Analisi ed interventi contemporanei per il recupero degli edifici

Data: 28/11/2019 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica, Progettazione - Strutture / Commenti: 0

 
 Come ogni azione che segue ad un pensiero, anche la scelta di scrivere questo manuale del riuso architettonico, nasce da una domanda e dall’ambizioso obiettivo di dargli una risposta: 
 
Cosa rappresenta per te il costruire sul costruito?
 
Da progettista ho affrontato la scrittura ponendomi in dialogo con altri tecnici, o futuri tecnici, con i quali poter condividere l’amore e la dedizione per l’architettura storica, mettendo al servizio di ogni interessato la conoscenza acquisita dall’esperienza professionale.
 
Per architettura storica non intendo solo quella monumentale, anzi, in particolar modo all’interno del manuale si prende in esame l’operare su architetture cosiddette minori per le quali la tutela ridotta (vincolo…non vicolo?) della normativa specifica rende di difficile inquadramento e controllo la qualità dell’intervento, aspetto troppo spesso sacrificato in virtù di altro.
 
Nelle pagine del manuale si rende infatti la conoscenza tecnica un mezzo, che mediante la definizione di linee guida mira al finale obiettivo di sensibilizzare gli studenti e gli operatori che hanno l’onere e l’onore di costruire sul costruito.
 
Il corpo del testo, in quanto mezzo, non perde la necessaria valenza al raggiungimento dello scopo. Viene così delineata una metodologia che parte dai diversi gradi di conoscenza dell’esistente per arrivare all’esposizione di tecniche contemporanee di intervento ed esempi realizzati in relazione all’uso dei materiali e agli atteggiamenti applicati all’interno del grande tema del riuso.

 

Riuso, un tema senza tempo, che per definizione vive del legame con esso.

 

In Italia a maggior ragione non possiamo fare a meno di confrontarci con il passato e il suo lascito, svolgendo la nostra professione senza timore, ma con rispetto, trasformando il vincolo in opportunità e l’esistente in fonte d’ispirazione.

 

Un gioco di equilibri senza supremazia, dove l’eredità diventa prospettiva.

 

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