Di misteri, nazisti, omicidi e antichi passaggi: “L’Enigma del secondo cerchio” arriva in libreria

Data: 30/11/2018 / Inserito da: / Categorie: Mondi e Culture / Commenti: 0

Il mistero. L’idea della porta socchiusa nella stanza buia, e la necessità di andare ad aprirla, col cuore che indossa un tacco dodici e balla il tip tap dentro al petto. La fibrillazione che precede il momento della scoperta, quell’attimo di sospensione pneumatica, di fiato serrato, di annullamento di ogni altra emozione è sempre stato una vera e propria spinta.

 

Prendete, ad esempio, il momento in cui Holmes sta per svelare il mistero sul mastino dei Baskerville, o rileggete le righe fra le quali si scorge la soluzione del caso sull’omicidio di Ratchett nel treno più famoso della storia della letteratura, oppure provate a pensare alla scoperta agghiacciante della verità fra le pagine maledette della “Poetica” di Aristotele nell’abbazia trecentesca: sono distillati di eccezionali slanci d’ingegno. Ecco: io volevo provare a fare un salto simile, per tentare di regalare quell’attimo di sospensione in chi legge.

 

Ho scritto “L’Enigma del secondo cerchio” con la sola idea iniziale di rivestire una leggenda che circolava dalle mie parti, una storia con la quale ho avuto a che fare per via di un’inchiesta durata qualche mese su complicati fatti risalenti alla seconda guerra mondiale. Una piccola storia, con qualche fondamento da cercare nei libri e parecchio su cui ricamare. C’ho preso gusto, poi, e la storia è diventata più grande, ha camminato, è andata lontano e s’è riempita di personaggi: sono arrivati senza preavviso, senza darmi da pensare. Servivano, entravano. Li avevo visti, credo, in giro, da qualche parte. Forse solo un’occhiata per strada, al mare, in macelleria, in fila alla posta. Me li sono trovati fra le pagine, ognuno con la propria parte.  È vero, alcuni sono un tantino strani e di quando in quando si comportano in maniera singolare, però sono sicuro che da qualche parte esistano davvero.

 

E ho dato a tutti un enigma da risolvere, una cosa talmente complicata da costruire da farmi lavorare per mesi sulla stessa idea, fino a far quadrare il cerchio. Anzi: i due cerchi. Non so bene il motivo, ma m’è parsa cosa buona indagare sulle costruzioni crittografiche composte con i cerchi, quelle che usavano in Vaticano una decina di secoli fa, o poco più, per evitare che qualcuno capisse troppo sui documenti che uscivano. Per qualche motivo queste enigmatiche costruzioni hanno a che fare coi nazisti, come anche la leggenda che circola dalle mie parti, e mi sono detto: mettiamo insieme le due cose. Da lì in poi m’è sembrato buono mettere insieme pure altre cose che avevano a che fare con gli anni Quaranta del Novecento, e anche prendere una serie di personaggi storici, infilarli nei ricordi dei miei personaggi e mettere su un’impalcatura narrativa con delle fondamenta abbastanza solide, nonostante alcune cose potessero apparire al limite con la realtà. Ed ecco il mistero, la porta socchiusa nella stanza buia.

 

Esterno notte. Un’auto si lancia sulle barche ormeggiate al porticciolo della Cala, sul mare di Palermo: prende fuoco all’impatto con le imbarcazioni, affonda. Gli inquirenti tirano fuori dalle lamiere un cadavere carbonizzato: suicidio?, si chiedono. E se lo chiede pure un cronista trentenne, che giunge sul molo insieme a un giovane ispettore di polizia. Tommaso – il cronista – ci vede una storia interessante, per via della stranezza dell’incidente/suicidio, e grazie alle informazioni che gli passa l’ispettore, suo amico, inizia a fare le domande che crede giuste: l’indagine lo porterà in fondo a una storia che va a finire dritta fra i giorni bui della seconda guerra mondiale, una storia alla quale si trova giocoforza legato e che lo mette contro dei tizi poco raccomandabili e intenzionati a trovare un oggetto quasi dimenticato, ma estremamente prezioso.

 

Ci sono cadaveri, cunicoli sotterranei, personaggi singolari, un tantino di tedesco, il profumo della pasticceria isolana, un po’ di buona musica e qualche tocco di leggera ironia. Si chiama “L’Enigma del secondo cerchio”, e per risolverlo ci sono – conti alla mano – poche ore.

 

Piove, a Palermo, e qualche volta è bene ripararsi fra le camere dello scirocco e le vie quasi sconosciute dei Beati Paoli.

 

Se vuoi incontrare Sebastiano Ambra e provare a scoprire “L’enigma del secondo cerchio”  non perdere la presentazione del libro alla Libreria Diana di Siracusa, giorno 1 dicembre alle 17.30 insieme agli scrittori Alberto Minnella e Gaudenzio Schillaci. Ti aspettiamo!

 

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