Comprendere il nostro tempo significa decidere il nostro lifestyle

Data: 18/10/2019 / Inserito da: / Categorie: Economia - business, Informazione Tecnica / Commenti: 0



Intervistiamo Giorgio Modesti, autore di “Abbiamo fatto rete!”, ovvero come creare modelli di business attraverso reti professionali di successo.
 
Il nostro mondo è in costante mutamento. Lo è sempre stato, ma oggi i tool digitali, la realtà aumentata e l’universo virtuale sembrano aver accelerato alcuni meccanismi anche sociali e molte persone si sentono frustrate. Cosa ne pensi?

 

Autore: In effetti è vero, i cambiamenti che stiamo vivendo negli ultimi anni sono davvero epocali, ma spetta a noi decidere se vogliamo soltanto subirli oppure decidere di provare a capire meglio la nostra società e ciò che ha generato questi cambiamenti. Così facendo abbiamo la possibilità di comprendere il nostro mondo e, prima ancora di subire le conseguenze del cambiamento, possiamo provare noi stessi a vivere con consapevolezza e anche con una opportuna dose di criticismo. Questo porterà dei vantaggi anche nel nostro lavoro.

 

Redazione: Si parla molto oggi di micro-imprenditoria, di modelli di business liquido, me parli anche tu nel tuo libro Abbiamo fatto rete!” edito da Dario Flaccovio. Che cosa significa esattamente e perché pensi che questi temi riguardino sempre più persone?

 

Autore: Molti dei lavori cui erano abituati i nostri genitori oggi quasi non esistono più, oppure sono cambiate molte delle loro peculiarità. Le aziende, soprattutto quelle più innovative, stanno provando a rinnovare la struttura, ad “alleggerire” costi di gestione che una volta erano considerati necessari, e oggi pesano sui bilanci e non generano alcun profitto. Parlo per esempio di uffici, di archivi, di magazzini. Ma paradossalmente anche chi volesse pianificare un’attività propria, oggi si trova di fronte tra le problematiche anche grandi opportunità. Quelli infatti che una volta rappresentavano esosi costi fissi, come per esempio l’apertura di un negozio, l’affitto del locale, l’impiantistica a norma, il magazzino, etc., oggi possono essere ridotti o addirittura azzerati sfruttando i vantaggi del mondo digitale.
 
Qui esistono spazi nuovi, e tempi diversi, qui i clienti possono acquistare anche in piena notte, e navigare per ore (quanto ci costerebbe aprire invece un supermercato 24h?). Inoltre, riducendo o eliminando costi fissi, ci si può concentrare sul modello di business ed investire piuttosto sulla tipologia di servizio erogato, o sulla qualità del prodotto. Il grande vantaggio di questa epoca rispetto al passato è che se abbiamo un’idea, un modello che crediamo funzionare, possiamo con un investimento esiguo provare a realizzarlo e a monitorare con strumenti digitali la fase di progettazione e lancio sul mercato, sapendo in tempo reale se stiamo lavorando bene o se abbiamo imboccato la strada sbagliata. E nessuno ci impedisce di ritentare tutte le volte che vogliamo.

 

Redazione: quali sono a tuo avviso i concetti chiave che ci permettono di realizzare un business da zero?

 

Autore: Secondo me oggi, prima ancora di iniziare un’attività – come dicevo – bisogna conoscere molto bene la nostra società, bisogna saper ascoltare le persone e comprendere le reali necessità. Altrimenti si corre il rischio tipico di molte startup, di costruire dei prodotti o dei servizi che piacciono a noi, ma che probabilmente non interessano a nessuno. Solo dall’ascolto e dalla giusta interpretazione delle esigenze delle persone si possono costruire business di successo. Provo però a sintetizzare questi concetti in 4 parole chiave:

- La visione: essere visionari significa provare ad immaginare un servizio come impatterebbe nella nostra società, e valutare come tale strumento possa migliorare un aspetto del nostro mondo e generare per noi dei profitti.

- La misurabilità: per quanto lontano possa portarci la nostra immaginazione è anche necessario che noi possiamo avere degli strumenti che ci indichino quale deve essere il nostro passo, cercando di accostare la nostra visione alla realtà.

- La rete: la nostra rete di conoscenze, la nostra penetrazione in un determinato settore merceologico, la conoscenza del settore ci agevoleranno ad essere veloci nei passaggi, a condividere il rischio con persone di cui ci fidiamo; in alternativa l’outsourcing ci può consentire di affidare alcune tipologie di lavoro routinario esternamente, lasciando a noi il tempo e il modo di concentrarci sui passaggi importanti. Ricordo sempre un mio amico, grande venditore, che diceva sempre:”Nella vita, o miliardi, o amici!”

- La scalabilità: nella costruzione del nostro modello di business dobbiamo anche fare una stima di quanti problemi saremo in grado di risolvere, e se i costi anche di tempo che dovremmo sostenere siano accettabili o meno. Anzi, direi che il problema della scalabilità è forse l’aspetto cruciale per costruire un business da zero.

 

Redazione: perché dici questo?

 

Autore: perché buona parte dei modelli di business che possiamo costruire oggi con gli strumenti del mondo digitale si rivolgono a un mercato di nicchia che potrebbe essere sparso in tutto il mondo o quantomeno in tutta Italia, e lo scopo finale non è certo quello di costruire la nuova Microsoft o la nuova Apple, ma piuttosto quello di costruire un business sostenibile che ci consenta di migliorare la qualità della nostra vita, il nostro lifestyle, riservandoci più tempo da condividere con le persone che amiamo e per il nostro benessere o il piacere di leggere, o di visitare una città, un museo, o di immergerci nella natura.
 
Un business scalabile, per definizione, è un business che rimane sostenibile anche se aumenta la sua diffusione. Una gelateria artigianale potrebbe essere un business non scalabile (sebbene ci siano eccezioni anche qui), mentre la vendita online di un pacchetto software potrebbe essere potenzialmente un business scalabile: una volta che il software è pronto, possiamo venderlo a uno, nessuno o centomila persone. Ma attenzione, mentre pensiamo al nostro modello di business dobbiamo prendere in considerazione tutti i suoi risvolti. Dovremmo perciò escogitare un modo di gestire una, nessuna o centomila lamentele!

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