Benessere lavorativo: il cambiamento è una bella impresa

Data: 28/02/2019 / Inserito da: / Categorie: Mondi e Culture / Commenti: 0

All’interno del nuovo libro di Simone Poggi  “Il cambiamento è una bella impresa” il benessere organizzativo – ossia la capacità di mantenere il benessere dei lavoratori – viene suddiviso in quattordici dimensioni e in tre gruppi di indicatori: positivi, negativi e di malessere psicofisico.

 

Ecco di seguito le prime quattro dimensioni che solitamente vengono prese in considerazione, rimandando al libro per proseguire e completare l’elenco che, in questa sede, vuole comunque fungere da indicatore e non rappresenta un dato totalmente esaustivo nel suo complesso, dato che – come inizialmente accennato -  le dimensioni sono ben quattordici.

 

  1. Comfort: si riferisce a tutte quelle variabili che vengono contemplate all’interno e all’esterno dell’ambiente lavorativo (servizi igienici, illuminazione, pulizia, etc…)
  2. Obiettivi: a ciascuna persona all’interno di un contesto lavorativo vengono attribuiti incarichi per il raggiungimento di determinati scopi. È molto importante che in relazione a queste variabili, ci sia una specificità, o meglio, una comprensibilità degli obiettivi, la coerenza dei dirigenti, chiarezza e comunicazione dei cambiamenti.
  3. Valorizzazione: questo aspetto si riferisce all’apprezzamento di coloro che svolgono il servizio lavorativo, soprattutto, che venga percepito dagli stessi.
  4. Ascolto: l’attenzione e l’ascolto attivo delle persone che fanno parte del contesto di riferimento, ossia la disponibilità nei confronti delle loro esigenze.

 

Esistono, inoltre, tre classi di indicatori:

 

  1. Indicatori negativi: sono i vissuti di anaffettività lavorativa, ossia tutti quegli elementi che tendono a far emergere sensazioni o sentimenti di insofferenza, insoddisfazione, disinteresse e desiderio di cambiare lavoro, mancanza di proattività. Ti sei mai trovato in questa situazione? A noi tutti è capitato di voler uscire da una situazione lavorativa in qualche modo poco stimolante o incapace di valorizzarci o, ancora, sebbene positiva sul piano remunerativo, negativa per alcuni aspetti che possono aver svilito la nostra professionalità o per mancanza di specificità o al contrario per l’eccessiva specificità di un ruolo.
  2. Indicatori positivi: al contrario, sono relativi ai vissuti di affettività lavorativa. Realizzazione, soddisfazione, proattività, senso di appartenenza. Probabilmente l’Eden dei lavoratori, per molti un sogno, per altri fortunatamente una realtà capace di indurre a superare i propri limiti, investire nel proprio futuro, dare sempre il massimo, evidentemente perché stimolati, soddisfatti, non solo per il dato remunerativo – è ovvio – ma per tutta una serie di fattori quali gli orari lavorativi, mansioni stimolanti, il rapporto con i colleghi, l’armonia e la serenità del contesto lavorativo, eccetera.
  3. Indicatori di malessere psicofisico: sono i disturbi psicosomatici. Mal di testa, difficoltà di concentrazione, mal di stomaco, depressione, ossia tutte quelle condizioni di malessere psicofisico che il soggetto ritiene essere collegate e anzi dipendenti dall’attività lavorativa.

 

Dal malessere psicofisico si può poi sconfinare nelle patologie della salute organizzativa, ossia stress lavorativo, burnout e mobbing.

 

Il cambiamento è una bella impresa ti dimostra come le dinamiche negative all’interno di un’azienda vadano prima di tutto comprese, poi gestite ed eliminate.

 

Simone Poggi vuole aiutarti a concretizzare una trasformazione fondamentale lungo il percorso che conduce al successo.

 

Cambiare si può, anzi, si deve. Non il semplice cambiamento, ma la visione proattiva e dinamica dello stesso, la sua gestione, possono aiutarci a raggiungere una crescita soddisfacente e felice.

 

Un aspetto fondamentale per tutti gli imprenditori, è quello di dover considerare questo cambiamento per migliorare il benessere lavorativo e aziendale.

 

Le risorse umane all’interno di un contesto aziendale, poi, non rappresentano solo la forza lavoro, ma sono per l’appunto persone, importanti sia per portare avanti gli obiettivi prefissati, sia per migliorare il clima all’interno dell’azienda, cooperando in maniera attiva con l’organizzazione.

 

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«Il più grande spreco nel mondo è la differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare» (Ben Herbster).

 

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