Alla scoperta delle antiche strade e piazze di Palermo con Adriana Chirco

Data: 05/12/2019 / Inserito da: / Categorie: Mondi e Culture, Punto Flaccovio, Sicilia e Dintorni / Commenti: 0



Palermo
araba, Palermo normanna, Palermo barocca, Palermo liberty. Quanti volti ha questa città? Forse tanti quanti i suoi abitanti. Dare un’etichetta ad una realtà come Palermo è quasi impossibile.

 

Basta bighellonare per coloratissimi mercati, tra profumi e colori, immergersi nella Storia tra i tanti monumenti, chiese e palazzi, lasciarsi stupire dai mosaici bizantini o dai putti serpottiani che occhieggiano nelle chiese o girare per vicoli, incontrare una popolazione cosmopolita, per comprendere che Palermo è in verità sedimentazione di culture.

 

 

Alla base di tutte le città che Palermo racchiude c’è una sorta di maglia, fatta di vicoli, vanedde, curtigghi, strade, piazze, una rete dove scorre la vita, un substrato dove si sono radicate le varie vicende storiche. Alcune strade sono nate spontaneamente mentre il tessuto urbano si andava trasformando, assumendo la forma di piazza, mercato, luogo di lavoro e di svago.

 

Altre sono state  volute fortemente dall’autorità politica per cambiare il volto della città in base a sempre nuove esigenze di rappresentatività o potere. Così, per esempio, il Cassaro, asse della città storica, non è stato sempre diritto e fino al ‘500 arrivava all’altezza della via Roma, ma è stato “raddrizzato” e prolungato fino al mare per divenire passerella di processioni e sfilate. Piazza Bologni è frutto di un preciso intervento rinascimentale, ottenuta con la demolizione di un intero isolato, mentre piazza Villena, per i palermitani  i Quattro Canti, è il risultato di una “razionale” e geometrica divisone della città in quattro parti.

 

Alcune strade sono sorte per volontà di cittadini potenti che desideravano un accesso di maggiore rispetto al proprio palazzo, altre hanno mantenuto anche per secoli il nome di un artigiano che vi lavorava. Ancora più curiosi i toponimi di animali delle strade che attorniano piazza S. Onofrio, dove, prima delle leggi che ne hanno reso necessario l’allontanamento, si trovava il macello della città.

 

Antichi toponimi fanno rivivere storie e vicende diversissime; si sommano mestieri scomparsi, assolute povertà, nascondigli segreti, fiere, giostre, complotti politici, tradimenti di nobildonne e avventure di prodigiosi cavalieri. Insomma un romanzo lungo parecchi secoli! Per non parlare delle tante processioni religiose che si svolgevano lungo le strade con l’orgogliosa richiesta di una chiesa o di una confraternita di deviarne il corso.

 

 

Questo sistema vitale ha accolto via via le generazioni di palermitani e di stranieri ciascuno dei quali ha lasciato qualcosa. In particolare c’è stata una Palermo aristocratica e attiva, non contemplata tra le varie peculiarità con cui Palermo è da sempre identificata. Era la città del quattro-cinquecento, che oggi riemerge prepotentemente con nuove indagini storiche, misurata attraverso i percorsi commerciali che legavano i mercati, che si confrontava già con problemi di traffico, di espansione urbana e con la necessità di strutture pubbliche adeguate e che già programmava quelle “riforme”, allargamenti, nuovi quartieri, il grande porto, la nuova suddivisione della città, che alle soglie del ‘600 avrebbero definitivamente cambiato il suo volto; la città che costruiva palazzi al posto delle case, dimore sfarzose con cortili e torri, gli stessi edifici che gli eredi, ormai inseriti nell’ambito della nuova nobiltà di stampo spagnolo, avrebbe trasformato per adattarli a nuovi costumi sociali.

Dopo decenni di abbandono del centro antico, che hanno determinato una sorta di amnesia degli spazi urbani e del loro uso e significato nella vita quotidiana, si assiste oggi ad una riscoperta di questi spazi, seppure con modalità diverse da quelle delle origini.

 

 

Ho voluto quindi raccogliere e raccontare questi episodi, piccoli, meno gloriosi di altre vicende storiche, perché resti testimonianza di un passato, non da guardare con rammarico o rimpianto, ma come dimostrazione che se la città è fatta di luoghi, strade, piazze, vicoli, la storia di una città  è fatta dagli uomini e dalle donne che l’hanno vissuta e la vivono, e spesso le loro “storie” nascondono aneddoti ed episodi che fanno sorridere.


Ringraziamo di cuore la dottoressa Chirco e ricordiamo ai nostri amati lettori che sarà presente l’11 dicembre alle 18 presso la Sala Eventi del Punto Flaccovio di Palermo per un viaggio unico nella storia, nell’architettura, tra le strade e le piazze di una Palermo unica che ha tanto da raccontare.

Vi aspettiamo!

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