Leggete e bevetene tutti, vademecum di Elisabetta Musso per allegri bevitori

Data: 19/11/2018 / Inserito da: / Categorie: Mondi e Culture / Commenti: 0
Leggete e bevetene tutti, quasi un mantra, un grido di libertà e consapevolezza, è il titolo del nuovo libro di Elisabetta Musso, scrittrice eclettica che dà alle stampe il suo primo libro dedicato al vino e agli intenditori, ma soprattutto a lettori e curiosi esploratori del “nettare degli dei” a un mondo descritto con passione. Lo si legge d’un fiato, ma equivale a un corso full-intensive che abiliti a parlar di vino senza più doversi mangiare le parole o sussurrarle sperando di non essere sentito. Conosciamo meglio l’autrice sottoponendole alcune domande nell’ambito di una simpatica intervista, come di consueto noi della Dario Flaccovio facciamo con autori appartenenti al mondo enogastronomico!
 

1. Benvenuta Elisabetta, presentati ai lettori: chi sei e di cosa ti occupi?
 
Ben trovati. Mi piace pensare di essere due distinte entità riunite sotto il segno della curiosità: c’è Elisabetta, silenziosa, istituzionale, studiosissima e inquadrata, che ha svolto studi umanistici e la professione forense.

E poi c’è La Beat (nomignolo inventato da un caro amico) il mio alter ego chiassoso, prolisso e scanzonato, dedita al buon bere e alla buona tavola, che gioca ad associare il vino ad una persona, ad una canzone, ad un film…

 

Le due entità si sono alternate negli anni e ormai convivono. Oggi mi occupo prevalentemente di cibo e bevande, collaboro con l’hub Digital Makers nella creazione di contenuti e scrivo su una testata on line dove curo una rubrica chiamata Gastronerie.

 

Inoltre organizzo degustazioni e insieme ad una nuova realtà della ristorazione di Palermo Amoroso salotto culinario seguo  la costruzione  della carta dei vini: proponiamo alcune delle etichette più interessanti del panorama enologico siciliano e italiano; ad oggi poche bottiglie, ma siamo in crescita, sempre alla ricerca di vini speciali.                           


2. Tu sei avvocato e anche sommelier: cosa ti ha spinto ad avvicinarti al mondo del vino?


Il vino ha sempre fatto parte della mia vita, e della mia famiglia, come tanti di noi, soprattutto in Sicilia. Mio nonno Gaspare (la cui foto porto sempre con me) è il mio primo riferimento in tal senso: grande cuoco e amante della buona tavola, non perdeva occasione per celebrarla, con piatti succulenti e robuste quantità di vino. Ogni domenica, ogni festività era un momento conviviale dove io piccolissima andavo già a caccia di cibo, sapori, odori e di vino!

 

Non dimenticherò mai i profumi di quella casa e il gusto dolcissimo del vino con le pesche… Insomma ero stata infettata da quell’amore. Nonostante il trascorrere degli anni questa latente passione ha continuato a crescere fino a quando, terminati gli studi ed ottenuta l’abilitazione, decido di frequentare un corso  per sommelier.

 

Ho conosciuto una realtà infinita e piena di sfumature, più vini conoscevo più ne volevo conoscere. Così quando mi si presentò l’occasione di lavorare nell’enoteca più grande della mia città, l’ho preso come un segno: ho lasciato l’ordine degli avvocati e ho votato la mia vita professionale al vino e al cibo.

 

3. Il 22 novembre esce il tuo nuovo libro “Leggete e bevetene tutti”. Ammetto che mi ha incuriosito tantissimo! Adesso è arrivato il momento di presentarlo ai lettori: di cosa parla e a chi è rivolto?

 

E’ una via di mezzo tra un diario personale e un piccolo, divertente vademecum.

 

Ben lontana dal considerarmi un’”esperta”, ho scritto delle mie esperienze in qualità di addetta alla sala e alle vendite per raccontare tragicomici episodi e cogliere l’occasione per svelare equivoci e falsi miti sul vino e sui sommelier.

 

Gli operatori del settore si riconosceranno in tante circostanze che ho vissuto, i curiosi invece potranno trarne spunto per approfondire alcune tematiche sul vino come l’annosa questione della differenza tra prosecco, champagne e Franciacorta o il mistero della vinificazione. Il tutto guarnito con qualche nozione di base, da snocciolare nelle situazioni più difficili.

 

Ma non solo: anche gli astemi o i semplici acquirenti, potranno trovare  utili alcuni consigli sugli acquisti da effettuare in vista delle prossime festività.

Tutto questo sotto il segno dell’ironia.

 

4. Quali caratteristiche deve avere un buon vino per conquistare gli ospiti a cena?

 

 

Non esiste un’unica regola applicabile. Bisogna innanzitutto considerare le pietanze che si offrono e cercare di abbinare i vini più adatti e valutare   anche l’esperienza “enoica” dei propri ospiti.

 

Io consiglio spesso di iniziare con delle bollicine, che solleticano il palato e l’appetito e mettono quasi sempre tutti d’accordo.

 

Se non si conoscono bene i gusti dei commensali è bene proporre un paio di alternative (vino bianco, rosato e/o rosso) e scegliere vini più immediati: un accattivante zibibbo secco dalle note aromatiche, un sapido rosato dell’Etna, un buon syrah dai profumi intensi e corpo rotondo, sono vini che incontrano più facilmente i gusti di tutti.

 

Ad ogni modo, come detto, non esiste una regola assoluta. Quando si sceglie il vino ci si può affidare al propio istinto e ai propri gusti rischiando -anche ma non è detto- di sbagliare oppure ci si può tranquillamente rivolgere a chi lo vende. O ancora meglio, si può sempre leggere il mio libro! :)

 

5. Adesso svelaci qual è il tuo vino preferito e facci sognare!

 

Ecco, questa è difficile… davvero, non saprei dire quale. Più che vini preferiti ho dei vini cui sono affezionata per diversi motivi. Sono molto legata alla mia terra e apprezzo tantissimo i vini siciliani.

 

Ad esempio ho un amore appassionato verso il Marsala, così siciliano, così ricco di storia e sfaccettature.

 

Così come non si dimenticano le prime bevute enoconsapevoli:   il Vecchio Samperi trentennale di casa De Bartoli, l’ES Primitivo di Manduria 2007 di Gianfranco Fino, il Montrachet Grand Cru 2007 di Olivier Leflaive, il Barbaresco Riserva Rabaja 2006 di Giuseppe Cortese… e poi il primo riesling, pinot nero, carricante, chardonnay, grenache, Oltrepò Pavese, champagne… potrei continuare con tutti i vitigni e i vini del mondo.

 

Ma tra tutti non potrei mai dire che esita il mio preferito. Per una curiosa e appassionata come me, non può esistere il vino preferito. Il mondo del vino è sconfinato e in continua evoluzione. Anzi mi correggo e in risposta alla domanda dico: il mio vino preferito è quello che ancora non ho bevuto :)

 

6. Farai delle presentazioni del tuo libro? Dove e quando potranno trovarti i tuoi lettori?

 

Assolutamente si! La prima presentazione si terrà il 24 novembre presso il Punto Flaccovio, sede della casa editrice del volume. Sarà un’occasione conviviale per conoscere qualcosa in più su di me e sul libro e per degustare i vini dell’Azienda Gorghi Tondi, che saranno offerti alla mescita.

 

A seguire sono previste altre presentazioni la prossima sarà quella del 4 dicembre presso la Feltrinelli di Palermo, ma ne seguiranno altre…

 

Inoltre sarà presto on line il mio blog personale dove curiosi e appassionati, potranno continuare a leggere le mie avventure nel fantastico mondo del vino e del cibo.

 

Ringraziamo Elisabetta e vi invitiamo alla presentazione del suo libro al Punto Flaccovio il 24 novembre, ore 18.00, per scoprire tutto quello che non avete mai osato chiedere sul vino.

A fine presentazione, è prevista una piacevole degustazione di vini Gorghi Tondi.

 

Vi aspettiamo. Cheers!

 

Torna indietro

I dati saranno trattati per consentire l’inserimento e la pubblicazione dei commenti attraverso una piattaforma esterna (Disqus). Prima di lasciare il tuo commento, leggi l’informativa privacy