Case senza barriere architettoniche, esempi e soluzioni

Data: 26/06/2018 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica, Progettazione / Strutture / Commenti: 0

In Italia, negli ultimi 10 anni, le spese dei Comuni per i servizi sociali sono aumentate del 20,7% (dati ISTAT) e le disponibilità finanziarie pubbliche per la costruzione di nuove case di riposo e di residenze diurne già ora risultano sempre più esigue, tant’è che sta aumentando l’assistenza domiciliare – a parte il grave problema dei malati di Alzheimer, che, oltre un certo livello di patologia, non si riesce più ad accudire a domicilio.

 

Dall’emanazione del  DM 236/89, tutti i nuovi edifici devono essere realizzati in modo da permettere alle persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di raggiungere sia gli stessi sia le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire di spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.

 

Ma il 70% degli oltre 12 milioni di edifici abitativi italiani esistenti è stato costruito antecedentemente al 1989 e il 70% degli stessi  è privo di ascensore. Inoltre, anche quando è presente – e pure in molti condomini signorili – non infrequentemente la cabina è troppo angusta per riuscire a ricevere una carrozzina, con la quale, altrettanto sovente, non si riesce a accedere nemmeno ai tre locali di casa indispensabili per vivere a domicilio: la cucina, la camera e il servizio igienico.

 

Ad aggravare la situazione della frequente insufficiente fruibilità abitativa, l’ISTAT prevede che nel 2065 la vita media risulterà prolungata di altri 5 anni. Già attualmente, a livello mondiale, dopo il Giappone, l’Italia è al secondo posto per il numero di anziani.

 

E, sempre secondo l’ISTAT (dati 2017), nell’Unione Europea, gli italiani con più di 75 anni vivono nelle condizioni di salute peggiori:  cinque  su dieci  soffrono di almeno una malattia cronica o sono multicronici e, se sono ultraottantenni, la percentuale sale al 59% per gli uomini e al 64 % per le donne, con molti  casi di limitazioni motorie, ma altrettanto sovente con altre disabilità sensoriali causate da malattie permanenti, come il diabete. 

Sempre in Italia, il 42,6% dei pensionati – pari a oltre 7 milioni di persone -  riceve meno di 1000 euro al mese e vive molto spesso sotto il limite di una vita decente.

 

Anche se è proprietaria della propria abitazione, questa moltitudine di anziani non è assolutamente in grado di fare la minima spesa per migliorare le condizioni generali del proprio alloggio e neanche di migliorare  se non altro l’accessibilità al servizio igienico.

 

 

I testi sia della legge 13/89 e sia del DM 236/89 forniscono molti suggerimenti per garantire almeno la visitabilità a un alloggio, ma non possono certo illustrare i moltissimi particolari di quella miriade di piccole soluzioni – molte delle quali affrontabili a volte senza costi aggiunti, se scelte in partenza – che permettono di rendere più accessibile una casa anche per le disabilità non motorie, come quelle sofferte ad esempio dagli ipovedenti o dai soggetti down o dai parkinsoniani, aspetto raramente affrontato nella letteratura tecnica finora edita.

 

Questo è soltanto uno dei molteplici obiettivi della serie di monografie “PRINCIPI DI PROGETTAZIONE UNIVERSALE – Abitazioni accessibili: Opera completa composta da 10 volumi” dedicata ai mille risvolti pratici che possono rendere più vivibile e confortevole un appartamento. Il leitmotiv che viene sviscerato in profondità nelle quasi 1200 pagine di testo parte da un preciso interrogativo: con quali caratteristiche si può tentare di realizzare o ristrutturare un’abitazione in modo che sia comodamente fruibile per tutte le età, su tutto l’arco della vita, da quando si è appena nati fino alla vecchiaia più avanzata?

 

 

Un esempio? Non si dovrebbe mai comprare mobili con spigoli vivi, perché una persona anziana, anche se è priva di disabilità, ha i capillari del sistema venoso fragili e il minimo urto gli provocherà inevitabilmente un edema, e un bimbo che impara a camminare razzolando in casa, facilmente ogni tanto cade e se urta malamente uno spigolo può subire danni molto gravi.

 

Così, non si dovrebbe mai acquistare un mobile di cucina con i pensili a ante, perché un ipovedente rischierà di urtarci anche gravemente il capo quando un altro familiare ne lascia seppure momentaneamente una aperta!

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