La formazione, l’e-learning e l’architettura della comunicazione

Data: 05/09/2019 / Inserito da: / Categorie: Economia - business, Informazione Tecnica / Commenti: 0

Contrariamente a qualche anno fa, oggi con la diffusione di nuovi strumenti informatici è possibile accedere ad un ventaglio praticamente infinito di possibilità di aggiornarsi e perfezionarsi in tutti gli ambiti del sapere. Un professionista sa bene che la sua conoscenza non termina sui libri di scuola, ma deve proseguire, in modo differente, per potersi mantenere in linea con il progresso delle conoscenze, le novità e le tendenze. Ne parliamo con Giorgio Modesti, autore del libro “Abbiamo fatto rete!” e professionista nel settore bio-medicale.

 

Redazione: Come cambia secondo te l’apprendimento nel mondo del business, ai tempi di internet?

 

Autore: Innanzitutto c’è da fare una distinzione importante: chi lavora all’interno di un’azienda può seguire un percorso in buona parte già delineato, che consiste nel modello 70:20:10. Il 70% delle conoscenze deriva dalle esperienze lavorative, il 20% dalle interazioni con i colleghi e il restante 10% da eventi educativi pianificati. Discorso completamente diverso vale invece per i liberi professionisti, che devono disegnarsi la rotta in modo autonomo. In quest’ultimo caso, sta alla volontà individuale, e probabilmente ad una giusta dose di umiltà, cercare informazioni, corsi in rete o in aula per approfondire gli argomenti correlati al business. In generale, in azienda, ho visto colleghi provenienti da altri settori riuscire a comprendere le dinamiche di nuovi mercati in tempi brevissimi, grazie soprattutto all’interazione con i colleghi e alle esperienze dirette. Ricordiamoci sempre che il nostro cervello ha capacità incredibili di adattamento. Inoltre, in un team di lavoro, se c’è apertura e disponibilità, si mette in atto un processo virtuoso di scambio di informazioni e di esperienze, e i risultati arrivano velocemente. Il libero professionista invece deve essere affamato di conoscenza: questo atteggiamento lo premierà con una innumerevole quantità di strumenti disponibili, e il futuro è destinato a creare sempre nuove risorse, di sempre più facile accesso.

 

Redazione: Quando l’interazione tra le persone è reale, c’è maggiore coinvolgimento rispetto a interazioni virtuali. Come è possibile mediare tra i due modelli?

 

Autore: La mia posizione è ambivalente, e questa riluttanza a prendere una scelta definitiva è dovuta al continuo aggiornamento tecnologico delle piattaforme informatiche. Al momento è vero, non posso negare che l’interazione con i colleghi, l’empatia, la presenza umana siano aspetti estremamente importanti per cementare i rapporti e crescere professionalmente. È altresì vero che per comunicare in tempo reale con persone che possono vivere in diverse parti del mondo (o anche banalmente in zone opposte di una città grande come Roma o Milano) l’uso della tecnologia e dei servizi di web-conferencing consente di potersi parlare in qualsiasi momento, lavorare insieme su documenti, aggiornare tabelle condivise in tempo reale, essere costantemente aggiornati su nuovi prodotti o intervenire rapidamente per risolvere problematiche. Sotto questo punto di vista penso che il futuro sia già delineato.

 

Redazione: Oggi il percorso formativo di una persona non si ferma sui libri di scuola ma prosegue attraverso nuovi strumenti; secondo te è possibile la formazione online?

 

Autore: In rete sono presenti un numero infinito di corsi online. Nel 2011, dopo che la Stanley University mise online gratuitamente un corso di intelligenza artificiale, il concetto di MOOC (Massive Open Online Courses) ha preso piede e oggi esistono diverse piattaforme con questa finalità, tra cui la Khan Academy, Coursera, ed anche in Italiano, soprattutto in collaborazione con le università e con il MIUR, EduOpen, Oilproject, Iversity, e molti altri. Per quanto riguarda il business esistono piattaforme come Skillshare o Linkedin Learning. Molto interessanti sono anche i dibattiti sul TED. Come si vede la proposta è estremamente vasta, per non considerare la quantità di ebook disponibili online anche gratuitamente o a costi esigui. Il punto è semmai comprendere se la nostra generazione, o la prossima riuscirà a trarne veramente profitto. La mia esperienza sui libri racconta una storia diversa: i libri di carta erano noiosi, ma avevano un grande vantaggio, non avevano le notifiche! Noi quarantenni, ai tempi della scuola, potevamo rimanere sui libri fino a che un amico non citofonava a casa chiedendoci di uscire, ma la notifica che ricevi sul cellulare, o sul tablet, il messaggio di testo, o l’email possono arrivare in qualunque momento, e sono distrazioni continue e senz’altro più attraenti dei corsi di apprendimento. La formazione online, oggi più di prima, ha un valore soltanto se da parte nostra esiste una forte motivazione a raggiungere gli obiettivi prefissati.

 

Redazione: Ritieni quindi che in questo campo il digitale non sia competitivo con il cartaceo?

 

Autore: Niente affatto! Quando vado in missione di lavoro, porto con me il mio tablet ove sono caricati tutti i miei libri preferiti, quando devo preparare una presentazione, riesco ad accedere a fonti di informazione privilegiate, semplicemente consultando internet, piuttosto che entrare in biblioteca come si faceva una volta alla ricerca di chissà quale testo. L’esperienza dell’informazione online è un arricchimento enorme per tutti! Un consiglio? Quando si legge o si studia, è bene disattivare le notifiche!

 

Redazione: Tu parli di esperienza dell’informazione; come cambia l’informazione in rete?

 

Autore: La comunicazione, la volontà di un autore di trasmettere delle informazioni, è ciò che ci ha permesso di evolverci nei secoli, continuando ad accumulare esperienza e conoscenza. Se pensiamo alle vetrate delle cattedrali gotiche, le immagini rappresentate nelle vetrofanie descrivevano episodi del vangelo ed avevano un forte impatto sull’assemblea tanto quanto oggi potrebbe averla una foto su un social. Poi venne Gutenberg e la stampa a caratteri mobili, e l’esperienza della comunicazione diventava finalmente personale. Oggi la rete ci permette di vivere un’esperienza unica di accesso alle informazioni. I siti che fanno veramente formazione consentono agli utenti di intraprendere dei percorsi unici in base agli argomenti che preferiamo approfondire. Non siamo costretti come una volta a leggere da pagina 37 a pagina 44, ma attraverso gli hyperlink ci muoviamo in uno spazio multidimensionale, e con algoritmi intelligenti che valutano il livello di attinenza dell’argomento successivo possiamo arrivare direttamente a consultare le pagine di nostro interesse, senza perdere tempo. A meno che non arrivi nel frattempo una notifica!

 

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