Superamento barriere architettoniche: 180 milioni alle Regioni

Data: 31/05/2018 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica / Commenti: 0

Pubblicato sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il decreto interministeriale 67 del 27 febbraio 2018, che prevede la divisione tra le Regioni di 180 milioni per il rifinanziamento del Fondo speciale per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.

 

Il decreto è entrato in vigore ieri e il fabbisogno era stato segnalato dalle Regioni al Ministero delle Infrastrutture. Le Regioni hanno ripartito le risorse ai Comuni.

 

Barriere architettoniche: riparto delle risorse

Ma quali sono le Regioni che hanno ottenuto maggiori risorse? Vediamole insieme:

 

La Regione con maggiori risorse è l’Emilia -Romagna, alla quale sono assegnati 29,3 milioni. Subito dopo ci sono le regioni Piemonte e Lombardia, beneficiarie rispettivamente di 25,7 e 25,3 milioni di euro. La Basilicata 15,2 milioni, la Campania 13,5, il Lazio 19,2. Inoltre, 11,3 milioni vanno alle Marche e 11 milioni all’Umbria. L’importo più basso è quello destinato alla Liguria, che ottiene 275mila euro. Somme tra il milione e gli otto milioni sono distribuite alle regioni Abruzzo (4,4 milioni), Molise (1,1 milioni), Puglia (4 milioni), Sardegna (3,2 milioni), Sicilia (4,4 milioni), Toscana (2,9 milioni) e  Veneto (8,4 milioni).

 

Barriere architettoniche: titoli abilitativi per eliminarle

L’eliminazione delle barriere architettoniche si rivela essere un intervento di fondamentale importanza per migliorare la qualità della vita e il livello di autonomia delle persone diversamente abili, affinché possano fruire nel modo più agevole ed indipendente possibile degli spazi relativi a un’abitazione privata, a un condominio o a un edificio pubblico o aperto al pubblico.

Fatta questa premessa, bisogna passare all’azione, quindi è il momento di capire come bisogna muoversi per eliminare le barriere architettoniche.

É necessario un titolo abilitativo? Ci sono dei vincoli da rispettare?


Cerchiamo di fare chiarezza e rispondere a questi quesiti.

 

Per quanto riguarda le abitazioni private, si possono distinguere due diversi casi:

 

  • in alcune occasioni questi interventi possono essere effettuati senza alcun titolo abilitativo, in altri invece richiedono una SCIA, quindi una Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

    Affinché degli interventi finalizzati all’eliminazione di barriere architettoniche rientrino nella prima categoria, quindi affinché possano essere eseguiti senza nessun titolo abilitativo, è necessario che essi non implichino la realizzazione di manufatti che modifichino la sagoma dell’edificio, come ad esempio rampe o ascensori esterni.

 

  • Tutti i casi non rientranti tra gli interventi elencati possono invece essere eseguiti previo ottenimento di una SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività, a condizione che non rientrino tra quelle tipologie di intervento che l’art. 10 fa confluire nelle categorie per le quali è necessario ottenere un Permesso di costruire.

 

Per quanto riguarda l’eliminazione delle barriere architettoniche nelle abitazioni in condominio, basta ottenere di maggioranze ordinarie, purché non ledano il decoro architettonico e non rientrino tra gli interventi vietati di innovazione su edifici condominiali: in questi ultimi casi le maggioranze sarebbero nulle.

Se il condominio non delibera entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta ufficiale da parte della persona portatrice di handicap, o comunque da parte di chi ne esercita la tutela o la potestà, ha facoltà di modificare l’ampiezza delle porte di accesso e anche di installare a proprie spese servoscala e analoghe strutture di facile rimozione.

 

E per quanto riguarda edifici pubblici o privati aperti al pubblico?

 

  • L’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e negli edifici privati aperti al pubblico deve essere eseguita nel rispetto delle seguenti normative: Decreto Ministeriale del Ministro dei lavori pubblici 14-6-1989, n. 236, legge 30-3-1971, n. 118 e successive modifiche, infine regolamento approvato tramite D.P.R. 24-7-1996, n. 503.

    Intanto, bisogna eseguire una verifica della conformità del progetto con le suddette normative da parte di tecnico del Comune di riferimento, o comunque ufficialmente incaricato da tale ente.

    Bisogna poi tenere conto degli edifici soggetti a vincoli paesaggistici ed ambientali: in questi casi è necessario il rilascio della autorizzazione paesaggistica.


Speciali permessi sono necessari per quel che riguarda gli edifici soggetti a vincoli architettonici. In questi casi, se l’autorizzazione all’effettuazione degli interventi edili dovesse essere negata, si può comunque rendere gli edifici accessibili tramite la realizzazione delle opere provvisionali.

Gli edifici pubblici o privati aperti al pubblico senza barriere architettoniche, possono chiedere il certificato di agibilità, rimuovere quindi tutte le barriere architettoniche è essenziale ai fini dell’ottenimento.

Gli edifici in cui viene rilevata la presenza di barriere architettoniche sono inagibili, e sono previste responsabilità di carattere giuridico per le diverse figure professionali che intervengono in questi passaggi: il progettista, il direttore dei lavori e il tecnico incaricato di eseguire i dovuti accertamenti.

 

Barriere architettoniche e detrazioni fiscali: Iva agevolata al 4%

Forse non tutti sanno che l’IVA al 4% è un’agevolazione applicata anche nel caso di prestazione di servizi che abbiano come obiettivo quello di eliminare le barriere architettoniche.

 

L’applicazione di questa aliquota non è destinata solo alle persone con disabilità o ai familiari che le hanno a carico, ma per la tipologia di intervento che deve rispondere a requisiti di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche.

La normativa tributaria prevede numerose agevolazioni anche in altri casi, chiaramente, ma in questa sede mi sembra interessante fare un elenco di quelle che possono essere le situazioni passibili di agevolazione fiscale:

 

  • Interventi finalizzati a eliminare le barriere architettoniche (come montacarichi e ascensori)
  • Lavori eseguiti per favorire la mobilità interna e esterna delle persone diversamente abili (come quelli effettuati per realizzare la robotica, la semplice comunicazione o ogni altro eventuale mezzo tecnologico)
  • Interventi su immobili di altro tipo per favorire la mobilità

 

L’agevolazione in questione, invece, non si applica per l’acquisto di beni mobili, anche se favoriscono la comunicazione (computer, telefoni a viva voce o schermi touchscreen).

 

 

A parte i casi citati, bisognerebbe ricordare che ormai la bella stagione è alle porte, quindi occorre intervenire anche per rendere più accoglienti e vivibili le nostre spiagge.

Il superamento delle barriere architettoniche negli stabilimenti balneari si concretizza realizzando rampe in muratura, amovibili oppure bagni che siano appositamente attrezzati. Eliminare, in poche parole, tutti quegli ostacoli fisici che creano disagio alla mobilità delle persone diversamente abili.

 

Sono molti gli interventi effettuati dai Comuni, come ad esempio in Toscana, dove si lavora da mesi per offrire stabilimenti balneari alla portata di tutti, senza barriere di alcun tipo.

Superamento barriere architettoniche, attenzione e condivisione di un obiettivo comune – quello di eliminare qualsiasi barriera – devono essere obiettivi alla base della società, una priorità pubblica, uno standard imprescindibile di civiltà.

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