora, anche nelle case più semplici, un passato aristocratico e poi una semplicità, una rilassatezza che sicuramente è dettata anche dal clima.

 

4 – Qual è (se c’è) un denominatore comune che caratterizza le case che hai visitato? O quali le peculiarità?

 

Direi il caffè, i libri e le calamite sui frigoriferi.

 

5 -  Si fa un gran parlare dell’ospitalità sicula. L’hai riscontrata o è un luogo comune?

 

È pura verità. Io, pur essendo nato a Genova, sono stato allevato in Emilia e lì le porte erano sempre aperte, non pensavo che anche al sud fosse così, anche se con modalità differenti.

 

6 – Qualcuno ti ha definito “il maestro delle ombre”, nel senso che dalle foto del libro sembra emergere una passione per i chiaroscuri, per i mezzi toni più che per la luce piena. È così?

 

Ringrazio per il “maestro”, ma è semplice mestiere: non essendo un mago con le luci artificiali che poi travisano la realtà, cerco di andare a cercare la luce, se non il controluce che rende sempre una bella suggestione.

 

7 – Sappiamo che ti ha colpito trovare, in molte delle case fotografate, tende, serrande e imposte chiuse, a schermare il sole, in una città che di fatto vive un’estate perenne.

 

Sì, ma d’altronde è naturale che fino a sera se non vuoi cuocere è meglio tenere chiuso. Oggi ci sono i condizionatori, ma credo sia uso comune e saggio stare riparati; il tutto fa apparire le case molto suggestive e la luce le rende intime e segrete.

 

8 – Chi sono i palermitani che hai fotografato in casa? Ci elenchi i nomi?

 

Giorgio Crivello, Vicky Gitto, Filippo Luna, Roberto Alajmo, Riccardo Agnello, Fabrizio Piazza, Marco Pomar, Marina Fecarotta, Patrizia Di Dio, Alessandro Savona, Elvira Terranova, Massimo Milani, Mari Salvato, Patrizia Italiano, Alessandro Bazan, Gabriele Rizzo, Giovanni Rizzuti, Chiara Muscato, Salvatore Butera, Gioacchino Lanza Tomasi.

 

9 – Cosa ti ha lasciato, sul piano umano, questa esperienza?

 

Innanzitutto nuovi amici e nuove conoscenze, poi aver trascorso tempo in un posto così colmo di bellezza non è poco, e alfine ho potuto fare il mio mestiere, che poi è una mia passione. E far quadrare, preferirei dire “cerchiare”, un progetto che avevo in mente in queste condizioni è il massimo che può capitare.

 

10 – “Trasìti” fa parte del progetto “House Sweet Home”. È la prima tappa di un percorso che andrà verso la serialità, in altre case e magari anche in altre città?

 

Chissà, può essere, non sono molto amante della serialità, però se ci saranno buoni motivi e stimoli direi che la strada, dopo questa esperienza, è spianata.

 

Se questa intervista ha catturato la tua attenzione e anche tu non vedi l’ora di entrare nelle case di questi 20 palermitani per respirare una dimensione privata, personale e intima, ti invitiamo a sfogliare l’anteprima di “Trasiti” sul nostro sito, cliccando qui.

 

Sei ufficialmente invitato alla presentazione del libro che si terrà sabato 25 novembre, dalle 19 alle 22, all’Oratorio Santa Cita di Palermo.

 

A seguire, brindisi e degustazione di vini, come si confà ad ogni invito che si rispetti in casa di amici.

Prego, Trasiti!

 

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