Mappa pericolosità sismica in Italia: come proteggersi dai terremoti?

Data: 07/09/2018 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica / Commenti: 0

 

Con il termine “pericolosità sismica” si intende lo scuotimento del suolo atteso in un sito a causa di un terremoto.

 

Trattasi di un’analisi di tipo probabilistico, si può definire un certo scuotimento solo associato alla probabilità che accada, che si verifichi, nel prossimo futuro.

 

Nel 2004 è stata rilasciata la mappa della pericolosità sismica che fornisce un quadro esaustivo e completo delle aree più pericolose in Italia.

 

La mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale (GdL MPS, 2004; rif. Ordinanza PCM del 28 aprile 2006, n. 3519, All. 1b) è espressa in termini di accelerazione orizzontale del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, riferita a suoli rigidi (Vs30>800 m/s; cat. A, punto 3.2.1 del D.M. 14.09.2005). L’Ordinanza PCM n. 3519/2006 ha reso questa mappa uno strumento ufficiale di riferimento per tutto il territorio nazionale.

 

Non bisogna confondere, poi, questa definizione con quella del “rischio sismico”, con cui si intende una valutazione ponderata dei danni che un evento sismico potrebbe produrre, sia in termini di persone coinvolte, sia in termini di costi sul piano economico.

 

Il rischio, infatti, dipende da vari fattori: sia dalla pericolosità di un’area, sia dai beni sul territorio (persone, abitazioni, beni culturali, industrie…) e dalla vulnerabilità degli stessi. La vulnerabilità è la propensione a danneggiarsi di una struttura (edificio, ponte, industrie).

 

Il rischio sismico può essere ridotto con interventi di riduzione della vulnerabilità, cioè di miglioramento del comportamento sismico di una struttura.

 

Esistono, per quel che attiene la pericolosità sismica, anche delle mappe dinamiche, interattive, che consentono di individuarlo inserendo i dati all’interno della mappa fornita all’interno di questo sito .

 

Gli studiosi dell’Ingv (istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) grazie a degli studi effettuati a Castelluccio scavando delle trincee, hanno rilevato in particolare quanto segue: A due anni dall’inizio della crisi sismica del centro Italia, l’Ingv ha fatto il punto della situazione di quanto avvenuto dal 24 agosto 2016 in poi, rilevando sei grandissimi terremoti negli ultimi 18mila anni, oltre a quello del 2016 con epicentro Norcia di 6.5 gradi di magnitudo, sconosciuti finora ai cataloghi storici.

 

La sequenza sismica, spiega l’Istituto nazionale, in tutto ciò non può considerarsi conclusa, anche se certamente il numero e la magnitudo degli eventi è diminuito notevolmente negli ultimi mesi. Attualmente, rileviamo infatti una media di 30 eventi, ogni giorno, la maggior parte dei quali di magnitudo inferiore a 2.0.

 

Per dare una dimensione precisa della situazione nel nostro paese, nei due anni trascorsi dal 24 agosto 2016 la terra nell’Italia centrale ha tremato 93.000 volte: “un grande numero, mai riscontrato in Italia, risultato dell’ ampliamento negli anni della rete sismica nazionale”, ha detto il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Carlo Doglioni.

 

Tre, le scosse principali: la prima, di magnitudo Mw 6.0, il 24 agosto 2016 con epicentro vicino ad Amatrice (RI); la seconda, di magnitudo Mw 5.9, il 26 Ottobre 2016 in prossimità di Visso (MC), la terza, di magnitudo Mw 6.5, il 30 Ottobre con epicentro nei pressi di Norcia (PG). Successivamente, ci sono state due consistenti riprese sismiche il 18 gennaio 2017 nella zona sud di Campotosto (AQ) e il 10 aprile 2018 nella zona di Muccia e Pieve Torina (MC).

 

Il territorio italiano, come si può capire e appurare, è molto esposto al rischio sismico, quindi prepararsi ad affrontare il terremoto è fondamentale.


La sicurezza dipende soprattutto dalla casa in cui si abita.

 

Se è costruita con criteri tali da resistere al terremoto, non subirà gravi danni e vi proteggerà.

 

Come proteggersi dai terremoti

 

Se ti trovi in un luogo chiuso


Fai in modo di metterti nel vano di una porta inserita in un muro portante (quello più spesso), vicino a una parete portante o sotto una trave, oppure cerca immediato riparo sotto un tavolo o un letto.

 

Al centro della stanza potresti essere colpito dalla caduta di oggetti, pezzi di intonaco, mobili, evita di prendere questa decisione, prova a cercare riparo e non farti prendere dal panico.

Non precipitarti fuori, anche se il nostro istinto e la voglia di scappare imporrebbero una simile scelta, attendi la fine della scossa.

 

Se ti trovi in un luogo aperto


Mantieni più che puoi la distanza da edifici, alberi, lampioni, linee elettriche: potresti essere colpito da vasi, intonaco, tegole e altri materiali pesanti potenzialmente pericolosi se ti trovi esposto.

 

Fai attenzione alle altre possibili conseguenze del terremoto: crollo di ponti, fughe di gas, frane e quant’altro.

Se vuoi mettere al sicuro te e i tuoi cari prima, durante e dopo l’evento sismico, ti suggerisco questo utilissimo e completo testo dell’ingegnere Michele Vinci: “Proteggersi dai terremoti”, disponibile anche in versione e-book!

 

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