Detrazioni fiscali per la casa: è tempo di dire addio?

Data: 17/05/2018 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica / Commenti: 0

In questi giorni ti ho parlato di detrazioni fiscali per la casa, agevolazioni per tutti coloro che realizzeranno opere e interventi rientranti nel Glossario Unico Nazionale, di cui ho scritto in questo articolo.

 

Continuano le trattative per la formazione dell’Esecutivo, del Governo, e nelle ultime ore è emerso un dato degno della massima attenzione: tra le misure pensate dai due partiti (Lega e Movimento Cinque Stelle) c’è quella che prevede l’introduzione di una flat tax e la conseguente eliminazione di tutte le detrazioni e deduzioni.

 

Diremo addio agli sconti fiscali per la casa di cui abbiamo discusso fino a ora?

 

Attualmente sono tante le detrazioni fiscali e le agevolazioni di cui possono godere i proprietari di un immobile: dal bonus ristrutturazioni, alle detrazioni per il risparmio energetico, passando per le agevolazioni per chi acquista un immobile da locare.

 

Ma secondo la bozza del contratto messo a punto dai due partiti l’introduzione della flat tax dal 2019 non ci sarebbe bisogno di nessuno sconto perché gli italiani pagherebbero meno tasse. Ci dobbiamo credere?

Il prossimo anno resterebbero in vigore (ma solo per gli ammortamenti in corso) le detrazioni per i lavori di ristrutturazione edilizia e quelle per gli interessi passivi per i mutui prima casa.

 

Se le cose stessero in questo modo, dobbiamo innanzitutto capire in cosa consiste il bonus ristrutturazioni, chi sono i beneficiari e per quale tipologia di interventi è previsto.

 

Come accedere alle agevolazioni previste per coloro i quali hanno già iniziato interventi di ristrutturazione edilizia sui propri immobili?

 

La legge italiana ne disciplina le regole, tramite l’art. 16-bis del Dpr 917/86, stabilendo delle detrazioni fiscali dall’IRPEF pari al 36% delle spese sostenute fino a un tetto massimo pari a 48.000 euro per ciascuna unità immobiliare. C’è da dire che, negli anni successivi, le agevolazioni sono state ampliate e prorogate, a partire dalla novità introdotte di cui ti parlavo qui sopra (comprendendo pure gli interventi di riqualificazione energetica) dal decreto legge n°63/2013.


Con tale decreto la percentuale di detrazione fiscale è salita al 50% su un importo di spesa pari quasi al doppio di quanto previsto precedentemente. Annualmente, la legge di Bilancio ha confermato le proroghe di questi benefici.

 

Tradotto in soldoni: anche per il 2018 si potrà usufruire di interessanti agevolazioni quali le detrazioni fiscali fino al 50% calcolate su un ammontare massimo di spese complessive pari a 96.000 euro. Vediamo, di seguito, nel dettaglio, quali sono le novità introdotte, in vigore dal 1° gennaio 2018 e soprattutto come poter usufruire di tali benefici per proseguire i lavori con un input maggiore!

 
Detrazioni fiscali: le novità introdotte e i beneficiari


La Legge di Bilancio 2018, L. n. 205 del 27 dicembre 2017 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.302 del 29/12/2017) in vigore dal 1° gennaio 2018, proroga il beneficio delle detrazioni fiscali IRPEF calcolate sulle spese dovute a interventi di ristrutturazione edilizia fino al 31 Dicembre 2018. Sarà possibile detrarre dall’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche una parte dei costi, indicati nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico persone fisiche) dovuti a interventi di ristrutturazione e opere realizzate sugli immobili di proprietà o sulle parti comuni degli edifici residenziali (nel caso di interventi che a volte si rendono necessari nei condomini).

 

Le detrazioni verranno ripartite in dieci rate annuali.

La Legge n. 205/2017 fissa una percentuale di spesa detraibile pari al 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2018, entro una soglia massima complessiva pari a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. La percentuale si abbassa, invece, al 36% per le spese sostenute a partire dal 1 gennaio 2019.

 
Edilizia, detrazioni: chi sono i beneficiari?


I beneficiari potranno essere i contribuenti tenuti a versare l’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), residenti o meno in Italia. I soggetti beneficiari delle detrazioni, pertanto, quindi, non devono essere necessariamente i proprietari dell’immobile sottoposto agli interventi di ristrutturazione, ma lo sono pure i familiari del possessore dell’immobile in questione o l’inquilino che lo abita, ovvero i titolari di diritti reali e personali di godimento sull’unità immobiliare interessata e che sostengono le spese relative (proprietario, nudo proprietario, usufruttuario, locatario, soci di cooperative, chi ha il comodato d’uso dell’immobile, imprenditori, ecc).

 

 
Detrazioni fiscali: gli interventi che le prevedono


Il Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, Dpr 380/2001, classifica e definisce tutti i tipi di interventi che possono essere realizzati sugli immobili, tra questi:

 

  • le opere di manutenzione straordinaria
  • restauro
  • risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia

 

Sono quelle per le quali è possibile richiedere le detrazioni fiscali sulle spese sostenute, secondo la Legge di Bilancio 2018.


Ma cosa si intende, scendendo nel dettaglio, per “interventi di ristrutturazione edilizia”?

 

Sono quelli che determinano una trasformazione del fabbricato, il quale, quindi, a conclusione degli interventi previsti, appare diverso in parte o del tutto.

 

Faccio subito alcuni esempi, che chiariscono in maniera concreta questa bella definizione.

 

Non è il mio caso, ma se tu avessi deciso di demolire o ricostruire parti del tuo immobile o avessi scelto di realizzare la completa ricostruzione dello stesso rispettandone la volumetria preesistente, o ancora, avessi intrapreso opere di modifica delle facciate come la realizzazione di nuove aperture o balconi e la realizzazione di nuovi servizi igienici, rientreresti pienamente nel novero delle circostanze ricomprese nella suddetta definizione.

 

Non sono previste detrazioni per interventi di demolizione e ricostruzione volti ad ampliare la volumetria preesistente: tali interventi rientrano, infatti, nella categoria di nuova costruzione; un’eventuale detrazione può essere richiesta solo per quella porzione di fabbricato che si mantiene entro i limiti delle superfici e dei volumi preesistenti.

 

Legge di Bilancio 2018: detrazioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche

 


Ho appurato, inoltre, che tra gli interventi previsti dalle Legge di Bilancio 2018, per i quali si può richiedere la detrazione fiscale del 50% ci sono: la ricostruzione o il ripristino dell’immobile danneggiato da calamità per le quali è stato dichiarato lo stato di emergenza, oltre a tutti quegli interventi che si propongono di mirare all’abbattimento delle barriere architettoniche (ad esempio l’istallazione di ascensori, montacarichi, realizzazione di scivoli), qualunque intervento o istallazione di impianti tecnologici che facilitino la mobilità e l’autonomia delle persone con gravi disabilità.

 

Detraibili anche le spese relative alla costruzione di sistemi per la prevenzione del rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (impianti antifurto, casseforti, impianti di videosorveglianza); interventi per il contenimento dell’inquinamento acustico; opere di riqualificazione energetica degli edifici, cioè utili a favorire il risparmio energetico relativamente ai fabbisogni dell’immobile; interventi di bonifica dalla presenza di amianto.

 

Sismabonus: quali agevolazioni?

 

Mi sembra doveroso parlare anche di tutti quegli interventi che abbiano la finalità di ridurre il rischio sismico; ossia opere di messa in sicurezza statica e interventi antisismici sugli edifici esistenti, la Legge di Bilancio 2018 estende il cosiddetto Sisma Bonus fino al 31 dicembre 2021 e la percentuale detraibile delle imposte IRPEF può raggiungere una percentuale massima pari a 85%.


 
Detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione in condominio


Le spese ricondotte a lavori di ristrutturazione o manutenzione che interessano le parti comuni condominiali potranno usufruire delle stesse quote percentuale di detrazione su descritte (50% per spese fino a 96.000 euro sostenute entro il 31 dicembre 2018, 36% per spese fino a 48.000 euro sostenute a partire dal 1 gennaio 2019).


Sono parti comuni quelle aree utili e funzionali alle singole unità immobiliari adiacenti, secondo la definizione indicata nell’articolo n° 1117 del Codice Civile si tratta, ad esempio: del suolo su cui nasce l’edificio, delle fondazioni, dei muri portanti, di tetti, lastrici solari, scale, porticati, cortili, giardini condominiali, portoni d’ingresso, tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune quali locali portineria, locali lavanderia, locali impianti a servizio di tutto il condominio, manufatti e impianti di qualunque genere che servono all’uso e al godimento comune come ascensori, pozzi, cisterne, fognature, ecc.

A beneficiare delle detrazioni, in questo caso, sono i singoli condomini sulla base della relativa quota millesimale di proprietà, eventuali criteri diversi sono dettati da quanto previsto e applicabile ai sensi degli articoli 1123 e successivi del Codice Civile.

 

Ma non finisce qui: oltre agli interventi già previsti per gli immobili di proprietà (manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia) per le parti comuni sono detraibili anche le spese di manutenzione ordinaria.

 

Mi riferisco a interventi, ad esempio, quali riparazioni, opere necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti, opere di tinteggiatura (su pareti, soffitti, infissi), rifacimento di intonaci, impermeabilizzazioni.

 


Detrazioni: come ottenerle


Ma come posso ottenere tutte queste auspicabili e direi opportune detrazioni fiscali?

Mi toccherà, prima di tutto, conservare le fatture e le ricevute fiscali relative alle spese effettuate; tutti i pagamenti è bene inoltre che siano eseguiti tramite bonifici bancari o postali nei quali siano chiaramente indicati: la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario delle detrazioni, la partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

 

Se parliamo poi di interventi su parti comuni condominiali, occorre indicare il codice fiscale del condominio, quello dell’amministratore o del singolo condomino che effettua il pagamento e usufruirà delle detrazioni fiscali.

In fase di dichiarazione dei redditi vanno indicate tutte le spese effettuate per gli interventi di ristrutturazione edilizia (o altri per le quali le detrazioni posso essere richieste).

 

Nella dichiarazione dei redditi, bisogna indicare i dati catastali relativi all’immobile in questione; se la richiesta non è presentata dal proprietario, devono essere indicati gli estremi di registrazione dell’atto che indica il titolo sul bene detenuto da colui che richiedere le detrazioni fiscali ed ha effettuato le spese.

I lavori devono essere comunicati all’Azienda Sanitaria Locale competente per il territorio su cui si trova l’immobile, qualora il cantiere è sottoposto a tale obbligo, indicando le generalità del committente e l’ubicazione dei lavori, la descrizione dell’intervento previsto, i dati relativi all’impresa esecutrice e la data di inizio dei lavori.

 

In particolare, per gli interventi di riqualificazione energetica, la Legge di Bilancio 2018, ha introdotto l’obbligo di trasmettere la documentazione relativa ai lavori all’Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

 

Il “pacchetto agevolazioni” per l’edilizia, in ogni caso, ha portato grossi benefici per molti contribuenti, cancellarli potrebbe essere negativo e controproducente.

 

Speriamo che l’Esecutivo ne tenga conto, perché i contribuenti hanno potuto usufruire di risparmi importanti e, nel complesso, il famoso pacchetto di cui sopra è stato di grande rilevanza sociale. Se in relazione alle detrazioni fiscali per la casa è tempo di dire addio, speriamo almeno che le previsioni future riescano a compensare questa mancanza.

 

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