NTC 2018: perché non introdurre gli Eurocodici?

Data: 23/03/2018 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica / Commenti: 0

 

Dopo dieci anni di onorata carriera, le NTC 2008 passano il testimone alle NTC 2018, entrate in vigore il 22 marzo e approvate con il decreto MIT del 17 gennaio 2018.

Si tratta di un corpo normativo fondamentale, definendo i principi da rispettare per il progetto, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni e indicando come gli edifici debbano essere in accordo con i criteri di resistenza, stabilità e meccanica.

 

Nuove norme tecniche: verso gli Eurocodici

Sarà possibile continuare ad applicare le previgenti NTC 2008 fino al collaudo statico nei casi espressamente stabiliti dall’art. 2, in particolare in riferimento alle opere private in corso di esecuzione o per le quali sia stato depositato il progetto esecutivo agli uffici preposti (Sportello Unico Comunale) prima dell’entrata in vigore delle NTC 2018, ossia il 22 marzo 2018.

 

Per quanto riguarda invece le opere pubbliche, laddove in corso di esecuzione e per progetti già affidati prima della data di entrata in vigore della norma, si possono continuare ad applicare le normative previgenti, fino a ultimazione dei lavori (precisamente, fino al collaudo).

 

Manca tuttavia la circolare applicativa e le Appendici sugli Eurocodici 2018, ma bisogna tenere presente che le NTC 2018 sono applicabili anche in assenza della prima e soprattutto si rammenti che, nel 2008, la circolare fu emanata un anno dopo l’entrata in vigore delle NTC.

 

Le Nuove Norme Tecniche avvicinano la legislazione italiana agli Eurocodici, pertanto c’è una semplice considerazione – più un interrogativo-  che sorge spontanea e che, indipendentemente da quanto fatto o da quanto era possibile fare, chiede una risposta: non sarebbe stato più auspicabile introdurre definitivamente il Corpo Normativo Europeo (Eurocodici) piuttosto che intervenire su una norma già in essere cercando di adeguarla il più possibile al quadro previsto dal complesso normativo europeo?

 

Gli Eurocodici possono essere utilizzati “per quanto non diversamente specificato” nella vigente norma. Non sarebbe più opportuno permetterne l’utilizzo in alternativa alle NTC?

 

NTC e miglioramento sismico

Argomentando adesso in merito al tema del miglioramento sismico, vediamo nel dettaglio cosa cambia con le Nuove Norme Tecniche.

 

Sono previsti, in relazione agli edifici esistenti, livelli di sicurezza più bassi rispetto a quelli dei nuovi edifici, consentendo un miglioramento anche al di sotto del 60% del valore di sicurezza attribuibile ad un nuovo edificio, nel caso di scuole e edifici che ricadano nella classe d’uso IV, ossia costruzioni con uso pubblico e strategiche importanti.


Questo aspetto costituisce forse una delle questioni più spinose, ossia la questione legata agli interventi strutturali sulle scuole e sulle opere strategiche ( ospedali, ponti, caserme, etc…).


Per gli edifici privati, al fine di incentivare gli interventi soprattutto sui condomini, anche avvalendosi del sisma bonus ,  gli interventi di miglioramento dovranno conseguire un valore di sicurezza equivalente almeno al 10% di quello previsto per le nuove costruzioni.

 

Una delle criticità maggiori della normativa, rappresenta la previsione secondo cui non viene indicato nessuno strumento per il monitoraggio e la verifica costante delle condizioni di stabilità del patrimonio edilizio esistente.

Come può non destare perplessità una simile previsione alla luce dei disastrosi eventi sismici verificatisi in Emilia e nel centro dell’Italia negli ultimi anni?

 

Come scongiurare quei collassi strutturali che si verificano con puntuale e preoccupante frequenza anche in mancanza di un effettivo sisma e alla luce della sussistenza di una mera fatiscenza strutturale?

 

Il tema della sicurezza sismica del patrimonio edilizia dovrebbe avere un ruolo di assoluta protagonista e le istituzioni devono mantenere un’attenzione inalterata di fronte alle problematiche che pone in questione.

 

Materiali: acciaio e calcestruzzo

Una novità rilevante riguarda l’introduzione del calcestruzzo fibrorinforzato per la realizzazione di elementi strutturali.

In relazione all’acciaio, si fatto riferimento alla norma UNI EN 1090 che ha stabilito la marcatura CE per gli acciai lavorati in sostituzione della procedura di qualificazione prevista precedentemente.

 

Considerazioni finali

Si può concludere che le NTC, per questi e molti altri aspetti che andremo ad attenzionare con la dovuta dovizia, hanno fatto chiarezza su molti punti che creavano dubbi.

 

Rimangono alcuni problemi, quali la verifica alla duttilità delle sezioni di base dei pilastri e pareti, all’incastro con la fondazione, in quanto la calibrazione di alcuni parametri è complessa, ma l’auspicio è che questo aspetto venga affrontato dalla circolare, che si attende tra qualche mese.

 

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