Nuovi tool digitali a disposizione delle aziende e la customer experience

Data: 29/07/2019 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica, Mondi e Culture / Commenti: 0

Terminata la scuola o l’università, trascorriamo circa un terzo della nostra vita nel nostro impiego. Nello scorso millennio, eravamo abituati a pensare che il lavoro sanciva la fine del nostro percorso formativo. Questa affermazione deve essere rimodulata per l’attuale millennio: oggi dobbiamo essere capaci di comprendere il cambiamento ed essere in grado di gestirlo con tempestività, rimanendo costantemente aggiornati sugli strumenti e i tool che soprattutto il mondo digitale ci mette a disposizione. I libri di settore, come quelli editi da Flaccovio, scritti da professionisti nei vari ambiti del mondo scientifico e tecnologico sono degli strumenti estremamente validi per continuare il nostro percorso formativo in modo veloce ma funzionale. Nel libro “Abbiamo fatto rete! Come creare modelli di business sostenibili attraverso reti professionali di successo”, affrontiamo con il necessario ottimismo e anche un po’ di autoironia i cambiamenti che stiamo vivendo e che vogliamo volgere a nostro vantaggio, piuttosto che accanirci contro.

 

Il rischio di default, anche nel nuovo mondo digital-assistito, è alto, forse proprio perché la rete e la globalizzazione dei mercati ha reso più difficile costruirsi la propria nicchia di mercato. Tuttavia, chi si affida agli strumenti digitali è in grado di sfruttare nuove potenzialità offerte dalla tecnologia e che possono aiutarci a controllare la gestione della nostra attività in modo molto più accurato.

 

E allora quali sono i tool che abbiamo a disposizione oggi per il business?

 

Uno dei maggiori vantaggi del mondo digitale è insito nella stessa tecnologia informatica, ossia nella capacità di calcolo dei calcolatori. È fondamentale infatti trasformare concetti generici come la qualità di una pagina web in metriche, ossia in numeri che ci raccontano il successo di un prodotto rispetto ad un altro, che ci consentono di capire immediatamente quanto una campagna sia stata efficace, per esempio per proporre un nuovo prodotto.

 

Lo scopo è quello di minimizzare il rischio. Supponiamo di dover lanciare sul mercato una nuova automobile che sia contemporaneamente sportiva ed elegante, e siamo indecisi se il colore giusto per azzeccare il lancio sia il rosso, o il nero; potremmo pensare di convogliare del traffico internet di clienti potenziali su due siti gemelli, uno con l’immagine della vettura rossa e uno con quella nera. Le metriche ci diranno quali dei due siti è stato visitato di più e più a lungo. Il concetto di metrica è estremamente importante ma spesso sottovalutato. Nel mondo tradizionale un’analisi di questo tipo sarebbe potuta essere fatta solo indirettamente, con costi molto più alti e con risultati probabilmente meno affidabili.

 

Un altro aspetto del nostro nuovo mondo è la collocazione del business. Una volta chi aveva un’attività cercava la strada migliore per avere visibilità.

 

Poi è venuto il world wide web, ed è cominciata la gara a comprare i migliori siti web. Oggi anche questa moda è divenuta desueta: non è importante richiedere ai nostri clienti questo sforzo di memoria nel digitare i giusti caratteri nella finestra di navigazione; oggi i nostri siti saranno raggiungibili perché opportunamente indicizzati dai motori di ricerca oppure saranno agganciati ai social network. Semmai il nostro impegno sarà quello di interessare in modo nuovo i nostri potenziali clienti, portarli in modo non invasivo a percepire quali sono i valori che vogliamo rappresentare, a quale pubblico, a quale tipologia di persona ci rivolgiamo. 

 

Se vendiamo auto sportive, per tornare all’esempio precedente, il nostro testimonial sarà una persona in forma, giovanile, piacente; viceversa se vendiamo auto familiari, sicuramente un’immagine più adatta a descrivere una storia potrebbe essere il padre di famiglia, appena uscito dall’ufficio, con la cravatta allentata che carica nella sua station wagon il cane e il pallone per giocare a calcio con i figli durante il weekend.

 

La nostra pubblicità così non sarà più invasiva come uno spot alla televisione, ma sarà una storia coerente che noi saremo abili a raccontare su più canali per raccogliere maggiori consensi, ma sempre mantenendo il leitmotiv, il filo conduttore. Oggi infatti si parla sempre più di customer experience, di punti di contatto con i clienti, del valore del brand che non finisce nella nostra azienda ma prosegue esternamente, portato per mano da quelli che diventano i nostri ambassador, e cui dobbiamo prestare la massima attenzione perché potranno essere i nostri beta-tester, potranno raccontarci della loro esperienza con i nostri prodotti, saranno disposti a discutere con noi delle criticità e dei vantaggi delle nostre proposte.

 

Rimpiangiamo davvero un mondo in cui anche i migliori negozi fallivano senza un perché?

 

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