Fame emotiva: 3 consigli per gestirla al meglio

Data: 08/01/2019 / Inserito da: / Categorie: Mondi e Culture / Commenti: 0

 

Vi è mai capitato di dire “Mangio anche se sono sazio, mi consolo con il cibo, il cibo per me è una gratificazione, quando sono stressato mangio di più, quando mangio perdo il controllo, mangio fino a sentirmi in colpa”.

 

Se vi riconoscete in queste affermazioni può darsi voi soffriate di fame emotiva o emotional eating.

 

La fame emotiva è un meccanismo che spinge a considerare il cibo come un conforto, come un qualcosa in cui rifugiarsi quando ci si trova dinanzi ad emozioni intense.

 

Le persone che mangiano per ragioni emotive lo fanno per autoconsolarsi o per provare un sollievo momentaneo dalle emozioni negative, quali ansia, tristezza, rabbia, insoddisfazione, noia, che sperimentano e che non riescono a gestire.

 

La fame emotiva diventa quindi un meccanismo con cui vengono gestite le emozioni intense di fronte alle quali ci si sente sopraffatti ed impotenti. Ma anche se l’abbuffata, induce al momento una sensazione di benessere, subito tale sensazione lascia spazio a sentimenti di vergogna, senso di colpa e tristezza, che potrebbero poi scatenare una successiva abbuffata.

 

Si instaura quindi un vero e proprio circolo vizioso che ci porta a considerare il cibo come il nostro più grande nemico, arrivando ad avere un rapporto non sano con esso.

 

Se, anche a voi è capitato di utilizzare il cibo come valvola di sfogo, come conforto, come gratificazione, come consolazione, ecco alcuni suggerimenti utili per acquisire un rapporto più funzionale con esso.

 

Ecco 3 modi per affrontare la situazione, nonchè alcuni suggerimenti utili:

 

1) Riconoscere la differenza tra fame emotiva e fame fisica

 

Domandarsi: Ho davvero fame?

 

La fame emotiva si distingue da quella fisica in quanto invece di crescere in maniera graduale, colpisce all’improvviso. Porta a desiderare alcuni cibi in particolare i cosiddetti comfort food, (cioccolata, patatine, caramelle). È una fame irrazionale ed inconsapevole, che non proviene dallo stomaco ma dalla mente, non nasce da un bisogno fisico, ma psicologico. Porta a sperimentare una sensazione di perdita di controllo durante il pasto. Ed alla fine, invece di sentirci piacevolmente sazi, gratificati, e pieni di energia sperimenteremo emozioni negative quali senso di colpa e tristezza.

 

2) Essere consapevoli delle proprie emozioni

 

Domandarsi: Che emozione sto provando?

 

Come abbiamo detto, diventa un meccanismo per gestire delle emozioni intense. Un buon modo per combatterla è diventare consapevoli delle proprie emozioni e sensazioni fisiche, non combatterle, non giudicarle. Se ci accorgiamo di essere tristi, potremmo chiamare un amico e confidargli il nostro stato d’animo. Se invece ci sentiamo arrabbiati potremmo andare a fare una corsa, oppure affrontare la causa della nostra rabbia.

 

3) Mangiare in maniera mindful

 

Domandarsi: Sto prestando attenzione al cibo?

 

Mangiare in maniera Mindful significa prestare attenzione al processo del mangiare. Non farsi distrarre dalla tv, dal cellulare, dai pensieri su quello che è avvenuto prima o avverrà dopo.

 

Significa essere pienamente consapevoli, nel momento presente, nel qui ed ora, del profumo, del sapore, della consistenza, del colore del cibo che si sta assaporando, prestando attenzione ai propri pensieri, alle proprie emozioni, alle sensazioni fisiche.

 

Ringraziamo Roberta De Angelis per questo utilissimo articolo rivolto a tutti coloro che, almeno una volta nella vita, hanno provato la cosiddetta fame nervosa o fame emotiva.

 

Ti ricordiamo che l’autrice ha scritto a quattro mani con Ilaria Riviera un libro davvero originale, Happy Dolphin – 30 regole pratiche per aumentare autostima e benessere e imparare a vivere meglio, con cui potrai affrontare le piccole sfide quotidiane con il giusto approccio per imparare ad amarti, apprezzarti e aumentare il tuo benessere personale.

 

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