Giornata della memoria con Francesca Romana Mormile

Data: 24/01/2018 / Inserito da: / Categorie: Mondi e Culture / Commenti: 0

Il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria per commemorare le vittime dell’Olocausto, della Shoah, per far sì che quanto accaduto non venga mai dimenticato.

 

Una giornata dedicata, in particolare, ai più giovani, a coloro che non hanno contezza del dramma vissuto da milioni di persone nei campi di concentramento nazisti.

 

In tutto il mondo sono previsti eventi, iniziative, proiezioni di film, perché se non dimenticare costituisce il senso, ricordare insieme fa la differenza.

 

Il 27 gennaio del 1945 ricorre l’anniversario della liberazione dei deportati dal campo di concentramento di Auschwitz, da quel luogo in cui risiede il terrore, la vergogna della miseria umana, nel perpetrare a danno di innocenti, di altri esseri umani, dolori e soprusi.

 

Loro, le vittime del nazismo, pesano sull’umanità intera come un macigno che, ogni volta, è troppo difficile spostare via di dosso.

 

Il 27 gennaio non è solo un giorno dedicato al ricordo, ma è un impegno preso nei confronti dei giovani e delle future generazioni, perché non si può cambiare il passato, ma si può fare in modo che non si ripeta, come scriveva Anna Frank tra le pagine del suo diario: “Come è meraviglioso che non vi sia nessun bisogno di aspettare un singolo attimo prima di iniziare a migliorare il mondo”.

 

Abbiamo bisogno di questo, di un mondo migliore, un compito che non si può delegare a nessuno in particolare, perché esso spetta a ciascuno di noi, ogni giorno, ogni istante.

 

Giorno della memoria: Il minotauro cieco

C’è un libro che accende un riflettore sulla vicenda che coinvolge l’umanità intera, un libro delicato e potentissimo, al tempo stesso: “Il minotauro cieco” di Francesca Romana Mormile, autrice attenta e sensibile.

 

La storia prende vita nel 1937 e racconta cinque generazioni, proiettando il lettore in un passato neanche troppo lontano, raccontando una realtà insopportabile – quella delle leggi razziali – arrivando fino ai giorni nostri.

 

La protagonista del romanzo è Ninnì, figlia di una madre ebrea e di un padre convertitosi per amore. Sullo sfondo, le leggi razziali, le deportazioni, gli anni in cui Ninni è ancora priva di quel grado di consapevolezza che non consente al dolore di invadere il cuore.

 

La piccola viene affidata al nonno paterno, perché i suoi genitori, sangue del suo sangue, vedono morire il giorno dentro un campo di concentramento.

 

A loro non è consentito riunirsi attorno a una tavola imbandita, a fine giornata, non è consentito godere delle piccole gioie del quotidiano. Ai genitori di Ninni non è dato vivere, vivere ciò che ai più appare scontato, normale, logico, dovuto.

 

La storia del Novecento in un libro

 

“Il minotauro cieco” racconta la storia di un amore viscerale, di un legame indistruttibile, è la storia della sopravvivenza. Ma è molto di più: è la storia della resilienza del cuore e dell’anima di fronte all’evidenza di una realtà straziante, lacerante, cruda.

 

Con delicatezza e immensa partecipazione emotiva, Francesca Romana Mormile racconta semplicemente la storia del Novecento.

 

Racconta l’esistenza macchiata, come inchiostro su un foglio bianco. E con essa, la capacità di ribaltare, di capovolgere eventi e circostanze, per scrivere su questo foglio una storia indimenticabile.

 

Giornata della memoria: Il Minotauro cieco a Cracovia e Varsavia

 

Giorno 26 gennaio, alle 18, Francesca Romana Mormile presenterà “Il minotauro cieco” all’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia

Il 29 gennaio, a partire dalle 18, l’autrice sarà presente anche all’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, in occasione del Giorno della Memoria, per far conoscere il percorso psicologico e umano di Ninni e di suo nonno. La presentazione del libro avverrà all’interno della Sala ekspozycyjna, nel corso del pomeriggio. Per non dimenticare mai.

 

Di più: per ricordare. Sempre.


“Il nonno disse che, se l’avessimo chiusa ridendo quella giornata speciale, sarebbe stato come dire una preghiera di ringraziamento a Dio, chiunque fosse il Dio che aveva a cuore la nostra felicità”.

(Il minotauro cieco, Francesca Romana Mormile)

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