Modelli concettuali del sottosuolo per la gestione sostenibile delle risorse idriche sotterranee: l’evoluzione della geologia

Data: 28/10/2019 / Inserito da: / Categorie: Geologia, Informazione Tecnica / Commenti: 0



Le direttive europee affermano a chiare lettere che l’acqua è un patrimonio dell’umanità, che va protetto, valorizzato e trattato come tale.
 
In un tale contesto, le acque sotterranee stanno altresì assumendo un ruolo sempre più strategico sia per l‘approvvigionamento idropotabile, che per altri settori economici, in particolare quelli legati allo sviluppo agricolo.
 
Ma per salvaguardare e gestire al meglio le risorse idriche sotterranee diventa imprescindibile un’accurata conoscenza con cui si realizzano le dinamiche idrauliche e le relazioni idrochimiche nel sottosuolo, tenuto conto anche delle mutate condizioni ambientali, con cui ci stiamo attualmente confrontando e che rendono sempre più difficili approcci di tipo predittivo, come ad esempio quelle che riguardano il global warming, l’incremento della domanda idrica e i periodi sempre più frequenti di severe magre, soprattutto per le acque superficiali, ma che stanno iniziando ad interessare anche le acque sotterranee.
 
Pertanto, la tutela e la gestione delle risorse idriche, così come il processo di pianificazione e razionalizzazione dei loro prelievi, nonché i tipi d’impiego delle medesime, come atteso dalle normative europea e nazionale, si rivela essere una procedura complessa, che può risultare efficiente ed efficace solo se condotta a livello del bacino idrografico di riferimento, piuttosto che rispetto a limiti prettamente amministrativi, ma anche e soprattutto grazie ad un’adeguata conoscenza di temi ambientali, sanitari, tecnici e socio-economici.
 
Una tale affermazione implica perciò che il ruolo attuale della geologia debba essere sempre più performante, capace di dare risposte, spesso in tempi rapidi, sempre più di tipo quantitativo e non solamente qualitative.
 
Alla luce di questo quadro d’insieme, lo sviluppo dei modelli concettuali del sottosuolo dev’essere intimamente connesso e in grado di dialogare anche con strumenti di supporto alle decisioni (SSD), i quali permettano ai decision maker di poter disporre di strumenti operativi di chiara e semplice lettura dello status ambientale, così da poter operare delle oculate e lungimiranti scelte gestionali, anche in ottica di economia circolare, specialmente per ciò che attiene all’utilizzo sostenibile delle risorse idriche.

Le indagini geologiche, sia quelle di tipo indiretto, come sono di fatto quelle geofisiche (rif. volume Idrogeofisica), sia quelle dirette, ossia pozzi e carotaggi, permettono oggi di acquisire una molteplicità di informazioni e dati, indispensabili per la successiva generazione di modelli 2D-3D, che avendo ormai raggiunto un’elevata affidabilità possono essere proficuamente adoperati per una moderna gestione della risorsa acqua. 

 
Lo stesso dicasi per un’ulteriore fondamentale applicazione delle tematiche geologiche: ovverosia quella afferente alla bonifica dei siti contaminati . È infatti proprio in questo specifico ambito che si realizza una convergenza di conoscenze e di azioni, che rendono indispensabile l’impiego di tool geologici e informatici di ultima generazione, così da caratterizzare e risanare in maniera efficace porzioni, più o meno estese, di matrici ambientali.
 
Per quanto sopra esposto, appare chiaro come la funzione proattiva della geologia nell’ambito di una salvaguardia/gestione sostenibile e “circolare” delle risorse idriche sotterranee possa essere raggruppata in tre “filoni” principali. 

  • La capacità di progettare “in termini quantitativi”, realizzare e gestire, adeguatamente e in maniera ecosostenibile, nuove infrastrutture dei servizi idrici, in special modo quelle legate alla captazione. Questa è la vera chiave di volta, necessaria per alzare in maniera effettiva il rendimento delle risorse idriche oggetto del prelievo e quindi anche la performance delle opere di captazione, abbattendo al tempo stesso le criticità di tipo quantitativo, legate ad un sovrasfruttamento dei sistemi acquiferi.
  • Le azioni finalizzate alla conservazione e alla protezione di quantità e qualità delle acque estratte dal sottosuolo, nonché al recupero ambientale delle aree dismesse e/o degradate, tra cui degne di menzione sono: l’analisi dei rischi attuali (e potenziali futuri), la stima del grado di vulnerabilità delle matrici ambientali e la mappatura delle zone di protezione/riserva delle acque di falda, soprattutto mediante modellistica idrogeologica.
  • L’attenzione ad una gestione sostenibile delle risorse idriche sotterranee. Tale attività può garantire dei feedback positivi non solo in termini di governance idrica, ma anche di economia circolare, con particolare riguardo a: mitigazione degli effetti collaterali sui sistemi idrici e sugli ecosistemi dipendenti, potenzialmente negativi e derivanti da uno squilibrato prelievo di acque sotterranee; promozione e vigilanza attiva delle zone di protezione/riserva idrogeologica, anche attraverso adeguati accordi di “land stewardship”, con ricadute benefiche in termini di riduzione dei consumi energetici e “carbon footprint”; contributo attivo per la pianificazione dell’uso sostenibile delle risorse idriche sotterranee a medio-lungo termine, così come per la gestione delle riserve disponibili in periodi di magra, anche avvalendosi di adeguati modelli numerici. 

 
Occorre quindi mettere un po’ da parte la visione meramente romantica e quasi “bucolica” del geologo naturalista, per far posto a quella di un tecnico del terzo millennio, capace d’interagire a tutto tondo con altre professionalità del settore, nonché identificare le cause che generano criticità quanti-qualitative nei sistemi idrogeologici e, conseguentemente, trovare le soluzioni ottimali per limitarle e/o annullarle, apportando così un contributo sempre più quantitativo e mirato alla risoluzione di problematiche anche complesse, poiché calate in un quadro ambientale oltremodo dinamico e votato agli eccessi, anche quelli di tipo geologico.

 

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