Direttore dei lavori e dell’esecuzione: decreto in vigore dal 30 maggio

Data: 22/05/2018 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica / Commenti: 0

 

Sono passati oltre due anni per riuscire ad avere un provvedimento che mettesse la parola “fine” alla mancanza di norme specifiche sul direttore dei lavori e dell’esecuzione.

Finalmente, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Regolamento relativo alle funzioni del direttore dei lavori e del direttore dell’esecuzione, in vigore dal 30 maggio 2018.

 

Si tratta del DM 49 del 7 marzo 2018, attuativo dell’art. 111, comma 1, del Codice dei contratti pubblici (Dlgs 50/2016), che individua le modalità e la tipologia di atti, attraverso i quali il direttore dei lavori effettua la sua attività (ex art. 101, comma 3, del Codice) in maniera da garantirne trasparenza, semplificazione, efficientamento informatico, con particolare riferimento alle metodologie e strumentazioni elettroniche anche per i controlli di contabilità.

 

Il decreto disciplina le modalità di svolgimento della verifica di conformità in corso di esecuzione e finale, la relativa tempistica, e i casi in cui il direttore dell’esecuzione può essere incaricato della verifica di conformità.

 

Nel decreto vengono individuate compiutamente le modalità di effettuazione delle attività di controllo tecnico contabile dell’esecuzione del contratto stipulato dalla stazione appaltante, di competenza del direttore dell’esecuzione.

 

Esaminiamo, punto per punto, il decreto nella sua integrale previsione e attuazione. Passando all’esame del provvedimento è possibile constatare come lo stesso è costituito da 27 articoli suddivisi nei seguenti 4 Titoli:

 

  • Titolo I - Disposizioni generali (art. 1)
  • Titolo II - Il direttore dei lavori (artt. 2-15)
  • Titolo III - Il direttore dell’esecuzione dei contratti relativi a servizi o forniture (artt. 16-26)
  • Titolo IV - Disposizioni finali (art. 27)


 

Direttore dei lavori

 

Il Titolo II del Decreto 49/2018 individua i profili generali del direttore dei lavori: i rapporti con le altre figure (RUP, coordinatore per l’esecuzione dei lavori), gli strumenti per l’esercizio dell’attività di direzione e controllo, le funzioni e i compiti nella fase preliminare, la consegna dei lavori.

 
Sono disciplinate le funzioni e i compiti in fase di esecuzione: l’accettazione dei materiali, la verifica del rispetto degli obblighi dell’esecutore e del subappaltatore, le variazioni e varianti contrattuali, contestazioni e riserve, la sospensione dei lavori, la gestione dei sinistri.
 
Seguono le indicazioni su funzioni e compiti al termine dei lavori: accertamenti in contraddittorio con l’esecutore, invio al RUP del certificato di ultimazione dei lavori, redazione del verbale di constatazione sullo stato dei lavori, collaborazione al collaudo, accertamento della rispondenza di documenti tecnici, prove di cantiere o di laboratorio, certificazioni LCA di materiali, lavorazioni e apparecchiature impiantistiche ai requisiti richiesti dal Piano d’azione nazionale per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione.
 

Vengono infine disciplinate le attività di controllo amministrativo contabile e l’utilizzo di strumenti elettronici di contabilità e contabilità semplificata.

 

La contabilità dei lavori deve essere computerizzata, diventa quindi obbligatorio utilizzare idonei strumenti elettronici.

Se il direttore dei lavori è esterno alla Pa, i programmi utilizzati devono essere prima approvati dal Rup che ne verifica la conformità a quanto prescritto dal Dm.

 

Il mancato utilizzo di programmi di contabilità computerizzata è permesso solo per un breve periodo, quello necessario per consentire alla stazione appaltante l’adeguamento al nuovo obbligo. In questo lasso di tempo, se non viene impiegata la contabilità computerizzata, la stazione appaltante deve motivarne le ragioni e darne comunicazione all’Anac.

 

Nel frattempo, nel periodo strettamente necessario alla completa digitalizzazione della stazione appaltante, le annotazioni delle lavorazioni e delle somministrazioni sono trascritte dai libretti delle misure in apposito registro le cui pagine devono essere preventivamente numerate e firmate dal Rup e dall’esecutore.

 

Quanto agli ordini di servizio, anche questi devono essere annotati sul giornale dei lavori attraverso strumenti informatici. E, comunque, nel periodo necessario alla digitalizzazione della stazione appaltante, gli ordini di servizio devono avere forma scritta e l’esecutore deve restituirli firmati per avvenuta conoscenza.


 

Direttore dell’esecuzione

 

Il Titolo III riguarda le attività del direttore dell’esecuzione: i rapporti con il RUP, gli strumenti per l’esercizio dell’attività di direzione e controllo, l’attività di controllo, l’avvio dell’esecuzione del contratto, la verifica del rispetto degli obblighi dell’esecutore e del subappaltatore, contestazioni e riserve, variazioni e varianti contrattuali, la sospensione dell’esecuzione, la gestione dei sinistri.
 
Seguono le indicazioni su funzioni e compiti al termine dell’esecuzione del contratto e sul controllo amministrativo-contabile.
 
Il Titolo IV abroga gli articoli da 178 a 210 del Dpr 207 del 5 ottobre 2010, il Regolamento attuativo del vecchio Codice Appalti. Gli articoli da 147 a 177 relativi all’esecuzione dei lavori, e da 211 a 214 relativi alla tenuta della contabilità, erano già stati abrogati dal Codice Appalti nel 2016.

 

Incompatibilità

Nel nuovo testo sono state anche cancellate le indicazioni relative ai requisiti di non-compatibilità. Il direttore dei lavori infatti, nella versione previgente, non poteva accettare nuovi incarichi professionali da parte dell’esecutore dall’aggiudicazione fino al collaudo e doveva segnalare all’amministrazione, non appena conosciuta l’identità dell’affidatario, l’esistenza di eventuali rapporti, per valutare eventuali conflitti di interesse.

 

Questo aspetto è ora assorbito dalla regola generale dell’art.42 del Codice degli Appalti. Di fatto, anche rispetto alla figura del direttore dei lavori, si applica l’art. 53, comma 16-ter, del d.lgs. 165/2001, per cui gli ex dipendenti pubblici che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto di una PA, non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale per conto dei soggetti privati destinatari dell’attività della PA svolta con tali poteri.


Il Regolamento per le funzioni del direttore dei lavori e del direttore dell’esecuzione entrerà in vigore il 30 maggio 2018!
 

 

 

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