Sfondellamento e distacco di intonaco: prevenire è meglio che curare

Data: 26/03/2020 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica, Ristrutturazione - Restauro - Recupero / Commenti: 0

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Lo sfondellamento e distacco di intonaco sono da sempre un serio problema nel mondo dell’edilizia. 

Spesso è un fenomeno sottovalutato, purtroppo, anche perché può rappresentare un pericolo per le persone, dato il peso generato dal distacco.  

Durante il 2019 si sono verificati troppi casi di degrado, 262 precisamente, prevalentemente con situazioni che riguardavano il solaio.  

Come si verifica lo sfondellamento? 

La sua manifestazione è sotto forma di degrado delle componenti non strutturali del solaio in laterocemento con distacco e caduta di intonaco di finitura, cosi come il distacco e la caduta delle cartelle inferiori delle pignatte. La prevenzione è tutto, soprattutto per salvaguardare e tutelare le persone nell’ambiente circostante.  

La causa dello sfondellamento è dovuto a più fattori: 

  • l’uso di materiali di cattiva qualità e molto spesso ciò si evidenza anche dopo molto tempo dalla realizzazione dell’opera che, sul breve periodo, risulta apparentemente perfetta;
  • il sovrappreso;
  • l’età degli edifici, che possono determinare l’alterazione dei solai;
  • le infiltrazioni;
  • difetti di progettazione strutturale


Osservando le conseguenze dello sfondellamento, si nota come non determini danni strutturali al solaio in laterocemento, provocando danni ai locali colpiti, oltre che al contenuto. Insomma, non è un evento da sottovalutare e in relazione al quale la sola arma a disposizione è una puntuale prevenzione.

Come attuare la giusta prevenzione?  

Bisogna impiegare soluzioni sicure e certificate, ossia interventi di messa in sicurezza per proteggere da eventuali crolli, con scelte di manutenzione opportune ed efficaci.  

La messa in sicurezza dei solai è il nodo della questione, l’aspetto principale su cui focalizzarsi e da non sottovalutare per avere tutto sotto controllo ed evitare spiacevoli conseguenze, come ad esempio di cagionare danni a una moltitudine di persone, come potrebbe accadere nel caso di crolli legati a edifici come le scuole.
La manutenzione preventiva è la chiave: analizzare i plafoni e monitorarli, prima di tutto. 
 
Per individuare le anomalie esiste il metodo di indagine non distruttiva con la termocamera a infrarosso: l’analisi permette di osservare la situazione dal punto di vista strutturale, le travi principali e secondarie, cosi da formulare opportune ipotesi. 
 
Si individueranno in tal modo eventuali infiltrazioni o umidità che potrebbero deperire il laterizio. 
 
Esiste poi la battitura manuale per individuare e valutare anomalie nel solaio e la gravità o estensione del fenomeno. Anche questo è da annoverare tra i metodi di indagine non distruttiva che si basa sulla analisi della risposta acustica del plafone a un’azione motoria controllata per individuare il grado di rischio preventivo di sfondellamento. 
  
La scelta del metodo, chiaramente, dovrà tenere conto del tipo di solaio, valutando il rischio legato a quello specifico solaio.


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