Le peculiarità abitative per le persone disabili

Data: 27/01/2020 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica, Progettazione - Strutture / Commenti: 0


Negli anni più recenti sono stati pubblicati anche in Italia numerosi testi dedicati alla progettazione per la disabilità, ma l’orientamento preminente è ancora oggi quello di illustrare i termini del DM 236/89, un testo di legge che si occupa essenzialmente delle barriere architettoniche, escludendo tutti i problemi che derivano dalla presenza degli  altri numerosi tipi di barriere che ostacolano chi ha problemi di varia altra natura, come il daltonismo, quelli  psichici o quelli comportamentali.
 
La collana Principi di progettazione universaleaffronta in profondità, seppure a livello pratico, la vasta gamma di argomenti specifici che coinvolgono non solo gli anziani ma tutti quei diversamente abili che devono poter vivere la propria vita a casa loro, senza difficoltà o preclusioni, con sicurezza e con serenità. 
 
Con la fine del concetto di vita patriarcale, il nostro attuale modello di società tende a estromettere dall’ambito familiare tutti gli individui che richiedono una qualche particolare assistenza, in primo luogo le persone anziane che offrono di disabilità di un certo rilievo. Alternativamente, non poche tipologie di disabilità permettono a chi ne è affetto di poter continuare a vivere nell’ambiente familiare, come nel caso delle persone portatrici della sindrome di down.

E’ ampiamente dimostrato che la mancanza di calore familiare porta non solo a un impoverimento spirituale e affettivo ma anche a un accorciamento della vita di questi soggetti (che in moltissimi casi non è affatto breve, come invece un errato luogo comune sottolinea).
 
I soggetti down, citati fra i numerosi casi di disabilità descritti nella prima monografia Fondamenti, richiedono molta attenzione per evitare che si instaurino deficit cognitivi o intellettivi, che non sono affatto legati in senso stretto alla trisomia 21. Questa in effetti provoca un ritardo mentale lieve o moderato, ma che risulta variabile soprattutto in funzione del contesto educativo e ambientale in cui il soggetto cresce.
 
Riuscire a creare un ambiente fisico familiare accogliente e positivo, dove chi ha particolari necessità possa esplicitare i suoi bisogni intellettivi, culturali e affettivi, non è soltanto un fatto di sensibilità, ma in primo luogo progettuale e tecnico. E questi sono i presupposti su cui è fondata la collana monografica, dedicata specificatamente alle innumerevoli problematiche che possono insorgere in un’abitazione durante l’arco di vita delle persone, che viene analizzata ambiente per ambiente, nell’ottica dei principi dell’universal design.
 
Una rilevante problematica preliminare è data innanzitutto dalla salubrità dell’abitazione, trattata in modo specifico nella seconda monografia “Gli ambienti confinati”, e una seconda problematica, ampiamente ignorata in altri testi, è affrontata nella terza monografia “Gli artefatti considerando l’interazione individuo-ausilio-oggetto-spazio e l’importanza della realtà transizionale e del concetto di Lebenswelt, ovvero del rapporto affettivo che la persona instaura anche con un oggetto inanimato come la bambola per le bimbe e l’orsacchiotto per il bimbo. In questa collana due monografie sono dedicate agli aspetti edili e impiantistici dell’abitazione e la sesta, che conclude la prima parte della serie, affronta un esame delle caratteristiche funzionali degli ambienti abitativi, che devono poter rispondere a una serie di prestazioni oltremodo complesse e che non sono solo puramente materiali.

 

(Fonti immagini: Polymerek 2008, BY-SA Creative Commons, www.pubblicarb.it)

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