Come sarà il mondo del lavoro tra dieci anni?

Data: 10/01/2020 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica, Mondi e Culture / Commenti: 0


Sono trascorsi i primi venti anni di questo millennio, e stiamo gradualmente riprendendo i nostri impegni lavorativi, consapevoli della crisi economica, consapevoli dei cambiamenti che dovremo affrontare, e delle difficoltà e sfide che incontreremo durante quest’anno.
 
Ma se volgiamo lo sguardo al passato, sicuramente possiamo riflettere sulla portata degli eventi e delle situazioni che hanno portato ad un radicale cambiamento del mondo come noi lo conosciamo oggi. Questi cambiamenti, soprattutto in ambito informatico e digitale, ci vengono propinati come aggiornamenti tecnologici, come nuove opportunità, ma in realtà sono vere e proprie rivoluzioni tecnologiche che stanno modificando importanti assetti socio-economici del nostro mondo.
 
Parlo di tecnologie come l’uso sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale (AI, Artificial Intelligence) o l’internet delle cose (IOT, Internet Of Things). Se pensate che stia parlando di concetti astratti, posso raccontarvi di una cena con amici, in cui ritrovo foto di anni prima sul mio smartphone semplicemente inserendo delle parole chiave nell’applicazione Google Foto: algoritmi di intelligenza artificiale riescono a riconoscere un volto e associarlo a una persona, oppure una casa, un albero, una montagna o una spiaggia, per non parlare di date o giorni, e selezionare per categorie le migliaia di immagini che generalmente scattiamo da uno o più dispositivi. Avremo presto automobili che si guidano da sole, e già esistono treni e metropolitane senza conducente.
 
Oggi il nostro ufficio è cambiato, come viene mostrato nel fantastico video dell’evoluzione della nostra scrivania: “Evolution of the desk” creato da Harvard Innovation Lab, ove è mostrato il trasferimento sul pc di una vasta serie di accessori che comunemente occupavano il nostro ufficio dal 2014 al 2018. L’agenda, la rubrica, l’orologio, la penna, il quaderno, il tipp-ex, i post-it pro-memoria, il giornale via via scompaiono dalla scrivania per finire sul laptop. Presto non esisterà più nemmeno quello, e si potrà fare tutto su smartphone. Nel mio ultimo libro: “Abbiamo fatto rete!” edito da Dario Flaccovio, intraprendo un percorso virtuale nell’ufficio ideale per discutere con i professionisti di settore in dettaglio tutti questi aspetti. 
 
Comprendere la nostra realtà è anche un modo di capire perché alcuni modelli di business funzionano ed altri no. Quando guardo mio figlio, che appartiene alla generazione dei post-millennials, mi rendo conto che il suo metodo di apprendimento, anche nel gioco, è diverso da quello che apparteneva alla mia generazione. Se per esempio sta facendo un videogioco e ha difficoltà a salire di livello, guarda un video su YouTube ed apprende come poter fare per sbloccare la situazione. Più in generale, oggi la conoscenza è diffusa e partecipata. Nessuno apre più la vecchia enciclopedia impolverata, ma su Wikipedia si cerca l’informazione, che a sua volta è stata aggiornata da fonti sconosciute e allo stesso tempo autorevoli.
 
La società liquida è costretta ad adeguarsi ai cambiamenti, che beninteso non ha scelto, ma le sono stati imposti. Come un liquido che si adatta al suo contenitore, la gente si abitua gradualmente a prenotare le vacanze su internet senza andare in agenzia turistica, ad utilizzare conti correnti online senza andare più in banca, ad acquistare su e-commerce senza andare più in negozio. Ciò che è già disponibile in formato digitale ci viene consegnato immediatamente appena viene terminata la transazione, per il resto ci sono ancora i corrieri. Magari un giorno verranno sostituiti da droni automatici che consegneranno a domicilio in tempo record. 

 
Molte delle nostre professioni non esisteranno più. Sempre più persone lavoreranno da casa o da qualsiasi altro posto del mondo, purché connessi in rete, e cambieranno di conseguenza le tipologie di contratti e di conseguenza anche il modo di controllare il nostro lavoro. Probabilmente lavoreremo a progetto e non a tempo. Ma quello sicuramente avverrà è che tutte quelle posizioni che possono essere sostituite da un assistente automatico, da un robot o da un computer scompariranno in breve tempo.

Oggi siamo ancora in tempo per comprendere il cambiamento e prendere le dovute precauzioni. Siamo ancora in tempo per hackerare il sistema e cogliere i vantaggi di questa macchina digitale che ha semplificato di molto le procedure e quasi annullato i costi. Il miglioramento tecnologico – intendiamoci – non è stato fatto per farci risparmiare o per ridistribuire a noi gli utili, ma essenzialmente per fare in modo che noi siamo costretti ad usare quelle piattaforme tecnologiche. Ricordate quando fu lanciato il sistema operativo con le finestre? Un grande vantaggio potersi spostare da una applicazione ad un’altra semplicemente spostando delle finestre. Oggi è quasi impossibile tornare indietro. Però possiamo hackerare il sistema. Mio figlio che ha otto anni sa già come fare! Al fine di imparare una mossa o una strategia per vincere il livello (che il progettista del gioco ha volutamente reso complicato), cerca il video relativo su YouTube e poi soddisfatto viene da me a mostrarmi il nuovo traguardo raggiunto. E noialtri?

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