Uniti per un grande progetto nel settore extralberghiero: nasce la collana Bed & Business

Data: 21/10/2020 / Inserito da: / Categorie: Economia - business / Commenti: 0

 
Dal 5 novembre, in tutte le librerie fisiche e online, fa il suo debutto la nostra nuova collana Bed & Business dedicata al rilancio del settore del turismo extralberghiero. Direttore della collana è Danilo Beltrante, autore di Vivere di Turismo, che ha coinvolto oltre 40 professionisti ed esperti del mondo del turismo per unirsi verso un obiettivo comune: il rilancio dell’economia italiana.
 

Si tratta di un grande progetto di rinascita, un vero e proprio sogno, per realizzare il quale è necessario essere coesi e convergere verso il raggiungimento di obiettivi comuni.
 
Le prime due uscite in libreria, offline e online, faranno da apripista per smuovere le acque e riuscire a coinvolgere quante più persone, consapevoli che il lockdown ha modificato approcci e dati, ma non riuscirà a fermare il grande fermento in corso nel settore.   
 
Si tratta de “I segreti del Customer Care” di Gwendoline Brieux e “Self check-in” di Patrizio Donnini Gallo, già preordinabili su Amazon.
 
Abbiamo intervistato Danilo Beltrante per voi, per capire insieme in cosa consiste nel dettaglio l’intero progetto, dove ci porterà, a chi si rivolge e cosa potremo fare tutti insieme. Perché, insieme, ce la faremo! Buona lettura.

 

  • Danilo Beltrante, formatore, imprenditore e direttore di “Vivere di turismo Business School” presenta il progetto Bed & Business, che ha il suo cuore in una collana di manuali dedicati alle persone che operano nel settore extralberghiero. Intanto presentiamoci: chi è Danilo Beltrante oggi, a chi si rivolge esattamente e per veicolare che cosa?

 Sono una persona mediamente proiettata nel futuro. Un futuro dove immagino i nostri figli vivere un’esperienza di vita migliore della nostra, in termini di serenità e benessere nella nostra comunità. Immagino presto un’Italia che abbia lasciato alle spalle l’apatia e la “crisi ideologica” che abbiamo vissuto negli ultimi 20 anni. Credo che questo tipo di futuro possa essere costruito da noi oggi, attraverso l’impegno, attraverso il lavoro, attraverso una evoluzione culturale della società. Possiamo realizzarlo facendo leva sul turismo, una risorsa sostenibile quasi per nulla ancora sfruttata. Nella collana ho voluto dare concretezza a questa visione partendo dal settore extralberghiero. Un comparto che io amo, che genera già benessere diffuso su tutto il territorio e che reputo possa essere veramente la leva per il cambiamento in meglio dell’economia italiana.

 

  • Danilo operi nel settore extralberghiero, prima come gestore di appartamenti turistici e poi di un franchising, da circa 15 anni. Ma cosa ti ha spinto così giovane verso questa professione?

 

Sicuramente la voglia di riscatto e la voglia di trovare la mia strada all’interno di una società che era in profonda mutazione. Mio padre mi consigliava di cercare un lavoro da dipendente, ma sentivo che quello non era il mio percorso. Avevo bisogno di mettermi in gioco, di riscattarmi come persona. Sono riuscito a farlo in questo settore, ed attraverso le prime recensioni, attraverso la stima e l’affetto dei turisti che apprezzavano quello che facevo per loro con il mio bed and breakfast, ho avuto i primi riconoscimenti. Il settore extralberghiero per me rappresenta questo: “Essere insieme alle persone e attraverso di loro crescere e sentirsi in unione con il mondo”.


  • Dopo circa un decennio di esperienza,  nel 2014 hai fondato Vivere di Turismo, una società di formazione che si dedica a gestori come eri tu.  Cosa ti ha spinto a unire l’extralberghiero con la formazione? Si può parlare di passione?  
 
Assolutamente sì. La passione è stato il primo driver che mi ha spinto a investire nella creazione di questo progetto, che nel 2020 ha visto nascere “Vivere di Turismo Business School”, la prima scuola di formazione professionale dedicata esclusivamente alle persone che operano in questo settore. Sono convinto che attraverso la formazione le persone possano trovare ispirazione, informazioni, strumenti. Tutto quello che serve ad un operatore per elevarsi e per raggiungere degli obiettivi che, forse raggiungerebbe anche da solo. ma senza dubbio con più tempo, più fatica ed impiegando maggiori risorse. La nostra sfida è proprio questa: permettere una crescita rapida dell’intero comparto per permettere alle persone di ottenere risultati tangibili in breve tempo. E insieme a loro sostenere lo sviluppo del territorio.

 

  • Veniamo per un attimo al momento di oggi. La pandemia come sappiamo ha imposto un crollo al settore turistico a livello mondiale e quest’estate si è registrato un nuovo trend all’insegna del turismo domestico, cosiddetto di prossimità. Potresti introdurre i cambiamenti che la pandemia ha comportato per questo settore e al tempo stesso potresti tratteggiare un orizzonte magari di ripartenza?

 

Il turismo ha sicuramente subito una perdita di flussi importanti. Sento il bisogno di fare una distinzione però tra quello che è successo nella ricettività alberghiera e quello che è accaduto nel settore extralberghiero. Nel dramma della pandemia, il nostro comparto sta rispondendo meglio e più velocemente alla crisi: le aziende sono mediamente piccole e questo ci dà la possibilità di ripartire più velocemente. Alla fine del periodo di lookdown ad esempio, mentre gli alberghi faticavano a riprendere la piena operatività,  le case vacanze erano già pronte per accogliere le persone che avevano necessità attraverso il viaggio, di vivere un’esperienza positiva dopo questo momento così particolare. Il settore, quindi, ha dimostrato tutta la sua capacità di adattamento al cambiamento. Una caratteristica questa, che più di tutte, fa la differenza nell’affrontare un mercato sempre più variabile. Il settore extralberghiero sa rispondere bene a quello che è il mercato di oggi, ma anche a quello che si immagina possa essere un mercato in rapida evoluzione nel turismo di domani. Con i giusti strumenti professionali a disposizione, è possibile ripartire rapidamente, tornando a sfruttare la propria attività per creare benessere economico a se stessi e alla propria famiglia.

 

  • Come vedi il settore extra alberghiero oggi? E quali tipi di evoluzioni potranno esserci nei prossimi mesi o anni?

 

Il settore si contraddistingue per la capillarità della presenza di strutture su tutto il territorio nazionale. Da Nord a Sud, in qualsiasi luogo del paese e in qualsiasi borgo, insistono case vacanza, bed & breakfast, luoghi di accoglienza per turisti curiosi di conoscere anche gli angoli più nascosti della nostra bella Italia. Questo porta con sé tanti fattori positivi. Il primo è il benessere economico che può essere raggiunto anche da chi vive in luoghi dove le possibilità e le economie sono minori. Loro stessi possono diventare generatori di economia attraverso l’accoglienza dei turisti. Viaggiatori che senza una casa dove alloggiare, non sarebbero mai arrivati in quel paese. Questo fenomeno genera a cascata un indotto diretto ed indiretto nel territorio. Possono così trovare lavoro persone che si dedicano all’accoglienza, manutentori, persone che si occupano della pulizia degli alloggi. 
 
In maniera indiretta lavorano tour operator, ristoranti, bar, supermercati e i servizi che sono presenti in quel territorio. Nascono nuove attività grazie al turismo. Il futuro di questo settore, che è già il presente, si basa inoltre sul connubio tra la tecnologia ed il fattore umano, quest’ultimo importantissimo per questo lavoro. Sono infatti persone che accolgono altre persone, avvalendosi di strumenti tecnologici sempre più avanzati. Fino a pochi anni fa era solo un sogno poter utilizzare queste tecnologie, che erano appannaggio solo degli hotel. Oggi invece esistono tantissime aziende che forniscono servizi che facilitano ed automatizzano i processi anche nel settore extralberghiero, liberando tempo prezioso che gli operatori possono impiegare proprio nella cura della relazione con i propri ospiti.

 

  • Quali sono, a tuo parere, le leve su cui deve puntare chi opera nel turismo e vuole continuare a farlo?

 

La capacità di mantenere l’aspetto umano e saper generare relazioni autentiche nei con i propri ospiti; la seconda leva è la formazione, che permette alle persone, oltre che a far crescere la propria attività, quella di liberare il proprio tempo proprio per dedicarlo al primo aspetto, cioè la relazione con i propri ospiti.

 

  • Tra gli altri driver necessari per la ripartenza, hai parlato della necessità di puntare sulla formazione. In un momento in cui gli imprenditori che vogliono rilanciare le proprie attività faticano a rimanere aperti, perché e come secondo te dovrebbero trovare tempo e risorse per continuare a formarsi?

 

Mi piace sempre fare chiarezza tra “investimento” e il concetto di “spesa” o di costo. L’investimento è qualcosa che ha sempre un ritorno atteso. Se investo in formazione, è lecito aspettarsi di guadagnare 5, 10 o 100 volte il prezzo pagato per il corso. Le persone che si approcciano a questo settore hanno bisogno prima di tutto di comprendere questo principio: solo attraverso l’investimento un’attività può crescere. 
 
Investire nella formazione in questo periodo è la cosa migliore, vuol dire investire su qualcosa che ha un’importanza massima per la persona, cioè investire su se stessi. Questo è l’unico investimento che praticamente frutta sempre. Quando si punta su se stessi e sulla propria crescita, si genera sempre qualcosa di buono, sia  per la propria struttura, sia in ambiti trasversali, come vediamo spesso con i nostri studenti. Abbiamo trasferito proprio questo concetto nei manuali della collana Bed &Business. Si può rientrare dall’investimento del manuale stesso dalle 10 alle mille volte, l’importante è metterne in pratica i contenuti.

 

  • Hai parlato della necessità della formazione per adeguarsi ai cambiamenti oggi imposti dalla pandemia, e hai citato tra gli altri strumenti, un progetto editoriale inedito a cui stai lavorando con un team di specialisti del settore extra alberghiero. Il tuo ultimo libro “Vivere di Turismo” è stato un caso editoriale. Ma come ti sei approcciato alla scrittura?  Ti prepari a fare il bis?

 

Il primo libro è nato dalla voglia di condividere la mia esperienza con i colleghi, dall’idea di restituire qualcosa di tutto quello che avevo ricevuto in dono grazie ai successi raggiunti, una sorta di “Give Back”. Era il periodo in cui le mie attività andavano a gonfie vele ed avevo già avviato l’attività di formatore. Avevo voglia di mettere nero su bianco la mia esperienza al fine di poterla condividere con il più ampio numero di persone possibili. Inaspettatamente, il libro “Vivere di Turismo” ha tracciato una linea. Si può dire che c’è “un prima e un dopo”. Il dopo, è l’atteggiamento professionale nel settore turistico, non più ad appannaggio solo del settore alberghiero, ma che può essere esteso anche al sistema extralberghiero, affinché insieme si possa creare un “sistema turismo” efficiente che possa diventare un modello non solo per l’Italia ma anche per il mondo.

 

Mi ha chiesto se sto pensando a un bis. Più che a un bis, penso a un altro libro che ho già in cantiere e che ha a che vedere con il tema dell’Economia Civile.

 

  • Parlando di economia civile: si delinea un approccio alla società diverso rispetto a quello in cui siamo abituati a vivere. Il profitto non è più l’unico obiettivo dell’attività, che punta invece a condividere il proprio benessere anche con la comunità coinvolta nei suoi processi. Ecco, nel settore extra alberghiero si tratta di un cambio radicale o di una normale evoluzione?

 

Il sistema capitalistico così come lo conosciamo sta mostrando al mondo tutti i suoi limiti. Lo sta a poco a poco consumando a causa dell’avidità dell’uomo, legittimata in qualche modo dal sistema stesso. E questo comportamento parte da lontano: siamo nel 1600 e facciamo riferimento alla filosofia di Hobbes, ripresa poi da Adam Smith, che possiamo chiamare il padre del capitalismo così come lo viviamo oggi. La sua filosofia si basa sul principio “homo homini lupus”, ogni uomo è lupo per l’altro uomo. Morte tua, vita mia diremmo oggi. Questo principio fa leva sul fatto che le persone e le attività abbiano la possibilità di crescere in un mondo dove le risorse sono infinite. Effettivamente nel 1700 la percezione doveva essere questa.
 

Oggi però abbiamo bisogno di altro per rispondere alle grandi sfide dell’uomo, come l’inquinamento, il clima, l’uguaglianza.

 

Pochi sanno che sempre in quel periodo, nel 1754, proprio in Italia, a Napoli per l’esattezza, fu istituita la prima cattedra di Economia Civile, e il primo docente fu l’Abate Antonio Genovesi, italiano anch’esso.

 

A differenza di Hobbes, Antonio Genovesi abbraccia la filosofia “Homo homini natura amicus”, ogni uomo per natura è amico dell’altro uomo. Si tratta dunque visione profondamente diversa da quella anglosassone, quest’ultima arrivata fino ai giorni nostri. Secondo Genovesi, riscoperto dagli studi del prof. Stefano Zamagni, la persona che abbiamo di fronte non è di base un pericolo, una minaccia, ma è un amico. Certo con gli amici si può anche litigare, ma questo non significa che non si debba avere fiducia nei confronti delle persone.

 

Oggi, come nel ‘700, sentiamo la necessità di sentirci uniti, abbiamo necessità di instaurare relazioni di fiducia tra le persone. Il turismo si basa su una relazione di fiducia. La fiducia e la relazione sono due elementi alla base dell’esistenza dell’essere umano e sono la base anche per cambiare direzione a quei comportamenti che hanno portato oggi l’umanità ad avere tutti questi problemi.

 

Cosa c’entra il settore extra alberghiero con tutto questo?  Noi siamo per natura vicini alla filosofia di Antonio Genovesi, soltanto che non lo sappiamo. È necessario dunque acquisire consapevolezza della forza innovatrice che abbiamo intrinseca come italiani, come cittadini e come operatori turistici, e poterla esprimere al massimo della sua potenzialità. Possiamo insieme migliorare l’’approccio al turismo e all’accoglienza nei nostri territori ed in tutta la nostra nazione e perché no, diventare un modello per il mondo intero.

 

  • Torniamo alla collana Bed &Business. Perché questo nome? Quando e come nasce il progetto? Chi sono gli autori di questi volumi? Cosa accomuna persone dagli interessi apparentemente così diversi, e come è stato concepito ogni singolo contributo?

 

Le persone che contribuiscono a questa iniziativa, gli “Specialisti dell’extralberghiero”, sono tutti professionisti che vivono di quello che scrivono all’interno del loro manuale. Quindi per primi hanno affrontato le difficoltà del lavoro e le hanno superate con successo. Nel manuale si trovano tutte le risposte alle domande di chi si trova ad affrontare lo stesso tema. Grazie alle informazioni contenute nei manuali si possono superare più velocemente quegli scogli che rallentano lo sviluppo di una attività extralberghiera. Per andare avanti e far crescere e prosperare la propria attività oggi abbiamo necessità di approcciare al nostro lavoro come professionisti. Da qui la scelta della parola “Business”. Bed in inglese significa letto. Bed & Business rappresenta il binomio tra l’ospitalità e la professionalità, oggi fondamentale per ottenere buoni risultati in questo lavoro.

 

  • Una domanda po’ provocatoria: ma va ancora di moda leggere i libri? La comunicazione non si era spostata prevalentemente sui social dove tutto è più immediatamente fruibile? Vi siete attrezzati anche in questo senso, con un approccio full digital?

 

Il libro è un oggetto intimo. Per chi si approccia per la prima volta alla formazione, ad esempio, il libro permette di farlo in un contesto protetto, che è la propria casa. Attraverso la lettura e l’applicazione si può testare così il potere della formazione stessa. Mi è successo spesso di appassionarmi così ad una materia. Per coloro che hanno già confidenza con strumenti formativi, all’interno dei manuali è possibile trovare idee nuove e spunti da applicare immediatamente per avviare correttamente o migliorare la propria attività.

Riguardo l’aspetto digital, abbiamo pensato di realizzare diversi prodotti. Alcuni legati ai manuali, come un video formativo gratuito dedicato ai lettori per ogni argomento. Per coloro che vogliono maggiori informazioni e si avvicinano a noi per la prima volta, mettiamo a disposizione gratuitamente delle video interviste degli autori, degli ebook e una pagina Facebook Bed & Business – Gli specialisti del settore extra alberghiero, dove poter essere sempre aggiornati.


  • Quali sono i primi volumi in uscita e qual è la logica che seguono le uscite? In altre parole quale percorso avete immaginato per guidare un operatore del settore extra alberghiero a migliorare la propria attività?

 

Sono sei le aree in cui interviene la collana, che corrispondono alle aree di presidio di qualsiasi operatore extra alberghiero. Si parte dai numeri, quindi dalla fiscalità, la burocrazia, le leggi, la normativa. Poi si passa al marketing, che è fatto di comunicazione, foto, social, ma anche di marketing immobiliare, come ad esempio l’Home Staging. Si parla di vendite, e quindi nuovamente di numeri grazie al primo manuale in Italia di Revenue Management applicato all’ extralberghiero, di annunci, di distribuzione sui portali. Non manca naturalmente anche un’ampia sezione dedicata alle “Operation”, cioè a tutte quelle attività necessarie quando abbiamo un ospite in casa: dalle pulizie, alle manutenzioni, all’automazione dei processi, ai software. Ciliegina sulla torta è il manuale dedicato alla crescita personale, altra area estremamente importante e che va a completare tutte le altre. I benefici di quest’ultima sono trasversali su tutte le aree. Ogni mese sono previste due uscite in libreria, e naturalmente i volumi si possono acquistare anche su Amazon.

 

  • Che tipo di presentazioni avete immaginato, in questa fase delicata in cui difficilmente sarà possibile incontrare le persone nelle librerie? Avete qualche asso nella manica per entrare in contatto diretto con i vostri lettori?

 

Abbiamo pensato a tanti modi per essere vicini ai nostri lettori ed al nostro pubblico: attraverso una presenza molto forte sui social e l’organizzazione di live webinar di presentazione dei manuali.  Intervisterò personalmente gli autori all’interno della rubrica “Gli Specialisti”. Inoltre non appena le circostanze lo permetteranno, saremo presenti nelle maggiori fiere ed eventi di settore, anche in partnership con il nostro Editore Dario Flaccovio.

  • Cinque motivi per i quali chi opera nell’extralberghiero dovrebbe leggere i contributi Bed & Business.

 

L’aggiornamento professionale attraverso dei manuali pratici, scritti da professionisti selezionati tra i migliori in Italia. Il semplice accesso a contenuti di valore, organizzati per essere facilmente fruibili. Far parte di una community seria propensa alla crescita del turismo. Ultimi – non per importanza – la crescita economica della propria attività, e anche il contributo alla crescita del proprio territorio.  

  •   Com’è possibile essere aggiornati su questa iniziativa?

 

È semplicissimo. Cliccando “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook Bed & Business – Gli specialisti del settore extra alberghiero – e iscrivendosi alla newsletter del sito.

Torna indietro

I dati saranno trattati per consentire l’inserimento e la pubblicazione dei commenti attraverso una piattaforma esterna (Disqus). Prima di lasciare il tuo commento, leggi l’informativa privacy