La figura del tecnico competente in acustica

Data: 22/05/2020 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica / Commenti: 0

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La figura del Tecnico Competente in Acustica Ambientale (TCAA) nasce con la Legge Quadro 447/1995; la denominazione è stata modificata in Tecnico Competente in Acustica (TCA) dal D.Lgs. 42/2017. Le competenze professionali definite dalla legislazione vigente indicano il TCA quale professionista autorizzato ad effettuare le misurazioni, verificare l’ottemperanza ai valori definiti dalle vigenti norme, redigere i piani di risanamento acustico, svolgere le relative attività di controllo. 
 
L’attività del Tecnico Competente in Acustica riguarda una molteplicità di ambiti professionali, tra cui i principali sono i seguenti.
 
Misure, ad esempio il rumore prodotto dal traffico stradale, ferroviario, portuale, aeroportuale, e da stabilimenti, industrie o attività commerciali.
 
Acustica ambientale, dove viene valutata l’influenza delle attività umane sull’ambiente esterno e, in casi specifici, dell’ambiente esterno sulle attività umane; ad esempio la costruzione di nuovi edifici residenziali in un ambiente acusticamente inquinato necessita di operare la bonifica acustica dello stesso.
 
Acustica architettonica, disciplina che riguarda la gestione del rumore associato agli edifici, dai casi più comuni di progettazione di isolamento acustico rispetto ai rumori aerei e di calpestio provenienti dall’ambiente esterno e dalle unità immobiliari limitrofe fino a quelli più specifici di progettazione acustica di grandi spazi, quali teatri, scuole, auditorum, in cui è necessario garantire una qualità adeguata dell’ascolto della musica o della parola.
 
Acustica negli ambienti di lavoro: in accordo con le prescrizioni del D.Lgs. 81/08 è necessario garantire ai lavoratori un ambiente acustico sotto controllo, con contenimento e miglioramento continuo dei limiti di esposizione sonora degli stessi.
 
Acustica forense, con particolare riferimento al contenzioso in materia di rumore. 
 
Aspetti legislativi 
 
Si noti che, pur essendo la Legge Quadro 447/1995 anteriore esattamente di dieci anni rispetto al D.Lgs. 192/2005 che ha introdotto sul territorio nazionale l’obbligo della certificazione energetica degli edifici, la disciplina acustica ancora oggi, soprattutto in molti Comuni minori, non trova completa applicazione, limitando fortemente la richiesta professionale di tecnici qualificati in materia. 

 
Anche lo strumento della classificazione acustica delle unità immobiliari secondo la norma UNI 11367 è applicabile su base volontaria e trova applicazione cogente solo per il rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) degli edifici della Pubblica Amministrazione o per le nuove costruzioni in un numero limitato di Comuni. L’estensione dell’ambito applicativo della UNI 11367 comporterebbe la necessità di molti professionisti adeguatamente formati e dotati di idonee strumentazioni per l’esecuzione delle prove in situ necessarie all’emissione dei certificati acustici degli immobili.
 
Il numero di iscritti all’Elenco Nazionale dei Tecnici Competenti in Acustica (ENTECA) è di circa 11.400 persone in tutta Italia, con il 43% compreso tra Lombardia, Campania, Emilia-Romagna e Marche. Volendo operare un confronto, una stima sui certificatori energetici abilitati su tutto il territorio indica circa 138.000 professionisti, senza contare che alcune Regioni non hanno ancora costituito l’albo oppure non lo hanno reso pubblico. Questo significa che mediamente a livello nazionale per ogni tecnico acustico sono presenti 12 certificatori energetici. Ad esempio, in Regione Sicilia il rapporto è di 80 certificatori energetici ogni TCA, mentre in Liguria è di 25 a 1. Si osservi poi che nell’elenco nazionale dei TCA circa il 40% degli iscritti non è professionalmente attivo in quanto facente parte di enti istituzionali o comunque di soggetti verificatori; qualora la normativa acustica fosse applicata e richiesta nel suo complesso, al pari di quella energetica, non vi sarebbero risorse professionali sufficienti a soddisfare la domanda.

A questo scenario si aggiunge il fatto che l’accesso al ruolo è stato completamente rinnovato dal D.Lgs. 42/17, che elimina la fase dell’apprendistato. Prima del decreto, coloro che erano in possesso di determinati titoli di studio in ambito tecnico-scientifico potevano richiedere iscrizione all’elenco regionale dei TCAA una volta effettuati due/quattro anni (laurea/diploma di scuola secondaria) di apprendistato certificato presso un TCAA già iscritto. Ora è invece istituito un corso abilitante alla professione di TCA, il cui accesso richiede obbligatoriamente la laurea (anche triennale); l’elenco completo dei titoli di studio ammessi per diventare TCA è riportato nell’Allegato 2 del D.Lgs 42/17. Il corso per diventare TCA è particolarmente impegnativo e rigido: la legge impone 120 ore di teoria (è consentito al massimo il 20% delle ore di assenza) e 60 ore di esercitazioni pratiche (nessuna ora di assenza è consentita). 
 
La formazione a distanza non può superare il 50% delle ore di teoria e può essere erogata solo in modalità “blended” e non a distanza, ossia con gli studenti presenti in aula sotto la guida di un tutor e solo il docente in remoto. È quindi richiesta una prova finale articolata in tre parti (teorica, pratica e colloquio). L’intento del legislatore dietro a queste severe prescrizioni è di porre l’accento sull’importanza dell’acquisizione da parte dei discenti dell’esperienza sia teorica sia pratica nella misurazione e nell’elaborazione dei dati acquisiti, nonché di una sensibilità ambientale per la redazione delle valutazioni previsionali e di verifica di compatibilità ambientale di attività commerciali, produttive, logistiche e di trasporto. In questo senso, infatti, durante il corso di formazione non sono ammesse assenze nelle ore di esercitazione e due parti della prova finale (colloquio e pratica) interessano prevalentemente le esercitazioni stesse.
 
Il D.Lgs. 42/2017, infine, prevede un regime transitorio di durata non superiore ai 5 anni dalla data di entrata in vigore, con scadenza quindi ad aprile 2023, secondo cui può essere iscritto all’ENTECA anche chi, pur non possedendo una laurea triennale o magistrale, abbia conseguito un diploma di scuola media superiore ad indirizzo tecnico-scientifico e sia in possesso dei seguenti requisiti:
 
a) aver svolto attività professionale in materia di acustica applicata (ad esempio bonifiche, zonizzazioni acustiche, attività nell’acustica forense, misurazioni ambientali e verifica di rispetto dei limiti) per almeno quattro anni, decorrenti dalla data di comunicazione dell’avvio alla regione di residenza, in modo non occasionale, in collaborazione con un tecnico competente ovvero alle dipendenze di strutture pubbliche di cui all’articolo 2, comma 8, della legge 26 ottobre 1995, n. 447, attestata da idonea documentazione; la non occasionalità dell’attività svolta è valutata tenendo conto della durata e della rilevanza delle prestazioni relative ad ogni anno;
 
b) avere superato con profitto l’esame finale di un corso in acustica per tecnici competenti (180 ore) svolto secondo lo schema riportato nell’allegato 2.

A partire da aprile 2023, tale regime transitorio cesserà precludendo definitivamente l’accesso al corso abilitante e quindi alla professione a tutti coloro che non sono in possesso della laurea. 
 
La professione del tecnico competente in acustica 
 
Come anticipato nell’introduzione, ci sono cinque principali ambiti applicativi relativi alla professione di Tecnico Competente in Acustica. 

 
Misure: questa è la prima, fondamentale attività professionale del TCA. Le misure in genere sono inerenti al traffico stradale, ferroviario, portuale e aeroportuale ed al rumore prodotto dalle attività produttive e dalle attività commerciali. La misura è un aspetto che non deve essere mai sottovalutato in ogni settore, specialmente in quello acustico. Esiste un nutrito corpo normativo che prescrive modalità standard di misura per molteplici differenti casistiche al fine di garantire la ripetibilità delle misure stesse e valutarne l’incertezza e l’affidabilità. In tale contesto, un contributo non trascurabile, legato all’esperienza nella professione di TCA, è quello di sapere elaborare le misure escludendo opportunamente i rumori “spuri”, non caratteristici del rumore che è stato misurato. E’ inoltre importante osservare che la professione del tecnico competente non è limitata alla mera applicazione delle prescrizioni, in quanto esistono molteplici situazioni in cui risulta difficile calare gli standard normativi nella realtà territoriale e produttiva ed è quindi necessario il contributo fondamentale del tecnico per gestire al meglio la problematica del rumore. 
 
Acustica ambientale: in questo contesto il TCA, dopo aver effettuato tutte le misure necessarie, studia l’impatto del rumore sull’ambiente e il clima acustico ante e post-intervento. Le pratiche professionali da produrre spaziano da quelle più semplici, quali ad esempio la valutazione in deroga del rumore prodotto da un cantiere provvisorio o da una manifestazione temporanea, a quelle più articolate, quali ad esempio le valutazioni previsionali di impatto e clima acustico, fino ad arrivare alla redazione della zonizzazione acustica di un comune. Le valutazioni di clima acustico sono particolarmente articolate in quanto necessitano della valutazione sia del rumore prodotto dalla nuova costruzione sull’ambiente circostante sia della compatibilità della nuova costruzione con il rumore ambientale presente nell’area.
 
Acustica architettonica: è il settore dedicato alla propagazione del suono negli ambienti confinati e tra gli ambienti confinati e l’ambiente esterno. Il rispetto dei requisiti acustici passivi, sia a livello previsionale che in opera, è l’applicazione più comune, volta a garantire prestazioni acustiche minime nelle nuove strutture edilizie al fine di garantire il comfort acustico negli ambienti interni. Assumono importanza nel caso di edifici esistenti anche le bonifiche degli ambienti ove l’inquinamento acustico è superiore ai limiti previsti dalla legislazione vigente. L’acustica architettonica comprende anche la progettazione e la correzione acustica degli ambienti in cui assume particolare importanza la qualità percepita del suono, quali teatri, auditorium, aule, sale convegni.  

 
Acustica negli ambienti di lavoro: in questo ambito, che riguarda la valutazione dell’esposizione al rumore dei lavoratori, è possibile incontrare anche colleghi che non siano TCA. Il D.Lgs. 81/08 prescrive infatti che le valutazioni di esposizione siano condotte da “personale qualificato in possesso di specifiche conoscenza in materia” (per tipologia, formazione scolastica, eventuali corsi di specializzazione, eventuale iscrizione ad albo, curriculum professionale). Il contributo aggiuntivo che può essere dato dal TCA è legato alla corretta valutazione del livello di rumore dell’ambiente lavorativo oltre a quello di esposizione del lavoratore. Un’altra applicazione di prestazione professionale richiesta al TCA è rappresentata dalle attività di misura e di prescrizione necessarie per ottemperare al rispetto di quanto previsto dal DPCM n.215 del 16/04/1999, che introduce limiti all’uso di impianti elettroacustici nei luoghi di intrattenimento danzante aperti al pubblico, compresi circoli privati e pubblici esercizi, sia al chiuso sia all’aperto. Con questo decreto si richiede che un TCA individui le procedure o le attrezzature necessarie da applicare agli impianti elettroacustici affinché l’esposizione al rumore del pubblico e dei lavoratori non superi i limiti imposti.
 
Acustica forense: lo sviluppo non organico delle nostre città vede molto spesso lo stretto contatto tra abitazioni e attività commerciali, turistiche o ludiche, specie nei centri storici ad altissima densità abitativa. Si pensi ad esempio alle località balneari della riviera ligure dove in prossimità dei centri storici sono presenti attività turistiche e ristoranti: è soprattutto in questi contesti che negli ultimi anni si ha avuto una crescita esponenziale dei contenziosi giudiziari in tema di rumore, non solo per problemi di vicinato, ma anche per la difficile coesistenza tra le attività rumorose ed il tessuto residenziale urbano.
 
Il testo Applicazioni Pratiche di Acustica, pubblicato nel 2013 (autori Ing. Stefano Bergero, Ing. Maurizio Bernardoni, Ing. Paolo Cavalletti, Ing. Anna Chiari), costituisce ad oggi un valido testo in linea con i contenuti previsti dal D.Lgs. 42/2017 per la formazione del TCA. A partire dalle basi dell’acustica fisica, fino ad arrivare ai differenti ambiti applicativi, il testo fornisce tutti i contenuti teorici di cui necessita la formazione di un TCA, aggiungendo la trattazione di numerosi casi studio numerici con taglio pratico-professionale.  

 
Alla luce del regime molto rigido di formazione previsto dal decreto, questo testo può essere adottato quale utile traccia e supporto per i corsi di abilitazione per la professione di TCA. Inoltre, i numerosi esempi applicativi in tutte le principali aree dell’acustica, rendono il libro indicato anche per i colleghi già abilitati che desiderano approfondire tematiche specifiche o confrontarsi con esempi applicativi e pratici. In abbinamento, è stato recentemente (gennaio 2020) pubblicato, a cura degli autori del presente articolo, il testo “Test per Tecnici Competenti in Acustica”, che contiene 250 test con soluzioni ragionate; l’obiettivo è quello di condurre il discente nell’acquisizione dei diversi contenuti, a partire dalle applicazioni numeriche più semplici fino ad arrivare ai casi più articolati, proponendo spunti di riflessione e ragionamento sulle problematiche che si possono presentare nel corso di questa affascinante professione. 
  

Ing. Stefano Bergero*, Ing. Alessandro Cavalletti**, Ing. Paolo Cavalletti**, Ing. Chiara Marafioti**

*DAD – Dipartimento di Architettura e Design, Scuola Politecnica, Università di Genova, Stradone S. Agostino 37, 16123 Genova, Italia.

**DIME – Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Scuola Politecnica, Università di Genova, Via all’Opera Pia 15A, 16145 Genova, Italia


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