E postarono felici e contenti: la felicità diventa virale?

Data: 16/10/2018 / Inserito da: / Categorie: Mondi e Culture / Commenti: 0

Che cos’è la felicità? Su questo interrogativo si sono crucciati filosofi e pensatori di ogni tempo. E non poteva certo esimersi la nostra epoca: per quanto apparentemente frammentato e frammentario, spesso centrato sull’estremo e l’effimero, anche l’uomo di oggi a lungo si interroga e si perde “alla ricerca della felicità”.

 

Dal quesito individuale, oggi il tema è diventato occasione di dibattito condiviso, quasi un argomento trendy su cui centrare campagne pubblicitarie, approcci di ricerca, interventi nelle aziende e, perché no, tecnologie.

 

Si passa dallo joga della risata, alla strategia breve per essere in pace con se stessi, ai tre passaggi chiave su come entrare in armonia con il proprio gruppo di lavoro.

 

Quando si parla di “tecnologie positive”, invece, ci si riferisce a quei device attraverso cui è possibile sperimentare o favorire l’elicitazione del ben-essere.

 

Anche la Rete è una tecnologia o meglio un contesto tecno-sociale dove gli users si con-fondono con le loro e altrui narrazioni, dove si disseminano tracce identitarie, dove è possibile fare esperienze o semplicemente condividere quelle vissute altrove.

 

Di felicità si parla dunque in Rete? Spesso ci si riferisce al web e in modo particolare ai contesti social come a degli spazi in cui è molto facile finire per essere assorbiti da spirali di emozioni negative: scontri verbali, insulti, flaming e, non meno rari, casi di svergognamento pubblico.

 

Il libro Happy-Net intende proporre una prospettiva diversa, semplice e al tempo stesso disruptive. Con un taglio interdisciplinare, che abbraccia psicologia, sociologia e  mediologia, vuole guardare all’altra faccia della medaglia: la Rete come tecnologia strutturalmente positiva, ovvero pensata per essere ad alto potenziale di felicità.

 

Come mettere insieme, dunque, la parte Hard, più architetturale, con quella soft, più connessa alle pratiche narrative?

 

L’impresa è audace indubbiamente, ma alcuni spunti sono offerti dalle possibili definizioni di felicità. La felicità per-dura o ci attraversa solo per qualche istante? La felicità è negli occhi di chi guarda o nelle vicende che ci accadono?

 

Nel libro, dopo un breve excursus sulle principali teorie e le diverse prospettive, ci si sofferma su tre aspetti costitutivi di questa emozione positiva: la gratitudine, il perdono e il regret. 

 

Il principio di fondo che rende la rete una tecnologia ad alto potenziale di felicità è la narrazione. Se guardiamo al web come a una “ragnatela” di storie, spesso personali e frammentarie, la capacità di trattanerle, riproporle, incontrarle casualmente attraverso ricerche online, facilità quel processo di rispecchiamento identitario e di riconoscimento che sono propri della gratitudine e del per-dono.

 

Una piccola certezza che il saggio intende sottolineare è che, in qualunque modo si intenda la felicità, di certo non la si può concepire come qualcosa di solipsistico e individuale: per essere felici ci vuole l’incontro con lo sguardo dell’altro. Dal web 2.0 in poi la Rete offre proprio dal punto di vista strutturale l’opportunità di un incrociare le traiettorie – biografiche e narrative – di altri user.

 

“La Rete cone artefatto psico-tecnologico si presta a essere specchio: uno specchio parziale a volte deformante in cui possiamo cogliere  alcuni dei nostri riflessi identitari. (…) Allora quello che la Rete può fare  per il suo navigante, sempre più esperto e contaminato di tencologia, isolato e al contempo dentro tantissimi network, è offrirgli uno specchio narrativo in cui raccontare per poi riconoscere la felicità” (p.100).

 

Se vuoi esplorare te stesso e mirare al raggiungimento della felicità come stato non effimero e che, anzi, perdura nel tempo, ti suggerisco di leggere “Happy-Net” di Alessandra Micalizzi, che oggi ci ha dato, in questo articolo, tanti spunti di riflessione interessanti che costituiscono solo il punto di partenza per una vita davvero felice: la tua!

 

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