Superamento barriere architettoniche: spiagge accessibili

Data: 06/07/2018 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica / Commenti: 0

Le spiagge accessibili, nelle città italiane, non sono una prassi, qualsiasi sia la Regione presa in considerazione.

Tra le più rosee aspettative e iniziative concrete, proviamo a fare il quadro della situazione, concentrandoci sullo stato attuale delle condizioni delle nostre spiagge e su quanto si può concretamente fare per abbattere le barriere architettoniche per spiagge alla portata di tutti, comprese le persone diversamente abili.

 

Partiamo dalla normativa: non è previsto in alcuna legge  che per l’autovettura al servizio del detentore dello speciale contrassegno invalidi, la quale sia stata parcheggiata in un luogo a pagamento a causa dell’indisponibilità di uno di quelli riservati gratuitamente alle persone disabili, la sosta sia gratuita. Il problema è grave e serio.

 

Ma non è solo il parcheggio, il punto principale. Se l’accoglienza fosse connotata dalle adeguate garanzie di mobilità e comfort, probabilmente quello descritto rappresenterebbe un aspetto quasi secondario.

 

Di contro, non sono pochi gli stabilimenti balneari che quest’anno hanno preso iniziative volte a incentivare l’ingresso ai diversamente abili, come succede a Taranto, dove l’agevolazione prevista è quella di consentire l’accesso gratuito in spiaggia a queste persone.

 

La struttura in questione, ovviamente, dispone dei servizi e dei mezzi necessari per agevolare la discesa a mare. Il personale, inoltre, è stato appositamente formato per dare assistenza ai bagnanti con difficoltà a deambulare in modo autonomo.

 

Iniziative ammirevoli, purtroppo isolate.

 

Lo Stato può fare molto, ma un grande compito deve essere svolto dai privati che gestiscono gli stabilimenti: il cittadino è chiamato a intervenire e a farlo in maniera determinante.

 

Ci sono Regioni molto virtuose, come la Liguria, la Toscana e l’Emilia Romagna, ma poi basta fare un rapido ingresso in spiaggia per rendersi conto che la situazione necessita di interventi urgenti un po’ in tutto il paese.

 

“Il mare più bello 2018” è una guida messa annualmente da Legambiente  a disposizione di tutti, per controllare e scegliere le mete balneari, tenendo conto non soltanto della fruibilità della spiaggia e dei servizi, ma per l’appunto, anche del servizio offerto ai diversamente abili.

 

Quest’anno la Puglia si aggiudica 5 vele, ad esempio, e questa guida vuole essere un po’ il manifesto di un’educazione alla condivisione e alla collaborazione che può tradursi facilmente in una crescita territoriale.

 

Gli accessi al mare devono essere realizzati prevedendo percorsi appositi, con piazzole ad hoc, mentre nel litorale devono essere previsti servizi igienici e spogliatoi adeguati.

 

Spiagge senza barriere: la normativa

Cosa dice la legge in merito? La disciplina normativa in tema di libero accesso alle spiagge è regolata dal decreto-legge n. 400 del 5 ottobre 1993, convertito in Legge 4 dicembre 1993 n. 494, modificato dall’art. 1, comma 251 della Legge 27 dicembre 2006 n. 296 (Legge Finanziaria 2007): l’art. 3, lett. e) prevede l’obbligo ai titolari delle concessioni “di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione”.
Inoltre, l’art. 11, comma 2, lett. d) della Legge 15 dicembre 2011 n. 215 (Legge Comunitaria 2010) ha statuito che “fermo restando, in assoluto, il diritto libero e gratuito  di accesso e di fruizione della battigia, anche ai fini di  balneazione,disciplinare le ipotesi di  costituzione  del  titolo  di  uso  o  di utilizzo delle aree del demanio marittimo”.
Cosa ne consegue? Sia il gratuito e libero accesso per chiunque, non solo relativamente all’acqua ma anche il passaggio, il passeggio e lo stazionamento sopra 5 (o 3) metri di spiaggia.
Alle normative, si aggiunge la giurisprudenza dei giudici: gli ultimi pronunciamenti delle toghe in Sardegna, Campania e Lazio stabiliscono che godere delle spiagge è ritenuto un bene costituzionalmente garantito.

Sono tre, le sentenze chiave: la prima è stata emessa in Sardegna, infatti i giudici hanno spiegato agli amministratori della Marina di Gairo (Ogliastra) che per liberare le meraviglie sabbiose di “Su Sirboni” bastano strumenti ordinari, senza avventurarsi in logoranti cause; un’altra dal Tar Campania su Castel Volturno (Caserta), dove la giunta potrà obbligare i titolari di concessione a creare un accesso pedonale per chi deve raggiungere la spiaggia libera in qualsiasi ora sia del giorno che della notte; la terza su Ostia, con il Consiglio di Stato che ha avallato l’operato del municipio da cui era arrivato l’ok all’apertura di varchi con le ruspe.

La cosa importante non è soltanto rispettare queste normative, ma anche conoscerle, essere informati e sapere quali sono i propri diritti, per poterne godere in libertà.
Non rimane che augurare a tutti buone vacanze, libere, soprattutto, da ogni barriera e senza limiti di alcun tipo, sia nella propria abitazione che al di fuori da essa, come in spiaggia.

 

 

 

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