Perché il business network è un business liquido?

Data: 08/05/2019 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica, Mondi e Culture / Commenti: 0

 

Riportiamo qui di seguito un’interessantissima intervista a Giorgio Modesti, autore del libro “Abbiamo fatto rete!”, rientrante nella nostra collana “Liquid business”.

 

In questi giorni, a Palermo, abbiamo incontrato Giorgio Modesti, professionista nel settore health-care e autore del libro “Abbiamo fatto rete!” edito da noi della Dario Flaccovio.

 

Giorgio ha visitato la nostra sede di Palermo e si è intrattenuto con noi per rispondere a qualche domanda. 

 

Redazione: Si parla tanto di società liquida, di business liquido, riesci a spiegarci in poche parole il significato di questi concetti?

 

Giorgio: Negli ultimi anni, molte delle nostre certezze e delle strutture cui eravamo abituati si sono lentamente disciolte. Non che non esistano più, ma convivono con i nuovi paradigmi di una società in continua trasformazione che, come un liquido si adatta ai contenitori sociali in continua evoluzione. Non comprendere e accettare una situazione che è reale e vale per tutti è un errore, perché è impossibile come individui singoli opporci ad un flusso di cambiamenti che lentamente ci pervaderanno.

 

Redazione: Sembra uno scenario apocalittico. Questo significa che non abbiamo vie d’uscita?

 

Giorgio: Questa è la realtà, dobbiamo farcene una ragione. È la società liquida che decide quale sarà la moda del momento, quale sarà la tecnologia nei prossimi smartphone. E siamo solo all’inizio di una trasformazione che modificherà inesorabilmente tutte le strutture che ancora resistono alla liquefazione. Per quanto riguarda il business, non è detto che questo sia uno svantaggio. Dobbiamo però notare che iniziare un nuovo business e impostarlo con una concezione di tipo tradizionale è una scelta ad alto rischio di insuccesso, sicuramente superiore rispetto ad alcuni anni fa. Viceversa, costruire un business plan accettando le regole che sono imposte dalla stessa società potrebbe invece essere estremamente vantaggioso per un’azienda che voglia crescere senza rischiare il fallimento.

 

Redazione: Come allora dovrebbe essere impostato un business sostenibile in una società liquida?

 

Giorgio: Dovrebbe essere un business liquido, per l’appunto. Oggi esistono uffici semideserti, teatri e cinema quasi abbandonati, ristoranti e alberghi costantemente in cerca di clienti. Il problema non è quello di creare strutture nuove, ma trovare il modo di valorizzare le strutture esistenti, attraverso modelli di business che non comprendano spese in conto capitale, ma investano parte del proprio utile. Tutto il resto è fatto dalla rete. Facciamo un esempio concreto: Airbnb, portale che mette in contatto le strutture ospitanti con i propri clienti, è un’azienda che opera nel mondo reale, sfrutta le strutture esistenti, ossia quelle degli alloggi che pubblicizza, ma di suo probabilmente non possiede un solo hotel o struttura alberghiera. Tutta l’intermediazione viene fatta attraverso il portale.

 

Redazione: Perché sostieni che il business network sia un business liquido?

 

Giorgio: È questo il punto centrale del mio libro. Per costruire un unicorno, o un’azienda che riesca a fronteggiare una concorrenza potenzialmente planetaria è opportuno che il modello di business sia costruito sulla pietra, sia molto stabile e non venga trascinato via dalla prima ondata. Per fare questo non possiamo essere soli ma dobbiamo sfruttare il nostro network. Network sono le persone che svolgono ruoli chiave nel proprio lavoro, network sono le imprese che sono affini al nostro modello organizzativo. Nella rete tutti hanno un ruolo chiave, e noi dobbiamo essere abili a gestire il nodo principale, per arrivare a realizzare la nostra idea di business al meglio, sfruttando le competenze e i migliori prodotti presenti già sul mercato.

 

Redazione: Grazie Giorgio, siamo stati contenti di poterti ospitare presso la nostra casa editrice

 

Giorgio: Grazie a voi. È molto interessante a mio avviso la scelta di Flaccovio di avere una linea editoriale legata a saggistica in ambito tecnico e applicativo; questi libri consentono a noi professionisti un costante aggiornamento sui metodi e le tecnologie in costante evoluzione

 

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