Umidità sui muri: interventi per un risanamento completo e permanente

Data: 13/02/2020 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica / Commenti: 0


Nel degrado delle murature l’umidità da risalita fa certamente la sua parte, anche se la fonte d’acqua potrebbe non essere di origine naturale, come ad esempio una fognatura che perde. 
 
L’acqua proveniente dal sottosuolo consente l’ingresso all’interno della muratura delle sostanze disciolte come i sali, che costituiscono la reale causa del danno.
 
Come fa l’acqua a risalire nelle murature? Lo fa attraverso il fenomeno della risalita capillare, e appena possibile, tende ad evaporare dalle superfici esposte all’aria lasciando al loro interno i sali che con il tempo si accumulano sotto forma di cristalli.
 
Oltre alla presenza di umidità, i classici sintomi dell’esistenza dei cristalli di sali sono le efflorescenze e le sub-efflorescenze che dipendono dall’evaporazione di una so­luzione salina dalla superficie di un muro. Le prime sono innocue, per intenderci basta semplicemente spaz­zolarle via. 
 
Le seconde no, diciamo infatti che sono la causa di tutti i danni.
 
Come affrontare la situazione e impedire la formazione di cristalli? 

Molti metodi risolvono il problema nel modo più semplice e drastico: basta impedire, in un modo o nell’altro, l’evaporazione stessa dalla superficie.
 
Senza evaporazione non si potranno formare i temuti cristalli e non ci saranno danni. Altri metodi contemplano vari modi di rimuovere i cristalli o di neutralizzarli chimicamente, eccetera.
 
A questo punto la domanda sorge spontanea: una volta scelto il metodo, che aspettative di durata avrà? Sarà efficace e definitivo? Un rimedio temporaneo o perma­nente? Inoltre, che effetto avrà sulle condizioni di vivibilità di un ambiente? Le considerazioni che seguono vogliono illustrare le singole proposte per un risanamento di murature completo. 


Far fronte alle efflorescenze e alle sub-efflorescenze


Le efflorescenze bianche abbiamo detto che non cagionano danni, ma quasi sempre sono sintomo della presenza anche di dannose sub-efflorescenze. Non confondiamoci: basta spazzolarle via.   
 
Estrarre e rimuovere le sub-efflorescenze consegue un risanamento immediato molto duraturo. Ciò soprattutto perché elimina il rischio di futuri danni causati dalle loro ri-cristallizzazioni. Se abbi­nato ad una barriera alla risalita, il risanamento sarà permanente.

Come effettuare l’operazione? Tre possibilità:

  • estrarle e rimuoverle tramite impacchi estrattori;
  • estrarle e immagazzinarle entro intonaci macroporosi;
  • cercare di sciacquarle via dal muro.

 
Qui vorrei fare qualche cenno al primo metodo, perché è quello che usano i restauratori per cercare di salvare i capolavori artistici e poi, perché da anni troviamo sul mercato un impacco bio-estrattore senza argille e pronto all’uso, super economico per l’utilizzatore e usato in Italia, ma anche nei siti patrimonio UNESCO nel mondo. 

 
Si tratta di un metodo non invasivo e soprattutto l’impacco non è un metodo additivo. Infine, ma non per ordine di importanza, corrisponde senza dubbio alla migliore filosofia bio. Il pianeta ringrazia.

 

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