Andrea Camilleri è morto e fa chiu scrusciu du mari

Data: 17/07/2019 / Inserito da: / Categorie: Mondi e Culture / Commenti: 0

 

Un giornalista, una volta, gli chiese: “Cosa le manca della Sicilia?” e lui disse: “U scrusciu du mari”.

 

Non avrebbe potuto rispondere diversamente, Andrea Camilleri, uno degli scrittori, pensatori e registi più importanti del secolo, non soltanto per i suoi scritti, ma per il modo, per la semplicità, per la genuinità con cui si approcciava al mondo della cultura, dell’arte e a tutto ciò che lo circondava. Ha chiuso gli occhi a Roma all’età di 93 anni, dopo una vita spesa tra le parole, pescate ad una ad una in quel suo mare che amava tanto, il mare della Sicilia, dove è nato e il cui “scrusciu” gli mancava da togliere il fiato.

 

Non sono molti gli scrittori che, oltre ad essere apprezzati in quanto tali, sono capaci di lasciare un’impronta indelebile nei cuori e nell’anima delle persone. Andrea Camilleri non era soltanto un autore, lui era un cuore pulsante, la scintilla prima del big bang, quel “camurria!” entrato nel vocabolario collettivo dopo la celebre serie de “Il Commissario Montalbano”, capace di tenere inchiodati sul divano per ore milioni di italiani.

 

E se le parole che dicono la verità hanno una vibrazione diversa, le sue lasciano il segno in maniera indelebile. Per cinquant’anni intraprese una corrispondenza fitta ed intensa con Federico Hoefer, tra i due c’era un’amicizia immortale, adesso finalmente sugellata dall’incontro – definitivo-  altrove, di nuovo insieme, dopo tanti anni di epistole senza vedersi mai e raccontandosi di tutto. 

 

 L’amicizia è una cosa semplice, come l’amore.

 

Semplice come la condivisione, come la cultura, inclusiva, che è anche e soprattutto riflessione, gioia, un’arma potentissima per affrontare la vita, anzi, per vivere meglio.

 

Il suo rapporto con la morte era sereno, pacifico, amava bere whisky al mattino e non abbandonava mai le sue sigarette, eppure la vita è stata benevola, il suo corpo lo ha accompagnato – per la fortuna di noi tutti – fino all’età di 93 anni. 

 

“Il pensiero della morte aiuta a vivere”, disse una volta. Un pensiero semplice che ritroviamo anche in filosofia. E deve averne studiata molta, il maestro. 

 

Curioso, appassionato, attivista, entrato in politica nel 1945 a fianco del Partito Comunista. Camilleri non si è mai risparmiato, usava la parola come andrebbe sempre usata, quale strumento di condivisione e riflessione, apertamente schierato contro certe politiche e ideologie, indomito e schietto con quel suo orgoglio siculo sempre stampato sul volto.

 

Non occorre scomodare nessuno quando si parla di Camilleri, neanche le parole: il suo sguardo, i suoi occhi, le sue espressioni, erano capaci di trasmettere messaggi precisi anche quando concedeva al pubblico poche dichiarazioni, sempre semplici e nette. Perché in Sicilia si fa cosi, come tra amici, ciò che conta è il non detto.

 

Perdonaci, ma ciò che hai lasciato tu, maestro, per noi da oggi conta molto di più.

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