Il sogno di YouTube: che fine ha fatto la rivoluzione promessa dai social?

Data: 24/03/2020 / Inserito da: / Categorie: Economia - business, Mondi e Culture / Commenti: 0

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Sono passati oltre 10 anni e dall’infanzia si va sempre più verso l’adolescenza dei social network: la nostra conoscenza di questi strumenti ha passato lo stadio superficiale e il nostro approccio a internet diventa sempre più maturo anche se, spesso, ancora problematico.
 
All’epoca dell’avvento di internet, siamo stati in tanti a vedere in questo mezzo la possibilità di realizzare un mondo diverso. Sulle tecnologie digitali si sono concentrate le speranze di libertà e di progresso, non solo di molti entusiasti, ma persino di intere popolazioni. Però, il miglioramento delle condizioni di vita si è realizzato solo in parte e il sogno di una società più libera e democratica grazie a internet viene spesso offuscato da notizie riguardo l’abuso degli strumenti tecnologici. Stiamo andando verso un mondo distopicamente dominato dalla tecnologia, stile Black Mirror su Netflix, oppure i social network e gli strumenti digitali possono avere un ruolo diverso nel nostro futuro?
 
Il caso di YouTube è particolarmente emblematico per comprendere la contraddizione costante in cui ci troviamo quando parliamo di media: da una parte celebrata come nuova frontiera della comunicazione, di un’informazione più libera ma anche di una democratizzazione della popolarità; dall’altra accusata di essere la fonte dei più svariati problemi sociali e di un diffuso disagio giovanile. Perdita di valori, appiattimento culturale, esibizionismo, isolamento, violenza e dipendenza sono solo alcuni degli elementi della narrazione demonizzante di cui YouTube, e altre piattaforme, sono spesso oggetto: quanto di tutto ciò è vero?
 
Frettolose semplificazioni come quelle che troviamo nelle frasi che cominciano con “è tutta colpa di” e continuano con il nome di uno strumento tecnologico, cosa nascondono veramente? Cosa succede quando diamo la colpa a YouTube, o a un’altra tecnologia, per le cose che non ci piacciono del mondo?
 
Mi sono messa alla ricerca delle risposte a queste domande per motivi personali. 8 anni fa ho aperto “TuttosuYouTube”, un canale YouTube dedicato alle modalità di promozione esistenti proprio su YouTube, insomma un canale-guida per gli aspiranti youtuber, anche se all’inizio non l’avevo visto esattamente così. Questa esperienza si è rivelata piena di sorprese e insegnamenti, molti dei quali derivanti dall’incontro con un pubblico inaspettato, ragazzi tra gli 11 e i 20 anni che mi hanno spinta a ricercare le radici umane del mio rapporto con la tecnologia. 
 
Il libro “Il sogno di Youtube”, in uscita il 26 marzo, è frutto di questo incontro speciale e propone degli strumenti concreti per superare lo stereotipo sui media e sulle nuove generazioni, riducendo la distanza tra generazioni diverse e punti di vista differenti su temi tanto importanti per la crescita dei ragazzi. L’obiettivo è quello di facilitare il difficile dialogo intergenerazionale per migliorare la relazione adulti-giovani su questi temi, restituendo autorevolezza ai primi e comunicando fiducia ai secondi.
 
All’interno del libro troverai idee e strumenti utili a educatori, genitori, formatori e a tutti coloro che desiderano comprendere più a fondo il “fenomeno YouTube” e acquisire strumenti utili per comprendere meglio il significato dell’esperienza online di figli e studenti, semplici soluzioni linguistiche per rivoluzionare il nostro modo di pensare e vivere il mondo digitale in un’ottica tecno-equilibrata ed aperta al dialogo. Si tratta innanzitutto di innovare il linguaggio per tornare ad essere percepiti come adulti competenti, punto di riferimento anche sulle tematiche digitali, e indirizzare la crescita dei nostri ragazzi verso un uso equilibrato e costruttivo delle tecnologie, qualsiasi esse siano.
 
Si tratta innanzitutto di capire… cosa vogliamo comunicare ai più giovani? Scopriremo che, decifrando il codice della rete, si decifra anche il codice dell’umanità, un alfabeto di possibilità pronto a scrivere la storia che noi desideriamo.

 

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