Stress da lavoro correlato: cos’è e come gestirlo

Data: 27/06/2019 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica, Psicologia / Commenti: 0

 

Lo stress lavoro correlato è sicuramente un argomento di grande interesse sia per i singoli lavoratori sia per le aziende le quali, se vogliono puntare sul miglioramento della performance, devono anche fare i conti con lo stress di chi quella performance la fa con le proprie azioni e decisioni quotidiane. Un’azienda lungimirante non può dimenticarsi della salute psicofisica dei propri lavoratori anche perché, come vedremo a breve, questa è direttamente proporzionale alla performance. Infatti, se i lavoratori stanno bene e hanno un livello di stress ottimale, la performance aumenta e ne giova il fatturato aziendale. 

 

Un’azienda non può nascondere la testa nella sabbia pensando che lo stress non esista o sia a livelli contenuti nella propria organizzazione. O peggio ancora non può lasciare i propri lavoratori in balìa di situazioni stressanti ritenendo che questi sappiamo tutti gestirli nello stesso modo. Non è così. Così come nella vita privata ognuno di noi ha una propria capacità di gestione dello stress, così avviene anche in azienda. Se una persona può gestire una tanica stress e l’altra un bicchiere di stress, bisogna saperlo (meglio se a priori) e attuare delle strategie utili per aiutare ogni esigenza. 

 

Addentriamoci ora meglio nell’argomento   

 

Definiamo lo stress 

 

La prima cosa fondamentale è quella di definire cosa sia lo stress. Se l’argomento ti interessa ti suggerisco il mio libro “Come combattere lo stress” edito da Dario Flaccovio che va ad analizzare approfonditamente questo argomento. Ma veniamo alla definizione. Secondo l’Accordo Europeo Quadro del 2004, lo stress è “uno stato di malessere che si manifesta con sintomi fisici, psichici o sociali legati all’incapacità delle persone di colmare uno scarto tra i loro bisogni e le loro aspettative e la loro attività lavorativa, ma non è una malattia, anche se un’esposizione prolungata allo stress può diminuire l’efficienza lavorativa e causare problemi di salute”. 

 

Lo stress lavoro-correlato è un tipo di stress che ha come causa di insorgenza il lavoro che il soggetto svolge e che scatena delle reazioni dannose sia a livello fisico sia a livello psichico tra le quali ansia, irritabilità e depressione. Lo stress lavoro-correlato insorge, generalmente, quando la qualità e/o la quantità di lavoro sono sproporzionate rispetto a ciò che il soggetto sa e può fare e a ciò che il soggetto guadagna.

 

È importante sottolineare che ogni persona reagisce allo stress in modo diverso a seconda della propria personalità ma anche dell’età del soggetto, della situazione familiare e del proprio stato di salute. Queste ultime tre variabili ci fanno capire che la reazione allo stress può variare nel tempo e nel contesto e che, quindi, un soggetto può magari stressarsi poco sul lavoro fino a che un giorno, improvvisamente, la sua gestione dello stress inizia ad essere deficitaria.   

 

Fattori scatenanti  

 

TIPO DI LAVORO: Innanzitutto il tipo di lavoro è il primo fattore da tenere in considerazione. Ci sono, infatti, lavori che sottopongono maggiormente il soggetto ad elevati livelli di stress rispetto ad altri. I mestieri più a rischio sono i professionisti della salute (medici, infermieri, psicologi, ecc.) ma anche gli insegnanti.   

 

RESPONSABILITA’: In generale, un lavoro con alte responsabilità ed importanti conseguenze collegate all’errore è fonte di stress. Ecco perché medici e personale sanitario sono soggetti a rischio. La loro responsabilità è, nella maggior parte dei casi, salvare una vita umana e un loro errore può essere fatale per la persona.    

 

AMBIENTE LAVORATIVO: sia l’organizzazione nel suo complesso sia il team nel quale il soggetto lavora possono aumentare i livelli di stress. 

 

CARICO DI LAVORO: Un altro elemento che provoca forte stress è l’eccessivo carico di lavoro, specie quando viene percepito come una punizione da parte del soggetto o quando alcuni lavori da svolgere dovrebbero essere svolti da altre persone. 

   

RITMI DI LAVORO: Un altro fattore di non poco conto sono i ritmi di lavoro frenetici e con molti straordinari tali per cui il soggetto vive per lavorare e non ha tempo libero per sé e per la famiglia. Un soggetto che inizia a lavorare al mattino alle 8 e finisce di lavorare la sera alle 20 ha praticamente passato tutta la sua giornata a lavorare senza godersi un po’ del suo tempo libero e della sua famiglia. Calcolando che ciò avviene 5 giorni la settimana e magari si lavora pure il sabato e la domenica, non ci si stupisce che il soggetto possa andare in esaurimento. Ho conosciuto diverse persone che, per questo motivo, hanno deciso di lasciare l’azienda rinunciando alla carriera per intraprendere lavori più umili ma più gratificanti dal punto di vista personale. Del resto l’equilibrio tra vita professionale e vita privata va rispettato. Se ciò non avviene anche l’azienda corre il rischio di perdere la motivazione dei lavoratori e, di conseguenza, la produttività.    

  

Conseguenze dello stress  

 

Le conseguenze dello stress possono essere suddivise in diversi livelli: livello psicosomatico, emotivo, cognitivo, comportamentale e di performance.  

   

LIVELLO PSICOSOMATICO: riguarda tutte quelle manifestazioni fisiche che hanno un’origine psichica come il mal di testa, i disturbi gastrointestinali, i dolori muscolari e la tachicardia.    

 

LIVELLO EMOTIVO: lo stress può generare o aumentare condizioni di ansia, nervosismo, irritabilità e depressione.  

   

LIVELLO COGNITIVO: una persona sottoposta a forte stress può avere delle falle legate alla memoria e alla concentrazione. Il soggetto è meno concentrato e si dimentica le cose con più facilità.    

 

LIVELLO COMPORTAMENTALE: Il livello comportamentale riguarda, invece, i comportamenti messi in atto dal soggetto che vive un periodo di forte stress. Questi comportamenti possono essere connessi con le relazioni interpersonali con i colleghi (ad esempio l’isolamento sociale) ma possono anche essere legati ad una evasione fisica o mentale dal lavoro manifestata con frequenti malattie, infortuni ripetuti e ritardi immotivati.    

 

LIVELLO PERFORMANCE: in ultimo, lo stress va ad intaccare anche la performance del lavoratore con una diminuzione del senso di efficacia personale, una maggiore insicurezza e, di conseguenza, una diminuzione della produttività in termini di efficienza ed efficacia.    

 

Livelli di stress eccessivamente elevati possono portare ad un vero e proprio esaurimento nervoso che, in termini scientifici, viene chiamato burnout.  

 

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