Antisismica, edilizia e dissesto idrogeologico: al via il Decreto Investimenti

Data: 07/02/2019 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica / Commenti: 0


Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Investimenti 2017 che prevede la ripartizione delle risorse del Fondo Investimenti: 36 miliardi di euro fino al 2033 per il rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali e degli enti locali in edilizia pubblica, sicurezza del territorio e antisismica. Questo decreto prevede, dunque, massicce risorse da stanziare, in particolare per quanto riguarda antisismica, edilizia e dissesto idrogeologico.

 

Cosa prevede e qual è l’ammontare totale delle risorse stanziate? Scopriamolo subito insieme!

 

L’art.1 prevede che nell’ambito dei settori di spesa indicati ai sensi del comma 1, gli interventi sono individuati secondo le procedure previste dalla legislazione vigente, anche, ove necessario, nel caso di interventi rientranti nelle materie di competenza regionale o delle province autonome, e limitatamente agli stessi, attraverso l’intesa con i livelli di Governo decentrati ed il sistema delle autonomie.


Stanziamento delle risorse: tutti i numeri

Parliamo di un totale di 717 milioni di euro per il 2018; 1420 milioni per il 2019, mentre sono 2143 milioni per il 2020 e 2150 milioni, rispettivamente, per il 2021, 2022 e 2023; 2450 milioni per il 2024, 2470 milioni per ciascuno degli anni dal 2025 al 2029, 2500 milioni per ciascuno degli anni dal 2030 al 2033.

 

Fondo Investimenti: risorse e loro impiego

  • Per trasporti e viabilità contemplano ben 8801 milioni di euro, gestiti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit);
  • Eliminazione barriere architettoniche: 294 milioni gestiti dai Ministeri della Giustizia, Beni Culturali e Infrastrutture;
  • Mobilità sostenibile e sicurezza stradale: 3478 milioni totali gestiti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal Ministero Ambiente;
  • Infrastrutture: 792,382 milioni gestiti dal Mit e dal Ministero dell’Agricoltura;
  • Difesa del suolo, dissesto idrogeologico, risanamento ambientale e bonifiche: 2111 milioni, suddivisi tra Ministero dell’Ambiente e della Difesa;
  • Edilizia pubblica: 5620 milioni di euro tra Ministeri della Difesa, della Giustizia, dell’Economia, dei Beni culturali, dell’Istruzione;
  • Prevenzione del rischio sismico: 1655 milioni gestiti dai Ministeri della Giustizia, dei Beni culturali, dell’Interno e dell’Istruzione;
  • Digitalizzazione amministrazioni statali: 1354 milioni di euro, ripartiti tra i Ministeri della Difesa, Giustizia, Interni, Esteri, Economia, Beni culturali, Sviluppo Economico e Istruzione;
  • Riqualificazione urbana e sicurezza: 124 milioni ripartiti tra Presidenza del Consiglio, Ministero dei Beni culturali e Ministero delle Infrastrutture e Trasporti;
  • Rafforzamento delle infrastrutture e mezzi per l’ordine pubblico: 3021 milioni di euro, che saranno gestiti dai Ministeri della Difesa, Giustizia, Interno, Economia e Infrastrutture;

Monitoraggio e controllo dei programmi finanziati

Ai fini dell’erogazione del finanziamento, i programmi finanziati vengono monitorati ai sensi del decreto legislativo n. 229 del 2011, attraverso la Banca dati delle amministrazioni pubbliche (BDAP).
 
I progetti devono essere corredati del codice unico dì progetto (CUP) e del codice identificativo della gara (CIG) anche se non perfezionato ai sensi della delibera n. 1 del 2017 dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione).
 
Si prevede che per valutare lo stato di avanzamento dei programmi finanziati e delle principali eventuali criticità riscontrate nell’attuazione degli interventi, ciascun Ministero debba inviare entro il 15 settembre di ogni anno una relazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero dell’economia e delle finanze (MEF) e alle Commissioni parlamentari competenti per materia.

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