Gelosia: da amore maturo a ossessione patologica. Come ridimensionarla

Data: 19/12/2019 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica, Mondi e Culture, Psicologia / Commenti: 0

“Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l’altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri”.
(Roland Barthes 1977)

 
Da cosa è causata la gelosia? 
 
La gelosia, molto spesso, è dettata e alimentata dal timore di perdere la persona amata a causa di un rivale: questo timore è presente anche se, in realtà, la reale minaccia di un terzo incomodo nella relazione di coppia è del tutto assente (D’Urso, 1995).
 
Le situazioni che provocano gelosia possano essere diverse, però: può avere delle reali fondamenta ma può anche essere causata dalla presenza di paure infondate che caratterizzano la persona gelosa.
 
Come facciamo, per esempio, a capire quali sia il livello ottimale di gelosia?
 
Come possiamo distinguere la gelosia sana dall’ossessione patologica? 
 
Gelosia nell’amore maturo 
 
C’è un vero e proprio confine che delimita ciò che può essere definito “normale” e ciò che, invece, sconfina nel patologico.

Molte volte tale confine è davvero molto labile e difficilmente si riesce a capire e a gestire ciò che sta succedendo, soprattutto se abbiamo a che fare con i sentimenti e le relazioni.
 
Ma se dovessimo parlare della gelosia “normale”, a cosa dovremmo fare riferimento?

La gelosia in genere è associata all’amore e quindi, se manca, diviene un problema, proprio perché ci si sente poco amati. Questo sentimento ci aiuta insomma a mantenere il rapporto vivo: la dinamica che viene ad instaurarsi ci permette di farci sentire amati e punzecchiati, nel modo giusto.  
 
Gelosia che diviene ossessione patologica 
 
La gelosia diventa un problema e può essere definita patologica quando è in grado di modificare i pensieri, i sentimenti e i comportamenti di un soggetto, in assenza di prove oggettive che dimostrino l’infedeltà del partner o quando si basa su presupposti rigidi e molte volte slegati dalla realtà come: “Nessun uomo deve toccare mia moglie, neanche con un dito!”
 
Per il soggetto geloso, la sua stessa gelosia può dunque divenire un problema, poiché la sua vita arriva ad essere dominata da dei pensieri intrusivi: ogni cosa ruota attorno alla gelosia e a tali pensieri correlati. Ovviamente, essendo tormentato dalla dinamica che si viene a instaurare, il soggetto tenderà ad agire di conseguenza, mettendo per esempio in atto diversi comportamenti che mirano a controllare il proprio partner, controllando i suoi spostamenti, il suo cellulare, la sua pagina Facebook, le sue tasche.
 
Fino ad arrivare a vietare l’uscita dell’altro o anche solo l’andare in palestra da solo, per esempio.
 
Tutto ha un unico obiettivo: avere sotto controllo il partner per evitare che la propria relazione sia messa a rischio da un ipotetico terzo. 
 
Conseguenze della gelosia patologica 

 
Ma quali sono le conseguenze della gelosia, soprattutto se patologica? Nonostante le “credenze” della persona gelosa, la gelosia non ha effetti positivi.
 
Certo, quando limitata e non invade la vita del partner, può essere adattiva e una dimostrazione d’amore, come affermato anche prima.
 
Ma quando non è così e, invece, invade la vita dell’altro e la sua persona? Quando il controllo diviene l’unico pensiero, cosa causa?

Effetti totalmente negativi che possono determinare la rottura e la fine del rapporto.
 
Come possiamo stare con una persona che cerca di controllarci e limitarci? In questi casi non può che sorgerci il dubbio: questo è amore o una forma di ossessione e controllo?

Come possiamo vivere bene una relazione se ogni gesto viene visto come sospetto? E d’altro canto, come può resistere un partner se viene messo costantemente sotto accusa?
 
Tutto ciò non può che minare il rapporto perché viene messo a dura prova un elemento fondamentale della relazione, la fiducia.

Essere eccessivamente gelosi infatti può significare anche questo: non fidarsi dell’altro.

Per non parlare di tutte le conseguenze catastrofiche associate alla gelosia, a quei gesti estremi, come la violenza o veri e propri omicidi.

Questo perché per il soggetto geloso diviene primario “proteggere” la sua proprietà dal mondo circostante: ecco che tutto diviene motivo di gelosia e e per questo vengono ad innescarsi risposte involontarie e incontrollabili.  
 
Come ridimensionare la gelosia?

Come detto anche prima, la gelosia è una reazione normale che tutti noi sperimentiamo o che abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita. Può però poter diventare davvero pericolosa: un vero problema per il nostro rapporto.

Proviamo a dare una strategia efficace per ridimensionarla. 
 
Scrivete ciò che vi fa stare male, ma che esiste solo nella vostra testa 
 
Molte volte la gelosia è determinata da pensieri e idee che esistono solo nella nostra testa e nella nostra immaginazione: per esempio, chi è geloso spesso interpreta erroneamente ogni tipo di stimolo ed evento.
 
Il mio partner non risponde al telefono? Probabilmente è con qualcun’altra e mi sta tradendo.
 
Tutto ciò, spesso, sfocia in comportamenti aggressivi o freddi verso il proprio partner fino ad alimentare un allontanamento o dubbi nell’altro. Perché non scrivere ciò che vi fa stare male o ciò che vi fa molto arrabbiare?

Provate a buttare giù i vostri pensieri, descrivendo nel dettaglio quello che immaginate che il partner stia facendo mentre è fuori senza di voi.

Questo vi aiuterà a razionalizzare ciò che vi sta succedendo.

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