Sblocca Cantieri: al via la ripartenza dell’edilizia

Data: 26/05/2020 / Inserito da: / Categorie: Informazione Tecnica / Commenti: 0

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In questa Fase 2 post Coronavirus dedicata integralmente alle misure messe a disposizione per la ripartenza del nostro paese, si parla già da tempo di Sblocca Cantieri.

Tenendo conto di un’analisi dell’Ance, le opere bloccate sono ben 749 e valgono in totale circa 21 miliardi.
 
Si attende il prossimo Decreto Semplificazioni contenente il piano Sblocca Cantieri da 120 miliardi per arginare una serie di problemi legati a alluvioni e frane, ed è bene sottolineare che in questo periodo l’argomento è ritornato in auge ed è fonte di animati dibattiti soprattutto alla luce degli ultimi accadimenti che hanno interessato l’esondazione del Seveso e del Lambro in Lombardia. 

 
Cosa prevede lo Sblocca Cantieri?
 
Fondamentalmente, è necessario riaprire e riattivare i cantieri per assecondare quel progetto di un paese più sostenibile, più volte oggetto d’attenzione del Presidente Conte.
 
Quando entrerà in vigore? 
 
I tempi non dovrebbero essere troppo lunghi: si parla di un’attesa di circa un paio di settimane per far rifiatare il settore dell’edilizia.

Al momento è pronta solo una bozza di venti pagine che prossimamente passerà al vaglio di Palazzo Chigi.
 
Uno degli aspetti più importanti di questo Sblocca Cantieri riguarda la necessità di una semplificazione delle procedure, snellendo i tempi tra la progettazione e l’esecuzione, in modo da accelerare senza farraginosità burocratiche tutte le fasi previste.
 
Uno dei capitoli più delicati, anche sotto il profilo politico, riguarderà Commissari e deroghe: il tema centrale, al momento, è legato alle nomine degli amministratori delegati di Anas e Rfi per il piano di manutenzione delle infrastrutture sia stradali che ferroviarie.

Siamo davvero in campo e questa è una partita cruciale per la ripresa del paese dopo il lockdown.
 
Al momento, le idee della maggioranza non convergono: da un lato chi propone di destinare 20 miliardi ai lavori per i prossimi 12 mesi, dall’altro chi mira a sbloccare i 110 miliardi già stanziati, per l’appunto, per la nomina dei commissari e accelerare le opere già previste.

E ancora, c’è persino chi propone la sospensione del Codice Appalti fino al 2026.
 
Che si prenda d’ispirazione il modello Genova o meno, i professionisti del settore e l’intero paese si aspettano interventi imminenti e concreti per garantire il diritto che più di ogni altro, adesso, andrebbe tutelato: il diritto al futuro.  

 
Quali scenari si profileranno? Staremo a vedere.
 
La cosa che a noi preme sottolineare, che suona più come un auspicio, è che non si continuino a susseguire affermazioni dettate da logiche “da poltrona” e che si proceda tempestivamente per favorire la ripartenza del paese dopo il Covid19.

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